Il blog di Antonio Tombolini

Papa Ratzinger: il Grande Teologo…

P

Un saggio della profondità teologica e dell’afflato evangelico di Papa Ratzinger, tratto dall’Angelus di ieri:

Negli ultimi anni molto si è fatto per prevenire tali tragici eventi [gli incidenti stradali, ndr], (…) ma occorre combattere la distrazione e la superficialità che in un attimo possono rovinare il futuro proprio e altrui. La vita è preziosa e unica: va rispettata sempre anche con corretto e prudente comportamento sulle strade.

E’ tutto qui.

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  • Sì grande ragionamento teologico, ma per fare un decreto legge per l’abolizione degli incidenti stradali non basta il ministero pontificio, ci vuole quello quello delle Infrastrutture e dei Trasporti.
    Questo ho pensato quando ho sentito il passaggio dell’Angelus: ‘adesso Razinger vuole fare pure il ministro dei trasporti!’.

  • Non mi meraviglia che il prete di Teleromagna la pensi cosi’, e neppure che un Papa dica quello che ha detto ieri Ratzinger. La cosa grave (e dalle conseguenze ancora inimmaginabili) e’ che questa concezione da Stato etico sia comune anche alla classe politica di uno Stato sulla carta laico come l’Italia.

  • La cosa più grave è che tale profondo ed illuminante pensiero sia stato ripreso da tutti i mezzi di informazione nella giornata di ieri….
    Il papa può anche dire qualche banalità della serie “una volta era tutta campagna” e “non ci sono più le mezze stagioni” …. ma che tale banalità assurga a Rivelazione ogni volta che viene pronunciata da bocca papale è un segno di quanto in basso sia caduto il livello del dibattito e del “pensiero” 🙁
    Ciao
    Giorgio

  • Ieri sera ho sentito il telegiornale con questa frase complessivamente innocua del Papa.
    Ho subito pensato “Vedrai che domani Simplicissimus scrive un post per denunciare l’attacco allo Stato laico della Chiesa avida di potere che invece di annunciare Cristo si fa i cazzi degli automobilisti”.
    E prontamente è arrivato.
    Adesso so di avere poteri profetici.
    (Invece non ha torto Giorgio nel dire che i telegiornali potevano anche sorvolare…ma in estate se ne vedono anche di peggio).

  • Ieri sera ho sentito il telegiornale con questa frase complessivamente innocua del Papa.
    Ho subito pensato “Vedrai che domani Simplicissimus scrive un post per denunciare l’attacco allo Stato laico della Chiesa avida di potere che invece di annunciare Cristo si fa i cazzi degli automobilisti”.
    E prontamente è arrivato.
    Adesso so di avere poteri profetici.
    (Invece non ha torto Giorgio nel dire che i telegiornali potevano anche sorvolare…ma in estate se ne vedono anche di peggio).

  • Non sono abituato a papi che si bardano di tutto punto e muovono folle e mass media e parlano dal pulpito piu’ sacro della cristianita’ cattolica per dire frasi “complessivamente innocue”. Non sono stato educato cosi’. Le frasi “complessivamente innocue” se le dica in privato, che pure lui, il Papa, ha il suo. E siccome non posso fargli il torto di essere cosi’ imbecille come tu invece lo gratifichi, quella frase non e’ affatto innocua. E’ piuttosto coerente con la nuova impostazione “antropologica” delle nostre gerarchie cattoliche, che di Dio e di Gesu’ Cristo hanno deciso di fregarsene, tutti intenti a costruire per tutti noi adoranti il bel Vitello d’Oro dell’*etica condivisa*. Anche contro gli incidenti stradali.

  • Nuova concezione? Proprio sicuro…?
    Tu che sei un fan di Giovanni XXIII, forse troverai interessante sapere cosa ne pensava sull’argomento:
    “Dei diversi discorsi di Giovanni XXIII (il Pontefice che maggiormente trattò questo tema), vorrei citarne due, senza dubbio molto importanti: “Ai conducenti di cinemobili” (9 agosto 1961), in cui affronta il problema fondamentale del traffico, cioè il rispetto della vita umana, e il discorso ai partecipanti al Congresso Internazionale di Medicina (28 aprile 1963): “E’ doloroso constatare – dice – che il dramma del viaggio termina troppo spesso in tragedia di morte e lacrime”, e sottolinea “il valore del Codice della Strada e di tutte le decisione adottate dalle Autorità responsabili della sicurezza negli spostamenti”.”
    Inoltre:
    “La Costituzione pastorale (del Concilio Vaticano II)sulla Chiesa nel mondo contemporaneo (Gaudium et Spes, 30) ha parlato espressamente dell’importanza delle norme di circolazione: “Non pochi non si vergognano di evadere, con vari sotterfugi e frodi, le giuste imposte o altri obblighi sociali. Altri trascurano certe norme della vita sociale, ad esempio ciò che concerne la salvaguardia della salute, o le norme stabilite per la guida dei veicoli, non rendendosi conto di metter in pericolo, con la loro incuria, la propria vita e quella degli altri”.”
    http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/migrants/documents/rc_pc_migrants_doc_20021209_road_1eur_hernandez_it.html

