Il blog di Antonio Tombolini

Emergenza treni (con postilla finale positiva)

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Antonio in Vespa, inserito originariamente da antonio.tombolini.

Quello che vedete qui sopra è il sottoscritto, che rientra con le pive nel sacco, a bordo della sua Vespa, dalla stazione di Ancona a casa.

Pive nel sacco a causa dell’ennesima soppressione dell’ennesimo treno per “guasto al locomotore”: avevo un importante appuntamento di lavoro a Milano oggi pomeriggio, e niente da fare, saltato, e per rimettere insieme tutti quelli che dovevano partecipare chissà quanto ci vorrà…

Io non so se qualcuno, magari qualche giornalista, se ne rende conto e magari ha voglia di dedicargli qualche paginata, qualche servizio: questa dei treni è una vera e propria emergenza. Il treno è un mezzo semplicemente meraviglioso, per lo meno per tutti quelli come me che lavorano in mobilità e non possono permettersi un autista.

Mentre continuano i proclami su Alte Velocità e Grandi Opere, la rete ferroviaria, e la sua flotta, è abbandonata a se stessa. I cessi guasti e le porte bloccate non vengono più riparati: le FFSS fanno stampare appositi foglietti in tipografia con su scritto “Porta Non Funzionante”, e via. I “guasti al locomotore”, con conseguenti ritardi di ore o soppressioni, sono la regola: segno evidente che non si fa manutenzione né si sostituiscono macchine obsolete. Le tratte non dirò minori, ma tutte quelle che non siano “Roma-Milano” vengono trascurate, abbandonate, dismesse, servite sempre meno.

Quando viaggio in treno ho la mia chiavetta, mi connetto online, e lavoro, come se fossi in ufficio: una meraviglia! Questo modifica la percezione del tempo: a che mi serve andare in macchina e impiegare tre ore invece di quattro, se però in quelle tre ore non posso fare niente? E dirò di più: a che mi serve spendere un sacco di soldi per prendere il treno Alta Velocità, e impiegare di nuovo tre ore invece di quattro, se in quelle tre ore, proprio a causa di quell’alta velocità, non riesco a utilizzare la connessione online?

Investire sulle ferrovie, sui treni, e soprattutto sulle tratte ritenute “periferiche” e sui servizi ritenuti “di base”: è lì che si gioca la qualità di un servizio e di un’infrastruttura.

Ma ecco la postilla finale positiva:

Lo stoccafisso di Gioacchini

Quello che vedete qui sopra è il fantastico stoccafisso del mitico Gioacchini di Ancona, che mi sono comprato sulla via del ritorno per consolarmi. Stasera gli tocca! 🙂

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