Il blog di Antonio Tombolini

Ancora su Gmail (sempre più allibito!)

A

Allora, funziona così: chi sottoscrive un account Gmail, disponibile per ora solo per invito (e non chiedetemi come, perché a me l’ha girato un amico), ha un servizio di posta elettronica offerto da Google via web i cui punti forti sono i seguenti:
– spazio di 1 giga, praticamente illimitato
– funzioni di ricerca velocissime, à la Google, of course
– il tutto aggratis
Come fa Google a dare il tutto aggratis?

Semplice, ci infila la pubblicità, e la pubblicità à la Google, cioè sensibile al contesto. Insomma, se tu ricevi o scrivi email che parlano di scacchi, vedrai apparire pubblicità relativa al mondo degli scacchi; se ricevi o scrivi email che parlano di Patagonia, vedrai apparire pubblicità relativa alla Patagonia, eccetera (ed è meglio non esemplificare oltre…).
Questa pubblicità sensibile fa la gioia delle verginelle internettiane: gli piace tanto, che bello, che bravi, che cari quelli di Google che si prendono cura di me… MA… MA… MAAAAAAAAAA…. ODDIO, E SE LA STESSA STESSISSIMA STESSISSISSIMA COSA L’AVESSE FATTA QUEL CATTIVONE DI BILLGHEIZ?
Già, perché uno dovrebbe pure chiedersi come fa Google a darmi quella pubblicità sensibile. E se se lo chiedesse, scoprirebbe pure che Google gli risponde, chiaro chiaro:

Computers scan the text on a given page, perform a mathematical analysis on it and match it to ads in our extensive database

COMECOMECOME?!? HO CAPITO BENE? Già, proprio così: Google SI LEGGE TUTTA LA MIA POSTA, E NE FA UN SUO DATABASE, che usa per offrirmi (oh, che cari!) la sua pubblicità sensibile. E tutti i duri e puri di internet, tutti gli hackeronti antimaicrosoft lì a sdilinquirsi datemi un invito, vi prego, datemi un invito….
Io invece ribadisco: e se si fosse azzardato a metterla su Bill Gates, Microsoft, una roba simile? Cosa avrebbe detto Zeus, Punto Informatico, IndyMedia, il blogger consapevole e progressista, ma pure quello alternativo e di destra corporativo e fascista antiamericano?
Sono LETTERALMENTE ALLIBITO. A me sembra una cosa ENORME. E credo che anche a Google lo sappiano, e magari tengono ancora in beta il servizio anche per vedere cosa succede su questo. Se non fossero consapevoli del problema, non avrebbero aggiunto alle righe che ho riportato sopra il seguente testo, volto a rassicurare, ma che così facendo integra perfettamente la fattispecie di excusatio non petita, rendendo il tutto ancora più preoccupante:

No humans are involved in this process and no one reads your mail

Ah, beh, se me lo assicura Google…

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