Il blog di Antonio Tombolini

Musica e immagini online: legal rumours…

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Pare che tra i giuristi italiani che si occupano della cosa, nonché tra autori ed editori di musica e di immagini, ci sia un certo nervosismo.
Il 21 dicembre scorso, infatti, la Commissione Cultura del Senato ha definitivamente approvato la legge 9
gennaio 2008 n. 2
, con la quale è stata introdotta l’ennesima modifica alla legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore (di seguito, per brevità, LA). In particolare, l’art. 2 della legge 2/2008 prevede l’aggiunta all’art. 70 L.A. del comma 1-bis ai sensi del quale (leggete bene):

“è consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro ”

Qual è la fonte del nervosismo di molti addetti ai lavori? E’ presto detto: come tutti sanno, il formato MP3 (per la musica) e il formato JPG (per le immagini), standard di fatto per la circolazione in rete, sono di per sé dei file compressi, e dunque tutti i contenuti trasformati in .jpg o .mp3 rientrerebbero nella definizione della legge di “immagini e musiche a bassa risoluzione o degrate”.
Se prendo un mp3, o un jpg, e lo uso a scopo didattico o scientifico, e senza scopo di lucro, non devo avvisare proprio nessuno. Sappiatecelo!
[fonte Studio Legale Turini, la cui newsletter consiglio vivamente]

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  • Non ci sono sentenze in merito,nel dubbio sconsiglio a tutti di mettere in atto pirateria di testi o canzoni con la scusa dello scopo didattico o scientifico.
    Inoltre sarebbe una mazzata ai cantautori o agli scrittori senza precedenti.

  • ma giusto per curiosita’ (magari e’ una domanda del piffero) l’illecitone che si va a configurare e’ di natura civile o penale… o no??
    o se si scarica per se e’ civile, ma se si vende e’ reato …
    ciao
    bez

  • Sì, ma l’articolo di legge continua così: “… Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentiti il Ministro della pubblica istruzione e il Ministro dell’università e della ricerca, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono definiti i limiti all’uso didattico o scientifico di cui al presente comma“.
    Quindi è tutto da vedere…. bisognerà vedere in che modo e con quali limiti sarà definito “l’uso didattico e scientifico”.
    Questo mi sembra un tentativo, già annunciato in passato, di introdurre il principio del “fair use” anche in Italia.
    Il fair use è una clausola legislativa presente nel Copyright Act (Titolo 17, § 107), la legge sul copyright statunitense. La clausola stabilisce la lecita citazione non autorizzata o l’incorporazione di materiale protetto da copyright nel lavoro di un altro autore sotto certe specifiche condizioni (fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Fair_use).
    Il che non sarebbe un male.
    Rimango però della ferma convizione che il lavoro degli artisti, siano essi musicisti, scrittori, pittori ecc., vada tutelato.
    Non si capisce perchè se uno non paga un operaio è uno sfruttatore e uno schiavista, mentre il lavoro artistico spesso non si vede nemmeno riconosciuta la dignità di vero lavoro, e molti ritengono del tutto legittimo, se non addirittura un diritto, non pagare nemmeno un centesimo per un libro, un film, un cd musicale e via dicendo.
    Che poi ci siano degli “artisti” strapagati e abbondantemente sopravvalutati questo è un altro discorso.
    Ma non ci si può permettere di non tutelare il diritto d’autore, altrimenti scrivere, dipingere, fare musica e cinema diventeranno solamente costosi hobby per ricchi, con danni inimmaginabili per la cultura, la libertà di espressione e perfino la democrazia.

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