Il blog di Antonio Tombolini

Odiare PayPal, la saga continua

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“Siamo lieti di soddisfare la tua richiesta di informazioni riguardo alle difficoltà che incontri nel prelevare fondi dal tuo conto PayPal”. Già, peccato che non è vero.

A quindici giorni dall’invio della mia mail, di cui vi ho resi edotti qui, e ad un mese e mezzo dalla mia prima richiesta di prelievo fondi da PayPal, non solo il problema non è stato risolto, ma non ho ricevuto neanche una riga di risposta, foss’anche soltanto per accusare ricevuta del messaggio.
Nel frattempo sono capitate due o tre cose simpatiche (si fa per dire), che vado a raccontarvi.
La prima è che mi ha scritto oggi un funzionario di PayPal Italia, qualificatosi come Large Merchants Sales Manager, il quale, dopo avermi ricordato che

Banca PayPal è la società leader nel settore dei pagamenti on-line che vanta circa 155 milioni di conti nel mondo di cui 2,2 milioni in Italia e gestisce pagamenti in 17 differenti divise. Presente con i propri uffici in 14 paesi, è disponibile per i pagamenti in 190 differenti nazioni

si è detto desideroso di entrare in contatto con me per verificare le possibilità di collaborazione con SL.
Non mi è parso vero, e gli ho risposto così:

Gentile Xxxxxxx, sarebbe un piacere collaborare con lei, ma – mi perdoni la franchezza – ad una condizione. Ovvero che lei mi aiuti a risolvere questo problema (relativo ad un’altra mia società che utilizza già PayPal), con un movimento di circa 10-15 mila euro mensili di incasso

indicandogli il link al mio post precedente perché possa farsi un’idea del problema. C’è da dire che mi ha appena scritto dicendomi che sta interessando i suoi colleghi della questione e mi farà sapere. Vi terrò aggiornati.
Il secondo fatto l’ho provocato io: poiché una delle scuse accampate telefonicamente, e mai per iscritto guarda caso, da PayPal è stata quella di blaterare di presunti limiti di prelievo sul nostro conto – e ben sapendo che trattandosi di un conto pluriverificato tali limiti, come da contratto, non sussistono -, ho inviato un messaggio all’assistenza PayPal facendo lo gnorri, del tipo Per favore mi dite quali sono i limiti di prelievo sul mio conto, visto che i prelievi che ordino non vanno a buon fine? Ho ricevuto risposta pochi minuti fa, e la cosa si fa interessante:

  1. Finalmente ho la prova scritta che, per loro stessa ammissione, sul mio conto non esistono limiti di sorta al prelievo di fondi, cosa che già sapevo, ma soprattutto ho la prova scritta che loro ne sono consapevoli.
  2. Nella mail di risposta appena ricevuta mi si comunica con tono autoritativo che

    Il problema è il seguente:
    Se il conto bancario xxxxyyyy é intestato a tuo nome, per poterlo aggiungere al tuo conto PayPal, sarà necessario prima declassare il conto PayPal da Business a Premier. A differenza dei conti Business, che consentono di svolgere attività a nome di un’azienda o gruppo, i conti Premier richiedono l’utilizzo del nome personale degli utenti.

Anche questa scusa mi era stata già avanzata telefonicamente con grande sicumèra, per scoprire che, ahiloro (o piuttosto ahimé?), il conto bancario abbinato al conto PayPal, trattandosi di una società a responsabilità limitata, ovviamente non è intestato a me, ma alla società, esattamente come richiesto: alla stessa ragione sociale cui è intestato il conto PayPal. Per questo ho inviato un nuovo messaggio all’assistenza PayPal, di questo tenore:

No, il problema non è quello che voi qui affermate. Infatti il conto bancario inserito non è intestato a mio nome, ma è intestato esattamente alla stessa società cui è intestato il conto PayPal, ovvero alla Simplicissimus Book Farm SRL, di cui sono Amministratore unico. Attendo ulteriori chiarimenti molto urgenti.

Ho inviato questo messaggio non più di mezz’ora fa, e ricevo mentre scrivo un’ulteriore risposta, dal tono soddisfatto di chi dice haha, abbiamo scoperto l’inghippo! Ecco cosa dice quest’ultima email di PayPal:

Gentile Antonio Tombolini, Siamo lieti di soddisfare la tua richiesta di informazioni riguardo alle difficolta’ che incontri nel prelevatre fondi dal tuo conto PayPal. Da una verifica effettuata all’interno del tuo conto PayPal, mi risulta che il tuo conto PayPal e’ intestato ad Antonio Tombolini, mentre invece il conto bancario xxx0535, registrato all’interno del conto PayPal, e’ intestato a Simplicissimus Book Farm SRL. Se pertanto vorrai trasferire fondi dal tuo conto payPal al tuo conto bancario, quest’ultimo dovra’essere intestato a Antonio Tombolini.

Beh, non sono deliziosi? Prima mi dicono che il conto PayPal è intestato alla società e quello bancario a me personalmente, e che per questo non va bene. Gli faccio osservare che non è così e cosa ti rispondono? Che allora è il contrario: è il conto PayPal che è intestato a te e il conto bancario all’azienda, e questo anche non va bene, ovvio no?
Ovvio è semmai che non è vero neanche questo: ho anche un conto personale con PayPal, ma qui si sta parlando del conto aziendale, intestato ad una srl, la Simplicissimus Book Farm, cui è intestato anche il conto bancario, e ovviamente il mio conto personale non c’entra assolutamente niente! Di conseguenza la mia ennesima risposta:

Gentile Xxxxxxxx,
Prima di essere “lieti di soddisfare la mia richiesta”, sarebbe meglio verificare se questa sia stata soddisfatta davvero.
Purtroppo non è così: infatti non è vera neanche questa spiegazione. Gestisco diversi conti su PayPal, uno dei quali è personale, e dunque intestato personalmente ad Antonio Tombolini. Ma questo conto non ha nulla a che fare col conto da cui sto tentando invano di fare un prelievo, ed è un diverso conto, il conto *aziendale* intestato alla società di cui sono amministratore, ovvero la “Simplicissimus Book Farm srl”. Il conto PayPal, come potete facilmente verificare, ha dunque la stessa intestazione del conto bancario segnalato, abbinato a detto conto.
La mia richiesta di ulteriori spiegazioni si fa sempre più urgente, e a questo punto carica d’ansia e di preoccupazione.

C’è infine un terzo fatto: ho inoltrato questa mattina online una richiesta di prelievo minima, di 100 Euro. Così, tanto per vedere cos’altro succede.

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