Il blog di Antonio Tombolini

Caso Sofri? No, Caso Ciampi, semmai!

C

E così la frittata è fatta. L’aveva anticipato, come spesso gli accade, quella Cassandra odiata dai più che risponde al nome di Marco Pannella. Quando il buon Marco Boato, con le migliori intenzioni, presentò il disegno di legge a suo nome, destinato a consentire a Ciampi di concedere la grazia senza l’intervento del Ministro della Giustizia (oggi tale Castelli Roberto), tutti erano entusiasti, tutti. Sembrava fatta all’unanimità prima ancora di cominciare.
Uno solo si incazzò subito,

il solito Pannella, sostenendo (ma va là, non vedi che siamo tutti d’accordo, gli ribattevano) che così facendo si sarebbe perso solo tempo e si sarebbe solo offerto un alibi in più all’ignavia del Quirinale.
Perché è proprio così che stanno le cose: il potere di grazia è un potere presidenziale, del Presidente della Repubblica e basta, e nessun ministro (membro dell’esecutivo!) può ostacolarne l’esercizio. Certo, ogni atto del Presidente della Repubblica dev’essere controfirmato dall’esecutivo, ma proprio in termini di atto dovuto, che certifica la provenienza autentica dell’atto dal Presidente stesso, senza per nulla interferire col contenuto dell’atto stesso. Un intervento di tipo notarile, insomma.
Su questo la costituzione è chiara, e i maggiori costituzionalisti (miserabili li definì recentemente il Castelli Roberto) d’accordo: il presidente Ciampi può senz’altro procedere alla concessione della grazia, anche senza proposta del ministro. E se il ministro rifiutasse di controfirmare l’atto, sostenendo l’insostenibile (che cioè lui, il Castelliroberto di turno, può inibire l’esercizio di un potere presidenziale), esiste un rimedio già previsto dalla Costituzione: il Presidente della Repubblica solleva una questione di conflitto tra poteri dello Stato davanti alla Corte Costituzionale, che risolverà con sua sentenza sulla base della Costituzione.
Invece no. Invece da noi succede che Berlusconi è favorevole alla grazia a Sofri, salvo fregarsene quando si arriva al dunque. Succede che tutta la sinistra per bene (tranne quel verme di Travaglio) si dice da anni favorevole alla grazia a Sofri, salvo stare al Governo per cinque anni, e guardarsi bene dall’istruire la pratica e dal presentarla al capo dello stato (anche quando il Castelliroberto di turno rispondeva al nome riveritissimo di Fassino Piero).
Succede soprattutto che il Presidente della Repubblica, detentore del potere di grazia, si dica lui stesso favorevole alla grazia a Sofri. E che però, invece di procedere semplicemente concedendola, si premuri di fare una telefonata a Casini, per chiedergli se per favore gli fanno una legge apposta (che se approvata sarebbe stata pure incostituzionale), perché lui, poverino, non se la sente di prendere posizione contro il parere di un cotale ministro.
Ipocriti. Tutti. Tranne Boato (ingenuo), Ferrara (illuso) e Pannella.
Ma più ipocrita e falso di tutti il Presidente della Repubblica, che così oggi si trova nella comoda posizione di poter dire che sì, lui l’avrebbe pure data la grazia, ma cribbio, non avete approvato la legge!
La legge non serviva e non serve. E questo è ormai il Caso Ciampi: sta a lui decidere se vuole col suo atteggiamento rendere lecito che un ministro possa bloccare l’esercizio di un potere costituzionale del Presidente della Repubblica, creando un precedente gravissimo, o se invece – con un minimo di coscienza del suo ruolo istituzionale – agire come si deve, concedendo la grazia a Sofri (o a chi vuole lui, purché senza il parere del ministro) per ristabilire la legittimità costituzionale.
Chi agirà in concreto per spingere (o, col linguaggio che usa lui, aiutare) il Presidente ad agire in questa direzione? Il solito Marco Pannella, che – armato solo della sua fedele stecca di Gauloises senza filtro – ha già preannunciato un nuovo (devastante per il suo fisico) sciopero della sete a partire dal prossimo 31 marzo. Ci si augura che la sordità di Ciampi e l’ignavia dei più non lo rendano necessario.

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  • E si’, caro mio, uno mica di Travaglio puo’ prendere solo quello che gli fa comodo, e buttare il resto! Piaceva tanto quando sparava cazzate contro Berlusconi (facendo il gioco dei berlusconiani) dal suo libro. E’ piaciuto cosi’ tanto che e’ stato incorporato ipso-facto nella sinistra piu’ per bene che ci sia: quella “nobile” dei girotondi! Ed e’, il buon Travaglio, ricercatissimo in convegni e convegnetti che la sinistra va organizzando a destra e a manca. Senza trascurare il piccolo dettaglio che ora, professionalmente (se cosi’ ci si puo’ esprimere con uno come lui), Marco ConRispettoParlando Travaglio e’ collaboratore fisso di due testate che rispondono al nome di “la Repubblica” e “l’Unita'”.

  • Antò non mi parlare di Repubblica che mi viene l’urticaria, idem dell’Unità (se mi sente Nonna Ada rischio che non mi cucini più il pesce e allora son guai). Se ben ricordo Travaglio era un giornalista del Giornale prima e della Voce poi, testate dirette da quel “comunista” di Indro Montanelli. Il buon Marco, salito poi sul carrozzone giustizialista di Flores D’Arcais e Di Pietro. Antiberlusconiani si ma di sinistra proprio no. O per lo meno quello che credo io si possa chiamar sinistra. A meno che per popolo della sinistra non si intendano questo tipo di persone http://www.labranca.co.uk/bor7.htm.
    Mò vado a letto che l’ora è tarda.

  • I girotondini non son altro che le Bor7 di Labranca. Il partito delle prof. di lettere come li chiamo io. Tutta gente che personalmente sopporto poco e male per il retaggio stalinista di fondo delle loro iniziative (infatti a Milano ho sempre evitato con cura PalaVobis et similia). In Italia di sinistre ne esistono tante (più o meno quante gli elettori dello schieramento) e io di esser intruppato nei morettiani marcondirondellisti non ho assolutamente voglia.

  • sofri deve restare in galera come le altre persone normali che hanno ucciso qualcuno, non basta essere di sinistra per poter uccidere liberamnete cvhi si vuole

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