Il blog di Antonio Tombolini

Bonilli, ovvero: del populismo gastronomico

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Da quando bazzico la rete, ogni anno, all’approssimarsi della Pasqua, si fa sotto qualche anima bella a sentenziare contro di noi, incoscienti e crudelissimi stragisti di agnelli. Sì perché, sia chiaro, anche quest’anno il sottoscritto la Pasqua la festeggerà con l’agnello. Basti per tutti la testimonianza di questo vecchio, storico, istruttivo thread del newsgroup it.hobby.cucina, che risale alla Pasqua del 1998 (a conti fatti, 8 anni solari fa, ovvero 37 anni web fa).

E passi se a fare l’ipocrita predica è l’adolescente in crisi mistica, o l’animalista fondamentalista. Quest’anno no, quest’anno c’è una sorpresa: quest’anno a scendere in campo (rozzamente, peraltro) sull’argomento (quanto credibilmente, visto il pulpito, ditemi voi) è nientepopodimenoche Stefano Bonilli, il direttore del Gambero Rosso, su Papero Giallo. Leggiamo:

«La strage degli innocenti? In questi tre giorni di festa, sabato 15, Pasqua 16, Pasquetta 17 aprile si macelleranno e  mangeranno migliaia di capretti. Credo che sia necessario rivedere le nostre tradizioni, siamo diventati una società industriale, eravamo cinquanta anni fa una società agricola, e queste tradizioni hanno perso significato e si portano dietro una lunga scia di sangue.
Bisogna ripensare il nostro rapporto con gli animali.»


Ma guarda un po’! Certo, le motivazioni di Bonilli non sono quelle dell’animalista fondamentalista, ci mancherebbe altro! Per lui il rapporto con gli animali va ripensato, perché ormai – signora mia – siamo una società industriale, mica più una società agricola, pfui, con tutte quelle sue lunghe (e rosse perfino, caro Bonilli!) scie di sangue!

Non è serio, caro Bonilli, titillare gli strati più superficiali (e banali) dell’altrui sensibilità alla ricerca di facili (net)consensi. Questo si chiama populismo. In questo caso: populismo gastronomico.

Non a te (che a quel che hai scritto, cinicamente, manco ci credi) ma a quelli che in buona fede, leggendoti, si sentiranno magari un po’ in crisi, vorrei dedicare l’invettiva non mia, ma del mio vecchio amico aldoponz (chissà dove sei finito, Aldo, fatti vivo!), rivolta, in quel lontano 1998, a un tal Luis, che nel newsgroup si era drizzato a moralizzatore di turno:

«Perché mi si invita a mangiare tenere verdurine primaverili, sostenendo che sono inferiori agli agnellini? E chi l’ha detto? E chi sei, luis, per giudicare che una capretta è meglio di un cavolfiore? Hai mai provato, grande salvatore Luis, a chiedere il parere a una carota, a una lattuga mentre la strappi senza pietà dalla sua terra? Perché devi decidere a priori che l’agnello non si può mangiare e il rapanello invece sì? I vegetali non sono viventi? Se io strappo la catalogna non ne sento il grido di dolore, ma per quel che ne so c’è, ed è per me pari a quello di un agnello. Io do al sedano come al vitello lo stesso diritto, lo stesso rispetto che merita ogni essere sulla faccia della terra. E di loro mi nutro, con rispetto. Cosa che non sembra – a differenza del tuo ipocrita messaggio – tu possegga. Non rispetti me, giudicando quello che dovrei o non dovrei fare. Non rispetti la natura, giudicando cosa è bene e cosa è male mangiare. Luis caro, dammi solo una ragione per la quale dovrei ascoltarti, una sola. E poi, siccome detesto i fanatici e i predicatori, caro Luis, di che materiale sono fatte le scarpe che porti, sai come tosano le pecore per la lana del tuo maglione, come ti muovi, come ti riscaldi, insomma come cazzo vivi e chi cazzo sei per poter dire agli altri come devono vivere?»


[Bonus links: a chi volesse approfondire e ripensare la questione del rapporto con gli animali, suggerirei la lettura quotidiana di (e magari anche la conversazione con) signori come questo qui, o come quest’altro: gente che il contadino, e l’allevatore, lo fa di mestiere, dedicandogli la vita, e con gli animali ci vive (e ne vive, ed essi vivono del loro lavoro) tutti i giorni. Con la consapevolezza che ogni vita si nutre della vita altrui, e perciò con rispetto. Quanto a me, vorrò essere sepolto nella nuda terra, o gettato in mare, quando sarà il tempo, proprio per questo: per non sottrarmi al grande cerchio della vita, e poter essere, morto, nutrimento di vita nuova].

