Il blog di Antonio Tombolini

Cercando di capire /2

C

Insomma, voglio dire, e semplicemente sulla base dei numeri: se nel 2003 il referendum più votato ebbe un’affluenza del 25%, col 75% di astensioni cosiddette fisiologiche (non c’era la Ruini & Co. in campo per l’astensione, non c’era campagna astensionistica attiva, giusto?), perché dovremmo ora basare la nostra analisi su una presunta nuova capacità di presa della gerarchia ecclesiastica sulle masse?

Semmai il nostro errore è stato quello di aver sottovalutato la furbata di Ruini in quanto furbata: non si è annesso un 20-35% astensione fisiologica, cui aggiungere il suo 15-30% di astensione motivata: si è semplicemente annesso unilateralmente tutta l’astensione, che era già lì.

Il problema resta dunque quello di un astensionismo referendario impermeabile alle campagne e impermeabile al merito dei temi, quindi: strutturale. Dovuto a cosa? Ecco qual è, probabilmente, la domanda chiave su cui lavorare.

In altre parole: l’astensionismo referendario cosiddetto fisiologico, non è piuttosto esso stesso la patologia (o un imponente sintomo di essa) da individuare, interpretare, curare?

Commenta

Rispondi a Andrea Cancella risposta

  • Gli italiani sono sempre più allergici alla politica e alla partitocrazia. Diciamo: se ne fottono. E forse la colpa è anche di Berlusconi, cui molti avevano riposto fiducia. Ma la gestione del potere fatta dalle seconde linee, esercitata dai burocrati, dai segretari dei palazzi, sembra impermeabile a qualsiasi novità.
    Quando poi non c’è la volontà di affrontare questo potere con risolutezza, allora si arriva al nullafacentismo di cui si è macchiato questo governo.
    La cosa assurda è che però la italica gente, quella dei telequiz, dei reality, del calcio, non è stata in grado di sfruttare l’unico mezzo che sfugge a queste logiche di poere quale il referendum. Perché, come osservi giustamente tu, il peso della chiesa non parrebbe così fondamentale.
    Lavorare da dentro il palazzo, e non più da fuori. Non vedo altre alternative.

  • oltre all’astensionismo, il cui dato non so analizzare a sufficenza ( ora, in modo un po’ sbrigativo, sottoscriverei il commento “Paese di merda” di Labranca.
    http://www.labran.ca/ )
    vorrei soffermarmi su quanto non e’ stato fatto a livello locale dai politici delle amministrazioni regionali, provinciali e comunali.
    Siamo un paese, come le ultime regionali hanno confermato, in cui il potere a livello locale e’ in mano alla sinistra.
    Ora se si esclude il lavoro dei Ds a livello centrale (Turci, Pollastrini, Fassino e altri ),a livello locale l’interesse e la mobilitazione e’ stata inesistente.
    Ad Ancona, citta’ rossa, in una regione rossissima, ho partecipato ad un comizio organizzato dal fronte del sì in cui c’era un numero di persone (30 forse?) che non mi avrebbe meravigliato ad un incontro radicale ma non in una citta di 100 mila abitanti governata da una amministrazione di sinistra, con tanto di comizio del sindaco per l’occasione.
    Nei nostri comuni, le giunte di sinistra per paura di troppo dispiacere al vescovo e soprattutto alle loro poltrone hanno ignorato l’appuntamento referendario.
    Ovviamente taccio del posto in cui vivo, il livello dei politici loretani e’ tale per cui mi chiedo se sapessero del referendum.
    Il sindaco di Loreto, per la cronaca e’ anche segretario regionale dello SDI , partito schierato “senza problemi di coscienza” per il Sì.
    Sapevano pero’ tutti, sindaco e amministrazione comunale, del pellegrinaggio Macerata Loreto presenziato, tra gli altri, dai presidenti DS delle amministrazioni provinciali di Macerata ed Ancona, Giulio Silenzi ed Enzo Giancarli.

  • Antonio,
    mi pare di ricordare che nel 2003 (referendum sull’articolo 18) la campagna astensionistica attiva ci fu eccome! Per trovare l’ultimo esempio di astensione “fisiologica” o “strutturale” bisogna andare fino ai referendum del 1995. Quella volta non ci fu campagna astensionista e non voto’ circa il 43% degli elettori.
    Questo mi fa dire che la campagna della CEI ha fatto presa. Per capire quanto, bisogna avere qualche dato in piu’…

  • Andrea, Tommaso, ma vogliamo scherzare? Volete chiamarmi “campagna attiva” quella fatta dai ds contro i referendum di Bertinotti nel 2003? Perche’ c’e’ un manifesto che lo testimonia? Non scherziamo! Il fatto stesso che Andrea debba dire “mi pare che…” testimonia di quanto “attiva” fosse quella campagna. Pensate che fra un anno qualcuno potra’ parlare della campagna astensionistica di Ruini & Co. dicendo frasi come “mi pare di ricordare che fecero qualcosa per l’astensione…” 😉
    Coraggio, abbandonate tutti l’ottica della “polemica”, che ora non mi interessa, e aiutatemi a “capire”, che ne ho urgenza!

