Il blog di Antonio Tombolini

Pensieri sul no-marketing, ovvero a tavola con Lucio, ovvero dell'amore, se volete

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Da Lucio[Mi accorgo solo ora, mentre cercavo qualche link per l’argomento di cui sto postando, che Robin Good ha voluto rieditare e pubblicare nel suo sito l’introduzione che scrissi per l’edizione italiana di Cluetrain Manifesto: grazie Robin!] Voglio parlare ancora della questione dell’antimarketing antivirale di IVLPN, l’iniziativa che San Lorenzo ha avviato nel giugno scorso: ogni mese 10 persone vengono scelte a caso tra tutti gli iscritti per essere ospiti a cena (o a pranzo, dipende) presso uno dei più grandi ristoranti italiani. Non 10 giornalisti specializzati, di settore. Non 10 blogger influenti. Non 10 opinion-leaders. Semplicemente 10 persone, scelte a caso tra quelle che iscrivendosi (senza alcuna precondizione particolare) hanno manifestato il desiderio di esserci.
Venerdì scorso eravamo a cena al Symposium (una meraviglia, tanto per capirci) per la seconda tappa di IVLPN, e mentre eravamo lì fuori a chiacchierare, una della partecipanti se ne esce con un ma per voi, per San Lorenzo, che ritorno ha un’iniziativa come questa?
Bella domanda. Certo, non mancano le risposte, anche giuste e vere: chi viene probabilmente ne parla. Magari ne parla anche chi non viene. Ma è tutto qui? Sarebbe sufficiente questo a rendere comunque economicamente redditizio, da un punto di vista aziendale, un investimento di questo genere, magari a preferenza di qualche altra forma di pubblicità o di promozione?
C’è dell’altro?
È proprio questo eventuale altro infatti che mi sembra la parte più interessante della cosa. Secondo me sì, c’è. Anche se si tratta per me ancora più di un qualcosa di intuìto, che non di razionalmente chiaro, e mi farebbe piacere se qualcuno mi aiutasse a metterlo a fuoco.
Intanto, nel dubbio… continuiamo, e anzi presto metteremo online non solo la terza tappa in programma per settembre (saltiamo agosto), ma anche tutte le altre, fino al giugno prossimo. Magari per quell’epoca sarò riuscito a chiarirmi le idee, no? 🙂
[HINT: forse quel qualcosa d’altro che sto cercando di mettere a fuoco ha a che fare con il tono di chi ha iniziato a parlare della serata, e con il tono e i modi della bella mail che ho appena ricevuto da Lucio Pompili, chef e patron del Symposium, che riporto qui proprio a questo scopo:

Caro Antonio,
voglio ringraziarvi per l’occasione che mi avete dato venerdì sera di ospitarvi e farvi conoscere casa nostra.
Spero che gli amici che hanno fatto tanta strada siano tornati indietro con soddisfazione.
Mi auguro di rivedervi presto… con le gambe sotto al tavolo e a questo punto buone vacanze.
lucio pompili

Grazie Lucio, anche per questo.] [UPDATE 2, mi è venuta un’altra illuminazione… di quelle rischiose però, spero non venga fraintesa e che non si arrabbi nessuno: le serate che stiamo facendo stanno a queste altre qua come l’amore sta alla pornografia. L’ho detta troppo grossa? Speriamo di no.]

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  • Non so niente di “ritorni” e roba varia, però so che ti ringrazio ancora per aver offerto ad una sconosciuta la possibilità di passare una serata così piacevole in un posto così bello…
    Grazie ancora… 😉

  • Bella domanda Antonio, anche a me mi viene da pensare di fare qualcosa per la prossima vendemmia, sarebbe bello portare un po di gente in Maremma per qualche giorno di “full immersion”, con visita a qualche localino, come quelli che partecipano al nostro gruppo maremma (robine del tipo Caino, Bracali, Pellicano, La Pineta, La Fontanina).
    Anch’io mi domando, e poi? Poi boh, forse è la voglia di stare a vedere quello che succede che ci spinge. E comunque la consapevolezza che se fai qualcosa di buono (non eticamente buono, ma buono nel senso di fatto bene, che faccia stare bene), qualcosa ti ritorna.
    Perché non facciamo qualcosa con SL e Maremma?