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  • Caro Antonio,
    in svizzera alla fine di Febbraio ho visto in un paese di montagna quattro contadini attaccare a un muro di una capanna un capretto, ognuno teneva una gamba e tirava dalla sua parte, mentre il quarto incideva sul petto un marchio. Non voglio pensare cosa succeda nella maggior parte dei macelli. Mangiare l’agnello a Pasqua va bene, ma crescerne a milioni in condizioni infami e macellarli come la trebbiatrice fa con il fieno per poi magari, anzi senza magari, lasciarne marcire la metà (delle carcasse) nei frigoriferi non fa parte delle tradizioni. So che tu allevi un capretto con cura nel tuo orto dandogli buon cibo per poi ammazzarlo senza farlo soffrire, farà cosi’ anche quello del Parco dei Buoi. Ma la frase del Bonilli in linea di principio è giusta. In generale succede il contrario di quello che fa il tuo amico del Parco dei Buoi e c’è sicuramente molto spazio, per un radicale come te poi non ne parliamo, per lottare per i diritti del capretto e dei suoi simili. Il paragrafo del tuo amico, pur avendo qualche qualità letteraria è molto peggio dell’affermazione del Bonilli. Paragonare la vita di un capretto a un sedano per spiegare che una persona non puo’obbligarne un’altra a essere vegetariano o a vergognarsi di mangiare capretto o a fare il moralista è pura idiozia. E’ vero che io per primo porto scarpe di camoscio e mangio carne e in questo con Bonilli ci assomigliamo come dice Aldo, e allora? Non si puo’ dire che sarebbe meglio ammazzarne meno di capretti e che ci fanno pena? Lasciaci in pace. Voi che siete liberisti, libertari, libertutto lasciateci in pace. Assumete troppo spesso lo stesso atteggiamento che a parole condannate, aggiungendoci anche una buona dose di volgarità e violenza inutile. Trovo stucchevolissimo chi fa anti moralismo esattamente come il moralista fa la morale. Che schifo. Voi che siete la nostra speranza, cari radicali, miglioratevi. Per primo mandate a casa quel bamboccio che fa il duro di Capezzone. Poi smettetela di usare le vostre idee per sgonfiare palloni già sgonfi, come Bonilli.
    Buona pasqua e mangiati sto agnello fin che tu c’hai i denti per farlo. Tobia Milla Moss da Parigi

  • Capperi Tobia, non ti avevo mai visto né sentito partire con un pistolotto così, roba che nemmeno io! E pure argomentato e consequenziale, non è da te!
    Attento a non fare quello della sinistra per bene e interista, però, alla Bonilli (che non gli viene bene, anche se vorrebbe, perché è romanista): Bonilli dice che siccome siamo “società industriale” e “non più contadina”, basta con questa barbarie della strage degli innocenti. Il che fa l’occhiolino al veganismo ideologico e fondamentalista da salotto (oh, che pena, signora mia).
    Diverso è il discorso delle condizioni di allevamento, e aggiungo di trasporto e di macellazione degli animali, che tu richiami. Orrende, e da vietare, sono pronto (e sai che vorrei farlo, da anni) a darmi da fare su questo. Ma sai a cosa sono dovuti questi orrori? Proprio a quella “società industriale” che dice Bonilli. Per lui, e per quelli come lui, le cose potrebbero andare avanti tranquillamente così: tra qualche settimana lo troverai scrivere, ne sono sicuro, di foie gras e altre amenità. L’importante è che “non grondino sangue”, soprattutto se è Pasqua. Poi l’industria maltratti le bestie come vuole, ma per favore, faccia in modo di nascondere il tutto per benino, che non arrivino sulle nostre tavole così per bene, così moderne e così civili le puzze e il sangue, mi raccomando!
    La risposta del mio amico su sedano carote e compagnia non è affatto stupida: è la sacrosanta risposta da dare ad ogni stupido (questo sì) vegano fondamentalista, che invece di farsi la sua scelta per sé, si metta a fare proselitismo su basi morali. Mi sta bene il vegetariano Veronesi (non mangio carne perché mi fa male), non mi sta bene per niente il vegetariano rompicoglioni moralista (non mangio carne perché è male, e quindi non devi mangiarla neanche tu): ecco, a costui si può ben dire, e a buon diritto, che la vita di una carota non è meno della vita di un agnello che non è meno della vita mia. Che infatti, morto, andrò a nutrire i vermi: e spero che ne ricavino grande soddisfazione.

