Il blog di Antonio Tombolini

Amare Kasparov. A perdere stavolta sarà Putin.

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Io per stringere la mano a quest’uomo, a Garry Kasparov, sono partito da casa alla volta di una Roma torrida il 16 agosto di tre anni fa, con moglie e tre figli appresso. Certo, giochicchio a scacchi, e ammiro il numero uno. Ma c’era e c’è di più. Un di più non estraneo al suo modo di giocare, ma che il suo modo di giocare rivela: c’è la tecnica, c’è la creatività, c’è l’impressionante capacità di calcolo. Ma c’è soprattutto, c’è in più rispetto a tutti gli altri campioni di sempre, una tenacia impressionante, invincibile. E’ questa tenacia che gli consente di essere, ancora oggi, a 44 anni, il numero uno del gioco che egli stesso ha definito come a mental torture.

Ieri Kasparov è stato arrestato (liberato su cauzione in serata), insieme ad altri partecipanti ad una manifestazione anti-Putin. Putin è sbottato, davanti a una minaccia come quella di Kasparov non ha retto, e ha mostrato il suo volto di sempre, quello sovietico, quello da dittatore da KGB.

Per chi non lo sapesse Kasparov è molto attivo politicamente nel suo paese, e vorrebbe contrastare il potere illimitato di Putin. E’ la sua partita più pericolosa, visto che da quelle parti i pochi oppositori di tanto in tanto muoiono misteriosamente. Io spero che Gary non molli, e a leggere qualcosa di quel che dice e pensa c’è da contarci. Sono orgoglioso di essere stato un po’ con lui, di averci scambiato qualche parola, di avergli stretto la mano: in bocca al lupo, Garry.

[Nella foto Kasparov stringe la mano a mio figlio Dedo con accanto me e la piccola Matilde]

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Rispondi a Fabrizio Romeo Cancella risposta

  • Quoto in pieno, Antonio, con la speranza che Altra Russia, se riuscirà nel suo intento, non finisca come l’alternativa ucraina tinta di arancio…

  • Dovremmo sostenere tutti Garry Kasparov e la sua causa, perchè oggi rappresenta una delle poche reali alternative alla FALSA DEMOCRAZIA della moderna russia, che guarda caso affonda le proprie radici proprio nel vecchio KGB (Putin), e che trova i due più amichevoli sostenitori in Bush e Berlusconi…

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