  • Secondo me Antonio, il ritorno più grande che hai da queste iniziative è l’accostamento e di conseguenza l’associazione dei prodotti Second Lif…ehm San Lorenzo con il prestigio delle cornici ospitanti.
    Ciao, Fil

  • A tal proposito – posizionamento – ancora una volta chino il cappello di fronte alla tua maestria: una sera a cena di amici ti vedo lì nell’angolo in giardino un bottiglione di “Olio di oliva” (e tu sai cosa vuol dire) San Lorenzo. Bastardo, scatto una foto con il cellulare con il proposito di romperti i maroni il giorno dopo (se non la sera stessa), prima di pubblicare, scrupoloso, faccio una capatina sul sito sl e noto che con grande anticipo avevi previsto trovate del genere, gestendole con la solita arguzia di sempre.
    Su una cosa non me la devi menare però : piantala di dire che la pubblicità è morta. Almeno finché ospiti i banner di metafora che, tra l’altro, non vende una mazza. 😉
    Con amicizia, Fil.

  • Che ci sia un parallelismo “uguale e contrario” tra IVLPN e Altissimo Ceto mi ronzava già nella testa, e avevo anche il dubbio che Altissimo Ceto – che nome “simpatico”…- ti sconquinferasse poco (a me anche meno).
    Forse esageri, ma mi sembra che da una parte ci si un facoltosissimo snob non so quanto preparato che te fà rosicà – e che non mi sembra abbia portato nulla di nuovo, visto che c’erano già millanta blog con le foto dei piatti dei grandi locali – dall’altra una azienda che si fa pubblicità in maniera molto “solidale”.
    Di fatto lo “spessore etico” dei due messaggi è abissalmente distante

  • caro francesco, prova a parlare di “spessore etico” e di “solidale” alle lavoratrici dei call center della San Lorenzo di Sanremo e Imperia…..

  • No, non l’hai affatto detta troppo grossa.
    Spiace che onesti e valenti ristoratori si siano lasciati trascinare… ma si sa, “business is business”. Sempreché sia davvero business, questo, per loro.
    Un saluto!

  • Trovo interessante che tu ti stia ponendo la domanda del return di queste attività dinatorie. Io me la sto ponendo da tempo, anzi ero proprio perplesso, e – visto che neanche tu non ci hai risposto – suppongo che rimane valida la prima risposta che mi ero data: cioè la questione del return non si pone, semplicemente AT (magari convinto che tanto non si riuscirà mai a fare di SL l’esperya di una volta) si diverte girare ristoranti a spesa di SL, e accessoriamente magari a curare le proprie pubbliche relazione…. o no?
    (no dico perché sul serio, quei soldi lì – anche se non saranno poi tantissimi – potevano di sicuro investirsi in qualche altro modo, per toccare più di quelle dieci persone per volta, a meno che ovviamente l’intento fosse così avanti per cui l’oggettivo vero sarebbe, con il pretesto snob di non stare a fare marketing, di invitare a pranzo/cena ognuno dei 60 millioni di italiani, momento in cui convincerai ognuno singolarmente dall’insuperabile bontà dei prodotti SL (che poi sappiamo anche tutti che non è così, io per primis che purtroppo vivo in una casa dove di prodotti SL ne sono stati ordinati a valanghe, per fortuna molti parlano di cibo, pochi ne capiscono anche qualcosa…)

  • T’ho mandato una email, ma ho come il sospetto che non ti sia arrivata. Sta diventando un problema con alcuni servers. Che indirizzo preferisci dei tuoi, ne ho una mezza dozzina 🙂

  • Ciao Antonio! Beh, inutile dire che quella domandina (”Ma per SL, il ritorno qual é?”) me la son fatta pure io e pure tutte le persone a cui felice ho raccontato l’esperienza al Don Alfonso, ed ora che scopro che la ‘vera’ risposta non ce l’hai manco tu, ma che ti verrá strada facendo, mi dico e ti dico: ¡eres la leche! che sarebbe qualcosa tipo troppo forte, micidiale o roba del genere 🙂

  • @gianpaolo, tranquillo, la mail è arrivata ed è già nel pensatoio SL. NB Ovviamente tutte le mie dozzine di indirizzi email convergono tutte su un unico indirizzo, e nulla va perduto 🙂
    @angie, sì, giusto, a pensarci bene è proprio una cosa da ¡eres la leche! 😀

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