  • E’ una questione di simpatie personali e di “salute”.Bonilli non mangia il simpatico abbacchio ( agnello)perchè gli hanno trovato il colesterolo alto.Gli piace molto il prosciutto (se tagliato a mano)dell’antipatico porco e poi fa dieta

  • “Orrende, e da vietare, sono pronto (e sai che vorrei farlo, da anni) a darmi da fare su questo.”
    Ma per favore Antonio, il tempo è sostanza. Stiamo aspettando. Quando vuoi iniziare a 60 anni? Sarai anche uno che non compra l’agnello al supermercato o che non si lamenta nei salotti ma per me tu e Bonilli siete seduti sullo stesso palcoscenico. E’ una bella gornata di Aprile. Il teatro è in Sicilia, di quelli amati da Lampedusa. Atto unico. Due attori. Una vasca da bagno allestita per il pranzo. Due uomini che magnano un capretto intero. Un puzzo infernale. Una folla di persone travestiti da capretti che vi guardano. Vedo Bonilli che si lamenta del puzzo di sangue, vedo te che invece vai fiero di puzzare di sangue e dai addosso all’ipocrita Bonilli. Sei un borghesuccio! Bonilli, che si sistema la cravatta è già al caffè mentre tu sei li’ che magni la coscia. Tu invece sei un piccolo borghese di merda, dice lui. Rutti. Una pausa. Io sono il vero idealista tu sei il finto perbene. Tu frequenti i salotti io no. Non è vero. Una pausa. Vi baciate a mulinello mentre le ossa di agnello cascano sul fondo. Il solito schifo. Il sipario chiude. Applauso del pubblico. Che bello spettacolo.

  • Ma perchè così astioso? Bastava dire che non eri d’accordo. No, dovevi fare l’Ermete Zacconi…e allora clap…clap…clap (sono applausi!).

  • Perchè non iniziamo a mangiare come gli astronauti? Delle belle pillolette prodotte da una industrietta chimica che contengono tutto ciò di cui abbiamo bisogno per sopravvivere. Quelle si che non fanno male ad una mosca…
    Nuie ce levamme u’pensier, vuie nun ve pigliate scuorn!
    Auguri di buona Pasqua a tutti!

  • Travaglini, mi sembra una buona idea. Pero’ a te ste pillolette te lo fo avere in supposte cosi’ ti garbano di piu’. Come mi piace la rete, come l’ho amata. Ormai il teatro non esiste che qui. Complimenti Antonio. A proprosito qui in Francia ho magnato dell’agnello favoloso quando passi ti ci porto, t

  • Francesco, ti ringrazio. Hai proprio ragione. Vado a farmi subito un bidè alle alghe del mar morto. Hai mai visto i Mostri di Dino Risi? Film fantastico. L’ho visto ieri e mi sono un po’ identificato con i personaggi. Un po’ troppo. Ma domani mi vedo Padre Pio e vedrai che non mi riconoscerai. T

  • ..sinceramente ci sono rimasta male…ma c’è bisogno d’arrabbiarsi così,vi siete insultati tutti in modo gelido e velenoso davvero,c’è ancora libertà in Italia..ho due figli che nn mangiano carne da anni e nn mi hanno mai dato fastidio,rispetto le loro idee e loro le mie..fate discussioni più intelligenti per piacere e nn arrampicatevi sui muri silva.

  • tobia, io oggi l’agnello non lo mangio.
    non mi piace. toglimi una curiosità, non mangi più carne?
    se sì, ok, altrimenti mi pare che la questione non abbia un gran senso.

