Il blog di Antonio Tombolini

Franco Cerri, meritarsi la musica

F
Franco Cerri
Franco Cerri
Ascoltare Franco Cerri dal vivo significa concedersi l’esperienza di una chitarra jazz tra le migliori del mondo e quella di uno stile ormai (temo) unico. Che poi l’uomo in questione abbia 82 anni dovrete andarvelo a scoprire increduli su Wikipedia, come è capitato a me.
Ma veniamo alla musica. Chitarrista jazz tra i più reputati, evabbè. Ma lo stile è unico. Come renderne l’idea? Proviamo così: Franco Cerri è uno che più abbassa il volume e più sei catturato a seguirlo. I suoi assoli – ma anche i suoi formidabili e vertiginosi giri di accordi in accompagnamento, virtuosismi come e più degli assoli! – non urlano mai. Non ha bisogno di urlare la sua chitarra per emergere sugli altri strumenti. Al contrario: lui mantiene il volume basso, parte con l’assolo, e ti cattura nel suo vortice, facendo sì che sia tu a cercare lui e i suoi suoni meravigliosi, cercando di meritarli.
Mettiamoci poi che Franco Cerri è pure un poeta, un poeta in note intendo. Ecco un esempio: ad un certo punto del concerto prende il microfono e fa “adesso voglio dedicarvi 1 minuto e 05 di riflessione, di meditazione su questi tempi che stiamo vivendo, che non sono tanto facili, 1 minuto e 05, non di più”.
E parte con la sua chitarra in un assolo sussurratissimo, appena appoggiato dalle tastiere, a ricreare in maniera commovente e struggente e carica di nostalgia come mai avevo sentito la melodia di Nel blu dipinto di blu. E quel famoso attacco, quel “Penso che un sogno così non ritorni mai più” lo sentivi, con tutto il suo significato, anche se non c’era nessuno a cantarlo, almeno a parole.

Commenta

Rispondi a Franco Cerri, meritarsi la musica | Midi Blog Cancella risposta

  • Completamente d’accordo. Anni fa ero un presuntuoso ignorante che ascoltava solo rock, ma grazie alla sua chitarra, ai suoi duetti con Intra, riuscii a scoprire il jazz ed apprezzarlo. Ricordo un concerto splendido dalle mie parti una quindicina di anni fa con il bravissimo figlio al basso… l’atmosfera era proprio quella che descrivi, splendido post davvero! 🙂

  • Mi piacerebbe molto “pescare-in-giro” il materiale video di FINE SERATA IN CASA CERRI (era questo il titolo esatto….?), raro esempio televisivo di musica-piacere e musica-assieme.
    Quella sedia vuota, al centro, dopo che Basso se n’era andato …
    Jazz-Cerri equivale ad intimità: se hai il frastuono in cuore, non cercare quelli come lui …

Il blog di Antonio Tombolini

Antonio Tombolini

Get in touch