Il blog di Antonio Tombolini

L'affaire Coca Cola /2

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Ricevo, in risposta alla mia avversione a provvedimenti proibizionisti come quello anticocacola dell’Università di Roma Tre, diversi messaggi, della cui buona fede non dubito affatto, e anche da parte di amici e persone che stimo, che in sostanza dicono ma no, Antonio, guarda che certe produzioni andrebbero davvero combattute, perché le condizioni di lavoro e sfruttamento sono davvero terribili ecc. ecc.

La mia risposta è semplice: non voglio che sia lo stato (o l’università, il ministro, il parroco, il sindaco, fa lo stesso) a tutelarmi da cocacola, mcdonalds, droga, sigarette, palloni da football in pelle umana e quant’altro volete voi. Voglio essere informato (che tutti quegli enti facciano il loro mestiere, la politica, e costringano con gli strumenti della politica alla massima trasparenza, semmai), e voglio decidere io cosa combattere e cosa no, cosa comprare e cosa no.
Accettare a fin di bene uno stato che decide al posto mio cosa è bene e cosa è male, proibendomi ciò che è male e obbligandomi a ciò che è bene (sempre secondo lui) è la via che porta dritta dritta al fascismo.
Con l’effetto collaterale, non del tutto trascurabile, di consentire ai veri cattivi di farci la sempre redditizia figura delle vittime perseguitate.

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  • Condivido, tanto da scrivere un commento dopo tanto silenzio. E’ un problema di informazione, trasparenza, cultura che debbono essere garantite. Poi ognuno decide, liberamente.
    Se l’informazione esistesse davvero, la maggioranza sceglierebbe per il bene, ne sono certo.
    Solo un appunto, da sinistra, all’uso del termine fascista: qui poteva essere evitato, poiché facile.
    Ciao!

  • Pienamente d’accordo! Al di là di ogni colore politico e fede devo essere io a scegliere e non delego nessuno a farlo al mio posto.
    Va benissimo un’informazione approfondita e di provenienze diverse, ma la decisione spetta solo a me, a te, a noi, a tutti singolarmente.
    Solo una società informata e non ignorante potrà fare le scelte migliori e quasi sicuramente a svantaggio di quello che è considerato “male”.
    Bravo, hai detto e scritto quello che penso anch’io da tanto tempo.

  • Allora la vostra libera coscienza, non ostacolata dallo Stato e/o dall’Università di Roma, ora che andrete al supermercato sotto casa, cosa vi dirà? La comprerete la Coca Cola?

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