Il blog di Antonio Tombolini

Il sentiero del Nuovo Venditore

I

Se vuoi intraprendere il cammino che ti condurrà sul sentiero del Nuovo Venditore comincia a prepararti così:

  1. Non cercare giri di parole: se fai il venditore, dì "faccio il venditore", e lascia ad altri i patetici giri di parole (mi occupo di, consulente a 360°, promoter, global consultant, ecc.).
  2. Se non riesci proprio a definirti venditore, vuol dire che non hai la coscienza a posto: vedi di ripulirtela, fino a che non arriverai a dire a te stesso e agli altri, con tranquillità, e magari anche con una punta di orgoglio: Piacere, Antonio Tombolini, venditore.
  3. Se non hai la coscienza a posto come venditore, può essere per tre motivi: a) ti vergogni dei venditori che conosci, e non vorresti mai essere confuso con quelli (in realtà è che dentro di te sai di essere esattamente come quelli); b) ti vergogni di te stesso, perché subisci umiliazioni sia dai tuoi clienti che dai tuoi capi e non sai farti rispettare; c) per di più, sei convinto anche tu che in fondo abbiano ragione, perché tu sei una merda.
  4. Prendi in seria considerazione il fatto che tu possa essere effettivamente una merda. Scoprilo rispondendo sinceramente a questa domanda: che valore aggiungo io al prodotto che vendo per il mio cliente? Se la risposta è minore o uguale a zero, se il cliente e l’azienda potrebbero fare tranquillamente a meno di te, ma tu resti lì in mezzo difendendo coi denti le tue prerogative contrattuali (visto che non hai altro cui aggrapparti), allora sei una merda, e dovresti rimediare.
  5. Se concludi di essere una merda, non deprimerti subito: in questo momento quasi tutti i venditori lo sono, e tu hai un vantaggio, sai di esserlo.
  6. Se concludi di essere una merda, non deprimerti subito: in questo momento, in quasi tutte le professioni si trovano in questa situazione. E meno lo danno a vedere, peggio stanno.
  7. Non credere a chi ti dice che il rappresentante (o il venditore) non ha più ragion d’essere: quel che non ha più ragion d’essere è questo rappresentante, e questo venditore.
  8. Se pensi che internet, alla fine, sia per te e per il tuo lavoro un pericolo, probabilmente resterai una merda.
  9. Se provi a pensare a come fare di internet, anche per te e per il tuo lavoro di venditore, una risorsa, allora vedrai la luce, e sarai sul sentiero che ti condurrà verso il Nuovo Venditore, che è già in te.
  10. Il cammino sul sentiero del Nuovo Venditore non è né lungo né faticoso, ma per intraprenderlo devi fare un salto, per superare un crepaccio: è stretto il crepaccio, facile da saltare. Eppure pericolosissimo: stretto ma profondo. E’ un baratro: se cincischi, se non salti con decisione, se resti a metà strada, precipiterai.


Questi sono i 10 passi che ti occorrono per intraprendere il cammino. Presto, qui, il Decalogo del Nuovo Venditore.

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  • mahh, mi sembra l’angolo del guru, con tutti gli adepti che aspettano il suo pronunciarsi… non so, oppure tutti gli amici del primo della classe… sto seguendo il blog da un po’, un mesetto circa, e mi sembra (opinione personalissima) che a volte ci siano queste cadute autoreferenziali seguite da -riporto gli incipit dei commenti -“applausi”, “strepitoso” , “fenomenale”.
    Il progetto SBF è ottimo, i blog interessantissimi, ma ogni tanto noto un certo narcisismo strisciante. Forse è un’attitudine di chi tiene un blog, perchè è un compotamento che ho già notato altrove… non so, spiegatemi voi. Tendo a precisare che non si tratta di una polemica, di retorica od altro, ma pongo qui la domanda perchè penso che questa sia una comunità di persone aperte e intelligenti, a partire dal fondatore!
    Un saluto a tutti

  • Cos’è, leggo una cosa che mi piace e non posso neanche fare i complimenti che mi sento dare dell’autoreferenziale, narcisista, ma che palle!

