Il blog di Antonio Tombolini

La rana di Malvino

L


Questo blog aderisce all’appello di Malvino, e lo rilancia:

Personalmente, non la ritengo un capolavoro, anzi, mi pare anche bruttina, ma essa assume il valore di un simbolo, quella della libertà di espressione (in questo caso artistica) aggredita dalla millenaria arroganza di chi pretende di poter decidere per tutti, oltre che per il suo gregge di bestie ottuse e belanti, cosa debba o non debba poter essere visto, letto, sentito.
Se solo per un giorno o due
La Rana Crocifissa girasse in internet, sarebbe un segno – piccolo, senza dubbio – ma un segno.

Che resti scritto tuttavia che a me, personalmente, codesta opera, non che bruttina, appare invero orribile. Se Sua Santità avesse avuto il buon gusto di ignorarla mi avrebbe risparmiato anche questa prova, che si sappia.

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  • Non sono un fervente cattolico… e non mi offendo certamente. Ma più che provocatoria, questa cosa mi pare ridicola. Che si gioca a chi la fà piu puzzolente come i bambini..??

  • Bernardo, sei sicuro di esserti letto il post di Malvino da me linkato? Il fatto è che questa “cosa ridicola” ha destato l’interesse di Sua Santità, che si è peritato – nientedimeno – di far sapere ufficialmente del suo disappunto al Governatore del Trentino. Mi sa che al giochino cui tu accenni ha vinto lui.

  • Ho letto ho letto… ma Sua Santità la ritengo fuori dalla competizione, troppa facile per Sua Santità farla più puzzolente di tutti… :), mi riferivo a chi cerca in ogni modo di fare della provocazione gratuita, come questo signore qui che fà l’artista…, bello fare l’artista, ti puoi permettere di fare una schifezza del genere e chiamarla arte.

  • Ho letto il blog di Malvino e mi sembra di rilevare un errore di fondo:
    “siamo dinanzi al capo di una confessione religiosa che intende misurare la propria forza in un ambito che è civile (che perciò dovrebbe essere, per eccellenza, a-confessionale)”.
    Ma quale ? Il Pontefice Massimo é il sovrano assoluto dello Stato Cittá del Vaticano e come tale difende gli interessi (in senso anche lato, ma soprattutto interessi economici) del proprio paese.
    Se questa moda dell’ irridere/provocare la religione prende piede
    rischia di abbassarsi il numero dei credenti e dei fedeli , il gregge, e questo non é bene per il pastore, buon o cattivo che sia.
    Personalmente sono dell’ opinione che qualsiasi provocazione o dibattito sulla religione vengano sempre vinti e finiscano per andare a favore di chi la religione la controlla. Quindi sono di per se´controproducenti e da evitare. L’unica vera provocazione é l’indifferenza.

  • Mi sembra sinceramente una grande operazione di marketing del signore che ha prodotto questa cosa, cui il Papa ha brutalmente contribuito.
    Sono pienamente d’accordo che questa opera sia ridicola e orribile. Arte? Ma per favore.
    Purtroppo, come in molti altri casi, scagliarsi contro dei simboli che per la nostra societa’ sono importanti (come lo e’ la croce in un paese cattolico come il nostro) rende profitti e notorieta’ a chi lo fa a spese della “pace” del vivere di tutti gli altri, con un gioco indubbiamente “a somma minore di zero” (per citare sempre e in qualche modo i numeri!).
    bacca

  • Significa tante cose. E si potrebbe partire, guarda un po’, dal comandamento “Non nominare il nome di Dio invano” che solo apparentemente e´un comandamento religioso. Ma in realtá é una questione di buongusto e rispetto. Allora la prima indifferenza : l’artista non prende in giro nessuno, poiché il prendere in giro, protestare, provocare é giá segno di coinvolgimento e quindi di considerazione.
    Ovviamente non é che possiamo proibire a nessuno di esprimersi, anche provocando, quindi il prossimo gradino di indifferenza tocca alla persona che riceve la lettera del provocato. La lettera si mette a protocollo, se ne dá debita ricevuta e la cosa finisce la. Con questo si evita di farne un caso, di coinvolgere i pro ed i contro, di porla su un piano di libertá di espressione, si evita di propagarla per internet e vedresti che dopo qualche cerchio nell’ acqua nello stagno locale la cosa morirebbe li.
    Magari Sua Santitá segna l’ artista, il Governatore del Trentino e tutti quelli che lo sostengono nel suo libro nero e questi se ne dovranno fare una ragione. Ma la ranocchia non contribueirebbe alla de propaganda fide, uccisa povero batrace, dal peso del silenzio, invece di andarsene in giro per la rete mondiale e accendere, eddaje,
    ancora commenti pro e contro che – ripeto – fanno giuoco solo allo SCV.
    E poi questo squisito capolavoro d’arte moderna con la libertá di espressione c’entra come il due di coppe quando regna spade, ma
    questo e´un altro discorso.

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