  • Incidenti e morale
    «Una legge che ne limitasse il numero non � moralmente accettabile, ci� che � moralmente accettabile � solo una legge che abolisca gli incidenti stradali». Un intelligente commento all’Angelus abbaiato domenica del Pastore Tedesco. Da Simpl…

  • Ma è più redditizio politicamente attaccare papa e vescovi o mollare la presa sulle richieste in merito alle scelte politiche future dei radicali (pannella candidato alle primarie, scelta del centro sinistra etc.) su cui vedo che è calato un profondo oblio?
    Micky

  • Tombolini,
    ho visto che questo post l’hai fatto pubblicare anche sulla newsletter dei radicali.
    Come cattolico, mi domando perché non ti vergogni – tantopiù dopo i commenti e le ottime segnalazioni di Uri Geller – ad attaccare il tuo Papa in questo modo offensivo ed infantile.
    La tua mancanza di rispetto e di amore filiale mi addolora, e provo pena per te.
    Friedrich

  • caro Friedrich,
    un suggerimento: perche’ non chiedi per l’eretico Tombolini una bella scomunica?
    Non saresti certo il primo, ma almeno potresti coronare adeguatamente la pena che provi e averne una qualche gratificazione.
    Comunque quello degli incidenti stradali deve essere un tema molto sentito, ieri sul “Corriere Adriatico” anche mons. Danzi, arcivesco poco amato di Loreto, e’ tornato sull’argomento, abbandonando per una volta un tema a lui molto caro: quello del diavolo e degli esorcismi…mah!

  • Patrizia,
    la gratificazione ce l’avrei scoprendo che tuo marito è diventato un uomo santo e un esempio per tutti noi cattolici e peccatori.
    Ciò, mi rendo contro, gli renderebbe difficile continuare a vivere con una poverina come te, ma anche questa sofferenza lo aiuterebbe a purgare le molte cazzate che ha detto, scritto e pensato nella sua vita fino ad oggi.
    Friedrich

  • credo si stia diffondendo un nuovo (nuovo per me che sono rimasta un po’ indietro) modello di cattolico alla Friedrich.
    Giovinastro, poca cultura cattolica, destrorso di formazione, magari liberale (chi non lo e’ ai giorni nostri?), molta poca pratica della carita’ cristiana ma preso comunque da ansia e da sacro fuoco controriformistico da giovane adepto zelante del Terzo Reich.
    Insomma, in poche parole, un vero stronzetto da quattro soldi.
    Potrei sbagliare, forse Friedrich e’ solo un misero ateo devoto dell’ultim’ora, un “nano moretti” qualsiasi ( non so per quale strana associazione di idee gli atei devoti mi fanno pensare ai nani moretti).
    L’analisi calzerebbe lo stesso a pennello: devoti e zelanti tanto da essere piu’ realisti del re, o meglio piu’ papisti del papa e, anche se il loro fuoco non e’ sacro, il risultato finale e’ identico: stronzi.

  • Al di là di qualche insulto, peraltro poco originale, avete qualcosa di più sensato da offrire? La domanda di Friedrich mi sembrava tutto fuorché una richiesta di scomunica, istituto peraltro così ampiamente caduto in disuso durante il pontificato di Giovanni Paolo II proprio mentre la Congregazione era guidata dal card. Ratzinger. La domanda era semplice semplice: questa “mancanza di rispetto e di amore filiale” a cosa è dovuta? Come può un cattolico, pur in un orizzonte critico, provare tanto astio, in modo così ossessivo e continuativo, per il successore di Pietro senza sentirsi quanto meno fuori luogo? La visione luterana di una Chiesa a propria immagine e somiglianza è in nettissimo contrasto con la natura e la storia della cattolicità. Dopodiché, ognuno faccia quel che crede. Trovo però davvero penosi certi articoli come questo riproposto su “notizie radicali”. Poi non chiedetevi perché, se siete così illuminati e avanti come credete, avete meno voti dell’Udeur. Forse siete voi a essere rimasti indietro di qualche decennio.