  • Antonio, la campagna astensionistica attiva per il referendum sull’art. 18 ci fu eccome, altro che storie. Si divise pure il mondo sindacale (e la stessa CGIL al suo interno). Andrea forse non si ricorderà così bene, io sì.
    Nel ’95 non ci fu campagna astensionistica e difatti i referendum passarono. Penso che questo significhi che i partiti (perchè non c’è mica stato solo Ruini, la CEI e compagnia bella a dire di starsene a casa) contino ancora qualcosa, altrimenti mi risulta difficile capire perchè alle elezioni politiche e amministrative oltre l’80% dei cittadini vada a votare.
    Quello che mi chiedo è perchè fino a 10 anni fa era considerato sbagliato, o comunque poco corretto, che un partito o un “gruppo organizzato” inducessero all’astensione e ora è qualcosa di normale, di accettabile. E’ cambiato qualcosa?

  • Baldinik, non barare. Tu col sindacato ci hai a che fare dal di dentro, e ne enfatizzi le dinamiche. La verita’ e’ che quel referendum, cosi’ come quello di oggi, non risveglio’ l’interesse di nessuno.
    Quanto al “cosa e’ cambiato”, da far considerare “normale” e “accettabile” l’indurre all’astensione, e’ facile: basta che a farlo siano presidente della CEI, presidente del Senato, presidente della Camera, Papa, vescovi, leader politici neo-convertiti alla Vera Religione, ecc… e immediatamente la cosa diviene “santa”. Mentre il “peccato” della fecondazione assistita si fa “reato” (grazie alla legge 40), il *reato* (che’ tale e’ ai sensi della legge elettorale) di “induzione all’astensione” diviene Alta Benemerenza Morale (e non un procuratore della repubblica che abbia aperto un fascicolo…).

  • Inutile cercare tante spiegazioni. Sono esattamente 10 anni che nessun referendum raggiunge il quorum
    E questo per colpa dell’uso patetico, ridicolo e distorto che di questo strumento hanno fatto i radicali, con i loro bastimenti carichi di referendum, 15, 20, perfino 30 per volta. Su argomenti di qualsiasi tipo, quasi sempre privi di interesse, o minuzie insignificanti (me ne ricordo uno: volete mantenere la figura del segretario comunale!!! E che ne so io, e soprattutto, che me ne frega???) Non certo i grandi temi, come aborto e divorzio, ma stupidate a go go, al solo scopo di mantenere visibilità
    E la gente si è rotta le scatole, e ha imparato, purtroppo, a non votare
    E così anche questa volta, su una battaglia giusta e su un grande tema civile, la gente non ha votato, come negli ultimi 10 anni
    A furia di gridare al lupo al lupo, e tutto ciò che ne consegue

  • Che tristezza, Antonio (Tombolini; dell’altro nulla so e nulla mi interessa). Sto vedendo Ottoemezzo e leggendo qui e qui e lì (persino Ritanna Armeni) il solito ritornello: colpa dei radicali. Dopo tutto quello che é successo, dopo una campagna condotta (forse…) in comune, ma con un braccio legato dietro la schiena, si é perso. E la colpa di chi é? Dei radicali. Che tristezza. Anzi, in tutta franchezza, che schifo.

  • Mah.. io sono indeciso se emigrare (soluzione dettata più dal mio morale che dalla mia morale) o rimettermi un fazzolettone al collo (AGESCI, ovviamente) e rimboccarmi le maniche.
    Il dubbio è: tornerà il Concilio o dovrò cambiare associazione?

  • E comunque considera che, se astensione c’era stata nel 2003, sicuramente era maggiore il fronte astensionistico questa volta, oltre all’intero centro destra e a vari leader della Margherita, lo schieramento pro-CEI trasversale (escludo categoricamente la catalogazione “laici vs cattolici”, perlomeno tra persone intelligenti..). Per me è fuori di dubbio che si trattava del fronte astensionistico più ampio mai visto.

Il blog di Antonio Tombolini

Antonio Tombolini

Get in touch