Il blog di Antonio Tombolini

MarCamp, il vino, i bloggers e la rete: la lezione di Giovy

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La lezione di GiovyGiovanni aka Giovy è un geek. Scrive di internet annessi e connessi, visto che ne è appassionato, e visto che, come si dice, coi computer (per la precisione, è network administrator] ce campa, ne fa la sua professione.

Giovy è però anche un valente sommelier, e negli ultimi due BarCamp italiani, a Roma e ad Ancona, ha proposto due presentazioni tutte centrate sul vino e il web 2.0, assai seguite e apprezzate dai più. La presentazione di Giovy funziona così: rassegna di alcuni dei più interessanti esempi di siti dedicati al vino che fanno uso di tecnologie e applicazioni web avanzate, qualche buona bottiglia analogica stappata, alcune note di degustazione, e via di bicchieri. Molto utile per chi ama il vino, molto interessante per chi si interessa della rete, molto piacevole per tutti. Già che ci sono, ecco le slides con i siti di cui ha parlato al MarCamp.

Eppure… eppure, mentre partecipavo alla presentazione di Giovy, sentivo che c’era qualcosa che non andava. Qualcosa che non riuscivo a capire, e che ora ho capito. Ecco cos’è che non andava: non c’erano i bloggers del vino e del cibo! Del vino, del cibo, dei ristoranti, della gastronomia…

Naturale quindi che nel presentare i siti Vino 3.0, come li chiama Giovy, non salti fuori, per esempio, il Vinix di Filippo Ronco: lui non c’è, e Giovy non lo conosce.

La stessa cosa, secondo me, vale per l’altrettanto bella e stimolante presentazione di Nicola Mattina, dedicata a Cittadini digitali, relativamente alla politica: dov’erano tutti i blog dedicati alla politica? No, non c’erano.

Qualcuno dirà che i BarCamp sono roba da geeks e tali devono restare. Sono del tutto d’accordo. A patto di riconoscere che esistono anche i food-geeks, i wine-geeks, i whateveryouarepassionateof-geeks. E che questi dovrebbero e potrebbero utilmente partecipare ai BarCamp (ed avviare così proficue conversazioni che proseguiranno online) per incontrare i digital-geeks. Di passaggio, è questo il motivo profondo per cui, secondo me, ha un senso anche economico e aziendale che San Lorenzo continui a supportare i BarCamp italiani: è solo standoci che impari e torni in rete arricchito.

Insomma, questa è la grande lezione di Giovy: la rete e i suoi strumenti sono lì per consentire a ciascuno di noi, qualsiasi passione abbia, di coltivarla, di farla crescere, di renderla più bella e più ricca, di condividerla. Far incontrare uno smanettatore ed un sommelier (o un cuoco, o un produttore, o un contadino, o un enotecaro, o un semplice appassionato, etc.) ad un BarCamp, e quindi in rete, non può che dar vita a buoni frutti. Adesso mi tocca pensare a come smuovere quei pigroni dei miei amici di bicchiere e di forchetta…

[Aneddoto finale. Alla fine del Lunch 2.0 offerto da San Lorenzo, nonostante la voracità degli astanti (me compreso), erano avanzati 3 salamini e 2 spicchi di formaggio. Si avvicina circospetta una barbona (si dice così? Sì, insomma, un barbone-signora, quindi senza barba… vabè, avete capito) chiedendo qualcosa da mangiare. Gianna e io pensiamo bene di mettergli quel che è rimasto in una busta, e la signora mi fa "Eh, ma io c’ho solo un euro!…". Naturalmente non l’ho preso, ma chissà, forse avrei dovuto. Tanta era la dignità con cui la signora mi stava offrendo quel suo ultimo euro, e tanto ora il mio timore, di conseguenza, di averla offesa.