  • Ma come, Sebastiano, non lo sapevi? Qui io sono dio, e Sofi il mio profeta (puoi verificare: si spella le mani di applausi commentando i miei post almeno tre volte al giorno). Paolo Costa è completamente succube del sottoscritto: non fa altro che seminare adulazione ad ogni pié sospinto, sperando di cavarne (inutilmente) una qualche benevolenza da parte mia. Luigi poi non ne parliamo… Ah Sebastià, non è che magari l’autoreferenziale sei tu, che invece di leggere quel che ho scritto (e se ne hai voglia di dirmi bravo o vaffanculo, fa lo stesso, in riferimento a quello) ti preoccupi delle “dinamiche” di questa “comunità” (parola che odio abbastanza) e del suo “fondatore”?
    Firmato: Antonio-il-Guru (malgré lui).

  • Ma certo che il blogger e´un po´ narcisista ed un po´autoreferenziale, se nó che blogger
    é ? E´come il diario della Piccola Katy (I Pooh). Che poi il Tombolians venga anche apprezzato da qualcuno e spesso (altre volte meno) é nella natura delle cose, essendo lui
    il primus motor di questo sito. Come se vai a casa di uno, una famiglia tradizionale, e ti meravigli che ci sia un capofamiglia. Insomma Sebastiano: cerchiamo di dare calci al pallone, no al giocatore o al capitano.
    E poi vedrai che se tu magari cominci a scrivere, se hai tempo argomenti ed idee in testa
    e scrivi tanti contributi e ti interessi e bombardi questo sito con tante mails su tutto quello che ti vine in mente, anche qualche sfogo sentimentale ed idiosincratico, poi alla fine magari il guru diventi tu: e perché no ?

  • Paolo chiedo scusa, ho preso ad esempio gli ultimi vostri commenti ma mi riferivo ad un’attitudine generale che posso/potrei (bisogna stare attenti alle parole…) aver riscontrato in particolare su questo blog (e abbastanza spesso anche in altri blog che frequento).
    Antonio, autoreferenziale non lo sono, forse ammetto un po’ prevenuto! Ma penso che gestire qualche critica sia il minimo per una persona che scrive su un blog… inoltre io preferirei una critica/domanda come quella che ho posto piuttosto che un buon e, il più delle volte, inutile “vaffanculo”. Non penso ci sia troppo da incazzarsi non trovi?
    Un saluto!

  • Ecco Carlo, quello che scrivi lo condivido in pieno, e ti ringrazio perchè forse hai inteso il tono con cui ho posto la domanda.
    Grazie!
    Ciao

  • Sebastiano, il tuo primo commento non mi aveva fatto incazzare per niente, tutt’altro: mi aveva fatto ridere perfino. Il tuo penultimo invece, mi ha fatto proprio incazzare! Vedi come sono strano! 🙂

  • A me pareva chiarissimo, oltre che sintetico.
    Questo post di Antonio mi pare per lo più un concentrato di seghe mentali. Ossia tanta aria fritta. Cazzate spacciate come la preparazione per “Nuovi Venditori”. Se poi riuscite a indottrinarne uno, mandatemelo che mi faccio due risate. “E quindi??” significa: “OK, hai scritto un sacco di seghe mentali… e quindi cosa pensi che concluda il venditore preparandosi con queste stronzate?”.
    W la sincerità significa che, a quanto leggo, Antonio apprezza i commenti sinceri più delle prudenti leccate di culo nei suoi confronti. Se no, pazienza. Il mio commento rimane uguale.
    Scusate le parolacce. Anzi no, è colpa di Paolo.

  • Caro (?) Luca,
    io non lecco il culo a nessuno. Con Antonio in passato ho avuto contrasti che non ti puoi neanche immaginare, a volte ho sognato addirittura di mettergli le mani addosso, sinceramente. Questa cosa che ha scritto mi è piaciuta, l’ho trovata divertente, e quando trovo qualcosa divertente di solito ho l’usanza di farlo sapere all’autore (chiunque esso sia), anche per una forma di ringraziamento (hai presente la parola educazione?). Tutto qua, le seghe mentali mi sa che te le stai facendo tu, grazie.

