Il blog di Antonio Tombolini

Contro i "diritti del concepito"

C

A parlare troppo e troppo a vanvera di etica si sta uccidendo l’etica. A parlare troppo e troppo a vanvera di diritti va a finire che si uccide il diritto. Così, ho raccolto un po’ di idee contro i cosiddetti diritti del concepito (ma anche contro i diritti degli animali, dell’ambiente, et similia). E’ tutto qui. Attenzione! Pezzo noiosissimo!

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  • Un giorno, quelli che avevano costruito il ponte sul fiume si trovarono dinanzi al mare e scelsero di costruire una nave per andare a vedere cosa c’era dall’altra parte.
    Gli altri, che sapevano coltivare bene la terra, assieme allo stregone cominciarono a strillare: “Fermi, fermi, dove volete andare, sconsiderati? Fermatevi finchè siete in tempo! Non sapete che vi aspetta! Mostri, dèmoni, terribili sciagure! Morirete tutti e poi ci farete morire anche a noi se i mostri arriveranno fin qui! Fermi, fermi! Il mare sta lì per fermarci, gli Dei l’hanno messo per dirci di non andare oltre. Dobbiamo restare qui. Questo mare è il limite! Il limite che la Divinità ha posto affinchè noi si resti qui e nessuno giunga a farci del male! Non violate questo mare! Non siete pronti e non siete fatti per questo! Ed anche se ci riusciste a solcarlo, a tornarne sani e salvi, avreste bestemmiato contro gli Dei, avreste violato il loro ordine! Fermi, fermatevi finchè siete in tempo!”
    Ma le cose andarono diversamente… come tutti sappiamo, ogni volta che un uomo fiducioso ha scelto di esplorare oltre le Colonne d’Ercole che qualche altro uomo sfiduciato aveva posto, ogni volta, per controllare la propria inquietudine e quella altrui.
    La natura era lì, si trattava solo di interpretarla.
    Per alcuni era inviolabile ed andava accettata così come era, bisognava affidarsi alla sorte e sperare nella migliore. Per altri, invece, la natura era un’opportunità misteriosa da esplorare, era lì per essere conosciuta ed essere adattata agli uomini, per essere utilizzata nel modo migliore per gli uomini.
    Il caso, la sorte, la fortuna erano il limite da superare. La natura non era perfetta, ma perfettibile, e gli scherzi della natura, se possibile, andavano corretti. Ed era giusto correggerli subito, non appena fosse possibile farlo e prima che potessero verificarsi sofferenze e disastri, perché ogni volta che c’era la possibilità di scegliere la soluzione migliore, quella andava scelta.
    I limiti c’erano per essere superati, con fiducia, pietà e responsabilità.
    Anche gli Dei se ne sarebbero compiaciuti.

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