  • Cara patrizia, come stai? Allora, passiamo la pasqua a Parigi. Vengono Lidia e Filippo a pranzo. Lidia è russa e lavora nel cinema, corregge gli errori mentre si gira. Per esempio, se è estate e nel paesaggio c’è della neve lei dice che non va bene. Filippo è genovese e insegna letteratura medievale francese a Grenoble. Ho preso del salame spagnolo, del chorizo, e del pata negra da prendere come antipasto con del buon pane che qui chiamano pan de mie. Due minuti fa ho preparato una ciotola con delle uova sode. Poi ho fatto l’anatra all’arancio, per la prima volta. Ho dei dubbi sulla riuscita. Del contorno se ne è occupata Melina: patate dolci, patate normali, piselli, carote allo zenzero. Dopo insalata, ma speciale ‘alla sudafricana’. Mirtilli con panna e colomba. Vino:spagnolo della Navarra.
    Sono stato vegetariano per 1 anno. Poi mangiai nel Galles una prima colazione in riva la mare a base di uova, bacon e salsicce. Mai stato meglio in vita mia, ero convinto di non mangiare carne, cercai di persuadermi che non era carne.
    Anche oggi alla fine del pasto diro’ a tutti che da domani saro’ vegetariano.
    Come vedi sono il pistola di sempre. Venite quai a trovarci. Mi è dispiaciuto tanto non vedere Matilde quel giorno in montagna.
    Non so chi sia Silvia, ma non ti preoccupare. Darsi addosso è il modo piu’ sano di passare il giorno prima di pasqua. W Antonio e il suo simplicissimus, T

  • Non pensavo con il mio commento, probabilmente altrettanto populista come quello di Bonilli, di contribuire alla crescente acredine degli interventi, anzi speravo di alleggerire i toni. Chiedo scusa a Silva se ho contribuito in qualche modo.
    Gli argomenti però non sono “stupidi” anzi!
    Ci vuole più “rispetto per le opinioni altrui” ed aggiungerei per il lavoro altrui.
    Non ho sentito alcun animalista scatenarsi con parole così dure e aspre verso ministri e ministeri quando una legge ad ok per qualcuno, ha imposto di vaccinare contro una fantomatica malattia, la Blue Tongue, tutte le greggi d’Italia producendo effetti collaterali micidiali. Soltanto nella nostra azienda, nel 2002, sono stati 200 gli animali morti, tra pecore ed agnelli senza calcolare gli aborti.
    Vaccini che hanno arricchito qualcuno (i responsabili del massacro) e che mai nessuno ha “provato” a cercare, anche se sarebbe talmente facile.
    Ho visto invece animalisti legarsi alla ruota di un carro trainato da buoi podolici, per evitare lo svolgersi di una corsa la cui tradizione si perde nella notte dei tempi.
    Se, Silva, ti riferivi a questo allora sì…parliamo di cose serie.

  • penso d’essereio quella “silvia ” a cui qualcuno si rivolge….il mio pensiero molto semplice e forse banale è che nn mi piaceva il tono d’insulto che ho percepito fra le righe delle varie risposte questa è stata la mia lettura…!..mi sembra comunque una discussione che lascia il tempo che trovae la mia scritta discussione più intelligente nn vuol dire che questi sono argomenti ” stupidi”e sono certa di avere ” rispetto per le opinioni altrui.. questoper Francesco..! a me dispiaceva solo il tono poi se stavate scherzando fra di voi meglio così amici come prima…giorni felici a tutti !silva.

  • quello che mi stupisce di + di Bonilli è la sua presa di posizione contro una tradizione radicatissima, dopo aver passato decenni a recuperar, difendere e salvaguardare le tradizioni.
    Un pò come Cernilli che dopo aver spalancato la porta ai vini finti tre anni fa scrisse un editoriale a favore dei SAnta Maddalena beverini.
    Và dove ti porta il rendoconto?

  • Silva, nel mio commento ho scritto che oltre al rispetto per le opinioni altrui che tu citavi, non perderei mai di vista allo stesso modo, il rispetto per il lavoro degli altri, in questo caso degli allevatori, che in questo momento in particolare non se la passano granchè bene.
    Giorni felici anche a te!
    p.s. Io Tobia da Parigi non lo conosco;
    non ho “colto” un eventuale suo tono scherzoso
    e non sono nemmeno “còlto” come invece lui sembra essere.
    .. E’ una questione di accenti!

