Il blog di Antonio Tombolini

Dopo i Referendum: ecco i miei cinquanta Euro

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Si raggiunge il quorum, prevalgono i Sì: scenario di vittoria.
Non si raggiunge il quorum, prevalgono le astensioni: scenario di sconfitta.
Nell’uno e nell’altro caso è utile trovarsi e chiedersi Che fare?, e come gestire l’esito – quale che sia – dei referendum.
E’ la proposta di Marco Pannella: un’Assemblea Radicale a Roma, dal 17 al 19 giugno, subito dopo i Referendum. Provo a ragionarne qui.

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  • Ferrara….! Giulianoooooooo…….!
    Mamma mia! Sto seguendo la puntata di 8 e mezzo di stasera…. ma è dura, veramente dura seguirla mantenendo…. un freddo distacco (eufemismo).
    Ma è possibile che il rappresentante del SI’ debba essere Antinori? Quello che in Egitto si vantò di preparare la clonazione umana riproduttiva senza che l’Ordine dei Medici nostrano prendesse il benchè minimo provvedimento!!!
    E Giulianone in versione “grease” che non comprende che significhi che l’artificialità fa parte della condizione umana!
    Qualcuno gli parli, gli spieghi cosa sono gli occhiali, cos’è un pace-maker, cos’è una protesi d’anca, una otturazione dentale, un cuore di plastica, …. e poi cos’è un aereo, un treno, la ruota!…. cos’è la scrittura e cosa sono la matematica e la trigonometria…. gli chieda se è naturale osservare lo spazio con un cannocchiale o allunare con il lem o navigare con un sommergibile, curarsi con l’insulina, con un antiemorroidario o coprire una ferita con un cerotto…. e così via fino a trasmettere la propria ultima infatuazione estetica per il fondamentalismo magistrale via etere e cavo con la televisione!
    E la faccia finita pure lui di lambiccarsi artificiosamente se l’uomo è un fine o un mezzo!
    L’uomo è fine e mezzo di se stesso!
    Il fine è combattere la sofferenza dell’uomo. E l’uomo trova in se stesso il mezzo! E’ fine e mezzo!
    Ci rivedremo anche a Roma… dopo Siena.
    Ciao

  • Questa non l’ho videoregistrata nemmeno, Vanessa aveva pure il mal di pancia e piangeva… segno del destino? Mi sembra una caduta di stile di Ferrara, trasformatosi da osservatore attento (ancorchè schierato) a mero utilizzatore di mezzucci mediatici pur di vincere e mettere in cattiva luce l’avversario. Chissà se ha detto quello che pensa di Antinori una sua “nemica” come Mary Warnock (una che sul Foglio di qualche mese fa è stata descritta più o meno come indegna di essere madre), cioè la presidente del comitato etico che ha ispirato (per tempo, vent’anni fa) le norme britanniche sulla fecondazione assistita. La Warnock (nel suo “Fare Bambini”, tradotto anche in Italia e pubblicato da Einaudi) descriveva gli esperimenti di Antinori con ribrezzo, compreso uno (di cui nulla sapevo e che cito a memoria) di un figlio di una coppia di fratelli (fratelli!) francesi, che ne avevano bisogno per ragioni di eredità… E descriveva il Regno Unito (dove, secondo Ferrara, si applica la bieca e cieca e disumana “eugenetica”) come un luogo di progresso, rispetto a quello che, in Italia, si permetteva di fare Antinori. Poteva invitare chiunque: che so, Carlo Flamigni o il mio ginecologo (quello di mamma, a dire il vero…). Ha preferito Antinori. Va bene, ma non si aspetti d’ora in avanti neanche la metà della stima che io provo verso Emilio Fede…
    papà
    igenitoridivanessa@yahoo.it

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