  • Caro (?) Paolo,
    ma chi ti conosce? Non parlavo di te sui leccaculo. Ti ho nominato perchè hai detto di non aver capito il mio commento.
    E di cosa mi devi ringraziare? Io non ti conosco e non mi devi ringraziare di nulla.

  • L’espressione “seghe mentali” è di straodinaria efficacia, nel senso che denota, senza possibilità di equivoco, la grettezza e la supponenza di chi la utilizza. Grettezza, perché implica una condanna della sterilità del libero ragionare senza fini immediati, e con ciò del tentativo, a volte fallimentare ma sempre necessario, di passare alle generali; supponenza, perché presume una più perfetta conoscenza della verità, conoscenza che ci si guarda bene dal condividere.
    Nello specifico, è vero che la prosa di Antonio ha una tendenza al proclama, quando non all’omelia da guru: tendenza spiacevole, che sembra però quasi inevitabile a chi tiene un diario pubblico, sia esso un blog o una rubrica di editoriali, e che nel primo caso è meno grave per lo meno per il fatto che chi ha un blog non chiede soldi ad altri per farsi leggere. Detto questo, Antonio ha spesso cose da dire, conidivibili o discutibili; e rispondere nel merito è, se non altro, un dovere di correttezza verso chi si espone parlando, appunto, nel merito. Il Maraldi, ovviamente, tutto questo non fa, perché è gretto, supponente e, in ultima analisi, soprattutto un coglione.

  • Nane, vecchio predicatore da marciapiede, dì un po’, invece di stare qui a farti seghe mentali, lo sai che domenica prossima siamo da Giuseppe a Umbertide? Che fai, ti aggreghi? (Mi perdonino tutti gli altri, il Guru si è preso la libertà di usare questo spazio per una privata comunicazione).
    Per Luca Maraldi: Luca, non sprecare tempo con me, *adoro* le seghe mentali, e non ne faccio mistero (non per questo disdegno le altre, beninteso!) 😀

  • Domenica no: siamo a Venezia. Già che ci siamo, dove andiamo a cena (Roberta, io e due nostri amici dell’università di Bloomington, Indiana)?

  • Per Venezia suggerisco io il miglior ristorante della laguna: sotto al ponte di Rialto, dall’altra riva della stazione, si chiama “Sacro e Profano”.
    Il ristoratore, nonche’ cameriere e chef della propria bettola allo stesso tempo, offrira’ piatti tipici (secondo il suo umore o quello dei mercanti che gli vendono le primizie) e atmosfera rinascimentale.
    In caso prenotare nel pomeriggio, quando ci saranno una decina di coperti le porte rimarranno chiuse…

  • Un buon incentivo per tutti i venditori o wannabe venditori.
    Credo che se uno ha dei problemi a qualificarsi è spesso perche non ha ancora ottenuto i risultati che si aspetta e gli procura un certo fastidio far finta di niente.
    Il metodo della pressione; dirti che sei una merda non è per forza (a mio avviso) la soluzione migliore.
    Certamente puo stimolare alcuni ma per esperienza personale gli affari buoni hanno da maturare ripeterti che sei una merda ti fa vivere male il tempo della maturazione mentre ti potresti concentrare a mettere in piedi gli atrezzi che ti servono online come offline per produrre..
    Credo questo testo sia un invito ad usare la web ma sopratutto una rivincita dell’autore su qualche venditore “offline” da chi l’autore “tempo fa” è stato contrariato e; oggi dietro la durezza di certi passaggi del suo testo gode come un riccio essendo finalmente riuscito a provare la sua intelligenza ed a raggiungere certi traguardi.
    Se è cosi aprofitto dell’occasione per fargli i complimenti!

  • Quando incontrerò un venditore che ha letto e studiato e messo in pratica i dieci passi…. forse, dico forse, inizierò a pensare di vendere il vino anche al mercato italiano…ahahahah
    😛

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