  • Tobia, porca miseria, per pochissimo non ci siamo visti, io e Matilde eravamo andate a prendere la navetta per scendere ad Entreves, lei, dopo aver fatto non so più quante volte la pista dello slittino, era stanca, barcollava e si è addormentata lì.
    un bacio a Melina, da Matilde.
    Ps: a te niente perchè sei il pistola di sempre 😉

  • Una volta Ghandi fu incuriosito dal ragionamento di una bambina. Ella sosteneva che, se e’ vero che gli animali hanno un’anima e una soltanto ciascuno, allora si dovrebbe cercare di mangiare animali molto grossi, come l’elefante, in modo tale da “uccidere” meno anime possibile! Viceversa di dovrebbe evitare di uccidere animali piccoli.
    Poi mi viene in mente anche che un maestro zen una volta fu criticato perche’ accetto’ in regalo del prosciutto. I vegetariani lo accusarono di non essere rispettoso di un qualche precetto (non so quale di preciso). Mi ricordo pero’ che egli disse che la distinzione fra un cibo ed un altro non e’ data dalla natura (animale, vegetale, …), ma da altre cose. Dato che quel prosciutto era stato donato, andava benissimo mangiarlo!
    L’ultima cosa invece e’ un ragionamento che faccio sempre io ai vegetariani che si dichiarano “vegetariani etici”, ovvero che non mangiano carne non per motivi di salute, ma per “non uccidere”. Ebbene, per lavare l’insalata si uccidono centinaia di insetti e forse migliaia di esseri piu’ piccoli che nemmeno si vedono. Come la mettiamo?
    Detto questo pero’ e’ vero che la carne mi e’ un po’ indigesta. Ma l’agnello di Pasqua e’ anche un rito, piu’ che un pasto. E quindi e’ tutt’altra cosa.

  • Ragazzi, non scherziamo! La pièce teatrale che Tobia ha messo su qui è formidabile: quasi quasi propongo a Bonilli di farla, lui e io, per filo e per segno com’è scritta lì. Il tutto ripreso da GamberoRossoTV, Tobia regista a fare il ciac (e a ripetere scene su scene, così si mangia un bel po’ d’agnello!). Bonilli, allora, ci stai? (ma quale acredine, orsù, possibile che non vi si possa pizzicare nessuno un pochino che subito ve la prendete per i “toni”? Mamma mia che civiltà di asettici salamelecchi, e ci credi che poi un filo di carne al sangue vi mette in crisi…)

  • Ma come, io dico che sei Ermete Zacconi, cioè un trombone del teatro (con quel titolo urlacchiato), trombone ancorchè bravo, e tu glissi? Io faccio un intervento pacato e problematico sugli 800.000 capretti ammazzati per un paio di giorni di tradizione (ottocentomila, mica poco!!) e tu gridi all’integralismo vegetariano ma non entri nel merito?
    Poi ci aggiungiamo la pièce teatrale…ed eccoci nel pieno di un reality nel quale non importa quello che si dice – il contenuto – ma solo di fare spettacolo.
    Ma lo spettacolo io lo faccio già dal ’99 in RaiSat Gambero Rosso Channel. Se volete venire a gigioneggiare io vi aspetto 🙂

  • Bonilli ha scritto un pezzo sugli agnelli uccisi a Pasqua, un po’ di ragione ce l’ha visto che oggi anche i riti tradizionali sono divenuti consumismo.
    Tombolini si e’ sentito messo in causa visto che a Pasqua mangia l’agnello, forse si sente anche un po’ in colpa perche’ se ne ammazzano tanti e lui non e’ un consumista.
    Tutti esprimono il loro parere, ma l’argomento e’ di difficile interpretazione perche’ si parla di etica e non si sa mai quale sia il confine.
    Tombolini se la prende perche’ lui mangia l’agnello in modo puro e non consumistico. Bonilli ha ragione perche’ in questo mondo siamo troppi e gli agnelli si coltivano come l’insalata (a proposito, tra un agnello e l’insalata una differenza ci sara’, o no?).
    Poi Tombolini alla fine dice che scherzava e che se la sono presa un po’ troppo un po’ tutti.
    Io dico solo, anzi ripeto, a Tombolini: i toni saccenti non dimostrano certo tolleranza per l’altrui pensiero.

  • Direttore, perché smascherarmi così? Ora mi tocca confessare: adoro gigioneggiare, glissare è la mia specialità, urlacchiare titoli alla Ermete Zacconi mi appaga. Perciò accetto l’invito: dove e quando?

  • Dove? Ma alla Città del gusto. ovviamente. Quando? Troviamo una data e il debutto di Ermete Zacconi alias Tombolini al Gambero Rosso Channel è cosa fatta 🙂

  • Tobia,
    per la colonna sonora che ne dici di “Masked Ball” di Jocelyn Pook, quella che fa parte della colonna sonora di Eyes Wide Shut e che si sente, se non sbaglio, nella scena del sacrificio di carni umane.

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