Il blog di Antonio Tombolini

La conquistata felice ambiguità dell'ebook

L

Commenta

Rispondi a Antonio Tombolini Cancella risposta

  • […] Sarei anche d’accordo con te, Antonio, se tu mi facessi un esempio di ebook che potrò leggere tra un migliaio di anni o più.Il digitale è indispensabile per gestire l’enorme flusso di informazioni nell’immediato, l’analogico è servito, serve e servirà per scremare, conservare, trasmettere nel futuro. Non so se la carta scomparirà o meno, ma se lo farà senza aver passato prima il testimone a un suo omologo analogico, beh… ne dovremo pagare le conseguenze e per allora sarà meglio essere pronti a salutare una nuova era senza scrittura e senza storia. – totanus 18/03/2009 – […]

  • Tema: il sano feticismo che l’uomo sviluppa per i suoi libri. E la disperante impalpabilità del digitale.
    (detto da uno che vorrebbe tradurre l’intera sua esistenza materiale in bit – mi voglio sublimare e in un alito sintetico soffiarmi via).
    Cioé: cosa palperemo e odoreremo un giorno? Non è ozioso, suvvia…

  • Mah. Sarà che io sono un lettore antifeticista per eccelllenza. Esordii a 5 anni ritagliando senza ritegno le foto dei francobolli più rari del mondo riportati alla voce “filatelia” della preziosissima Enciclopedia dei Ragazzi che avevo ricevuto in regalo a Natale. Sarà che preferisco palpare e odorare altre, e più palpitanti, materialità. Sarà che tormentarmi a voltar le pagine del tascabile che tengo sul comodino, leggendolo la notte, non riesco a trovarlo più sexy del voltar pagine elettroniche poggiando il ditino su un tastino…

  • Secondo me hai colpito nel segno: il formato digitale è perfetto per tutti quei libri che è antieconomico ristampare, e/o che esistono in pochissime copie. Come per la fotografia digitale, la facilità di produzione e distribuzione è la killer feature, e spalanca orizzonti impensabili fino a qualche anno fa.
    Detto questo, i libri “analogici” continueranno ad esistere, per fortuna.

  • bellissima presentazione.
    Io credo (spero) che alla fine non parleremo più di eBook ma semplicemente di book, perchè saranno quelli ad essere usati e trasmessi e condivisi, in modo diverso da quelli di carta, ma semplicemente libri.
    Oppure, magari, la parola ebook rimpiazzerà il termine book…

  • @martino, OMG, ma avrò ancora più bisogno di una libreria disegnata da te, perché i libri di carta che continueranno ad esistere saranno solo quelli il cui contenuto esigerà una carta bellissima e una bellissima stampa!
    @ludo semplicemente sottoscrivo. La fine della carta monnezza (paperbacks, giornali, magazines, documenti aziendali ecc…) segnerà non solo l’avvento della carta elettronica, ma anche la rinascita dalla (poca) carta bellissima e ottimamente stampata.

  • E’ proprio una catena, formata da tanti anelli l’uno successivo all’altro, l’uno che si nutre dal precedente per fare un ulteriore passo avanti nel GRANDE LIBRO dell’umanità. L’ebook è un altro bellissimo anello che spero presto di infilare nelle mie mani… Bella la presentazione e incisiva

  • Grazie Antonio per l’ottimo contributo che hai offerto al nostro Convegno di ieri, ed anche per aver scelto la forma di esposizione orale che abbiamo voluto privilegiare nel nostro incontro, in … aperta polemica con la tirannia delle slides che domina incontrastata ogni occasione pubblica di confronto “in diretta”. Certamente, la disponibilità di slides ben fatte – come le tue – è preziosissima per chi non partecipa all’evento o per chi volesse ripercorrerne i contenuti dopo il suo svolgimento. Dove si dimostra che il “mezzo” comunicativo non è buono o cattivo in sè, ma può esserlo solo in relazione alle esigenze del suo destinatario; come nel caso del pensiero trasmesso attraverso la carta o i bit, del quale stiamo discutendo.

  • Non ho nulla contro gli e-book. Possono essere una grande comodità, ma, per favore, non chiamamoli “innovazione” e non pensiamo che possanoi rivoluzionare la scuola. Fosse così semplice e facile. Quindi, un po’ di sobrietà nel “piazzare” ‘sti cosi

  • Questa mattina ho trovato un altro link interessante riguardo il nuovo nato Fjitsu:
    http://www.youkosoitalia.net/?p=1633
    Nel filmato è visibile un dispositivo con uno schermo molto grande, a occhio e croce direi che è paragonabile ad un A4.
    Questo è secondo me importante perché, per quanto mi riguarda, uno dei problemi che ho nell’uso dell’Iliad è la dimensione piccola del display.
    Lo so che ci sono le funzionalità di zoom ecc… ma io per le trovo poco pratiche.

  • Buona sera,
    navigando per gli anfratti della rete in cerca di informazioni su e-book, mi sono imbattuto in questo sito, scoprendo interessanti notizie che aiutano a chiarire i miei dubbi.
    Solo questo desideravo annotare. Grazie.
    Rino.

  • Grazie a tutti per i commenti, sono benvenuti anche perché pertinenti, non capita poi così spesso.
    Ad Agostino: grazie a te per l’opportunità. Sulla questione slides condivido totalmente. Fino a un po’ di tempo fa (chi ha subito i miei speech lo sa) non ne ho mai fatte, ho sempre preferito parlare direttamente, senza supporti visivi, al massimo in occasione di incontri formativi in piccole classi, una bella lavagna e basta.
    Da un po’ di tempo ho cominciato a preparare piccole presentazioni sintetiche proprio ad uso della rete, per espandere la conversazione al di là dell’occasione specifica, e mi pare che funzioni.
    Una nota sull’ebook reader Fujitsu: è un prototipo che gira dal… 2006, e non è ancora in produzione, non è in vendita! Mi dà fastidio che alcune aziende continuino a pompare sull’effetto annuncio, quando poi non sono capaci di entrare sul mercato in tempi ragionevoli. Apprezzo di più l’approccio iRex, per esempio, che annuncia assai poco, e poi sul mercato ci arriva davvero. A Rino infatti direi che nel frattempo, sia pure ancora in bianco e nero, iRex ha messo in vendita il DR1000S, con uno schermo eink impressionante da 10,2 pollici e risoluzione 1024×1280.

Il blog di Antonio Tombolini

Antonio Tombolini

Get in touch