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  • 🙂
    Antonio, hai scritto cose sensatissime e giustissime e spero che altre aziende italiane capiscano che quello che hai scelto è un approccio vincente.
    Per quanto riguarda il pranzo è stato tutto ottimo anche se c’è stato dell’ “avanzo” … poi fottitene di non esserti preso quell’euro dalla signora. Sicuramente le servirà per altre cose, magari più urgenti del darlo a te per “pagare” una cosa che tu le hai donato col cuore!

  • Innanzitutto grazie per l’onore di aver avuto addirittura un post “quasi dedicato” da un grande foodblogger come te… 🙂
    Una piccola imprecisione, a onor del vero, c’è: non ho inserito Vinix nella mia rassegna NON perchè non lo conosca (ed infatti poi se ne è parlato con altri blogger, durante il pranzo, fra idee e progetto su cibo e vino) ma perchè NON in linea con quelli che erano i siti presentati e che fanno del vino (prodotto) il punto focale, mentre Vinix è focalizzato sulle persone (aziende, cantine, enoteche, ristoranti) 😉
    Per il resto, mi sarebbe piaciuto molto incontrarmi con food o wine bloggers che di queste cose ne parlano quotidianamente, dato che come hai detto mi ritengo più un “geek” appassionato di vino.
    Magari al prossimo BarCamp riuscirai (riusciremo?) a smuoverli ed a farli partecipare… oppure al VinoCamp che stai organizzando ed a cui parteciperei molto, molto volentieri… 🙂

  • Ti ricordi l’episodio evangelico della vedova e dei due soldi in elemosina?
    S’attaglia, mi pare, no?
    Quanto all’euro, quel che conta è il pensiero.

  • @ Antonio
    Grazie per avermi tirato in ballo.
    @ Giovy
    A questo punto la curiosità è maxima.
    Che si è detto a tavola a proposito di Vinix ? Pregi, difetti, il feedback di chi lo conosce / usa è per me preziosissimo come puoi immaginare, tra l’altro è un progetto totalmente in progress e moltissime nuove cose sono in lavorazione. Come dissi tempo fa prima del lancio è uno strumento che mi piacerebbe costruire proprio sulla base dei feedback. Mi sarebbe piaciuto essere presente al MarCamp ma fino al 16 marzo sono completamente preso dalla prima – più dura – fase di organizzazione di questo : http://meeting.tigulliovino.it A presto conoscerti comunque.

  • Ciao Filippo, è un piacere conoscerti (almeno virtualmente).
    Di Vinix si è parlato bene e male, partendo proprio dalla mia scelta di non includerlo fra i siti Web 2.0 dedicati al vino (per il motivo che ho spiegato sopra). 😛
    Bene perchè è una delle poche realtà italiane esistenti in cui si parla ANCHE di vino, bene perchè dietro c’è Tigulliovino che è il miglior portale sul vino in Italia e bene perchè si è cercato di creare una “socialità” sul vino.
    Male perchè in realtà il vino è presente “di riflesso”, male perchè si trovano annunci come “vendo montepulciano d’abruzzo SENZA ALCHOL” (Cosa? Un vino senza alcool! Ma non è vino!), male perchè se cerco una cantina e trovo una lista dei vini, poi vorrei avere qualche informazione in più sugli stessi (ed una integrazione con il database dei vini degustati da Tigulliovino, i famosi “appunti di degustazione”, non sarebbe male).
    In realtà il “male” potrebbe diventar bene, lavorandoci un po’ su… 😉
    Molto interessante il Meeting che stai organizzando… chissà che non mi venga in mente di farci una puntata… 🙂
    Un saluto.

  • @ Giovy
    Interessanti i tuoi spunti di riflessione. Grazie mille per il prezioso e puntuale riscontro. Quello che posso dirti è che la fase tre di Vinix sarà proprio quella di integrazione tra contenuti (degli utilizzatori) e singole individualità e, ovviamente, interscambio (o sharing se preferisci) di tutto quanto. Ci sto lavorando sodo, ma non è facilissimo essendo solo o quasi, qui dietro. Ci vediamo il 4 giugno allora. Se non prima.

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