  • Signora Patrizia,
    ho due anni meno di Suo marito, ho tre figli (fatti con notevoli sacrifici, e prima di voi), sono liberale da quando avevo tredici anni e cattolico “convertito” da quando ne avevo venti (cattolico di tradizione familiare dalla nascita).
    Con i teocon e gli atei devoti non ho quasi nulla in comune, quanto alle reciproche storie.
    Ho l’orgoglio di non essere mai stato di sinistra, nè prima né dopo la mia adesione matura alla Chiesa, e ciò mi ha esentato dal fare il “solidarista” e il compassionevole per atteggiamento e per moda: sono sempre stato abituato ad assumermi le mie responsabilità e, se le ho dato implicitamente della imbecille impicciona, è perché Lei ha risposto da imbecille e impicciona (come generalmente Le capita) ad un rilievo specifico che ho mosso a Suo marito, da fratello nella fede.
    Suo marito, ai miei occhi di cattolico, sta sputando sui suoi fratelli e sui suoi padri nella fede al solo scopo di compiacere i suoi nuovi amici. Che lo faccia per semplice piccineria morale o per un malcalcolato interesse personale, non mi metto a giudicare e poco m’importa: mi addolora sempre e solo leggere di un cattolico che aggredisce irrispettosamente il Papa, tantopiù se infondatamente e infantilmente (perché io ammetto di certo la critica anche al Papa, se rispettosa e affettuosa).
    Lasci stare, quindi, la mia presunta o reale stronzaggine, poco gentile signora, e pensi a dare una mano a Suo marito affinché eviti a sé stesso almeno le più becere figure da aspirante piccolo martire ribelle.
    Friedrich

  • Ecco mi pareva, i convertiti sono come quelli che hanno smesso di fumare, non si accontentano dell’illuminazione, ma devono a tutti i costi illuminare tutti.
    Se poi non ci riescono s’incazzano come biscie.
    Fortuna che non possono più illuminarti sopra la pira, bè, almeno per ora.

  • E poi, a Patrizia che ipotizza che Friedrich abbia “poca cultura cattolica”, ricordo che se ciò si può dire di qualcuno quello è suo marito, che ad esempio ha scritto una volta che il battesimo dei bambini è iniziato con la Controriforma…:)))

  • caro uri,
    shunk non si rivolgeva a me, non sono una convertita, credente a fatica da sempre, peccatrice, ma non convertita.
    Non partecipo a gare riguardo al numero dei figli, ai sacrifici fatti per loro, e ad altre amenita’.
    Lascio queste argomentazioni agli illuminati, e agli esenti da “piccineria morale” (???) per parte mia, non certo a giustificare il fatto che mi impiccio dei fatti di mio marito, rispondo semplicemente con le parole evangeliche:
    “l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie i due saranno una carne sola. Così che non sono più due ma una carne sola”.
    Dunque mi impiccio, altro che se mi impiccio e mi impiccero’ ogni volta vorro’.
    Se Friedrich non capisce, non importa, neanche gli apostoli capivano, Gesù rispondeva loro così: “non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso”.

  • Sono d’accordo con Friedrich sul fatto che il commento di Antonio alle parole del Pontefice sia un po’ pretestuoso, fintamente ironico e inelegante.
    Ma io sono un ciellino filo lefebvriano monarchico e di destra, quindi non faccio notoriamente testo.

  • capisco che son passati tanti anni da nicea.
    capisco che i sedimenti son tanti.
    però pur sotto tanta mole di umane costruzioni le semplici parole delle scritture sono comunque chiare e non mi pare di avervi mai letto della necessità del successore di pietro e del clero tutto di dover entrare in ogni dettaglio a discettare su quale sia l’ortodosso comportamento ai dettami della morale ecc.
    la via della salvezza mi pare sia descritta in altro modo, qualcosa tipo prendere la propria croce e seguire l’esempio, rendere testimonianza con la propria vita.
    è scritto di proclamare la sua parola, non di provvedere ad una disamina minuziosa dei più disparati aspetti degli umani comportamenti per redigere il manuale del perfetto cattolico omnicomprensivo.
    su questa strada non ci sarebbe da stupirsi di un compendio al codice stradale secondo santa romana chiesa.
    spiace ripetermi, ma ricordo marco 7:7,8
    invano mi rendono il loro culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini. avendo tralasciato il comandamento di dio vi attenete alla tradizione degli uomini
    a questo vogliamo che assomigli il nostro clero, oppure noi fedeli, peccatori quanto loro, possiamo ben dire la nostra? forse che la chiesa è stata fatta per il clero?
    l’uomo per il sabato?

  • Bravo Marco.
    Allora, data la grande conoscenza del Vangelo mostrata dalle tue dotte citazioni, e visto che per te capire la parola di Dio è così facile, mi commenti questo?
    “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli.” (Matteo 5, 17 19)
    Oppure ad esempio questo?
    “Fu pure detto: Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto di ripudio; ma io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all’adulterio e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.” (Matteo 5, 31). (E qui direi che Gesù parla proprio della legge, e non dice “se non volete divorziare non fatelo ma lasciate che gli altri facciano secondo coscienza”…)
    Ne avrei anche altre su cui ho dei dubbi e mi piacerebbe il tuo parere, ma sarà per un’altra volta
    (Però non cominciare a dirmi “ma qua in realtà Gesù vuole dire questo o quell’altro”, perchè di far così sono capace anch’io. Visto che le parole del Vangelo sono “semplici e chiare”, significa che bisognerebbe prenderle così come sono, anche quando ad esempio invitano a cavarsi occhi o tagliarsi mani…)

  • purtroppo non c’e’ niente da fare, marco p., questi sono, spaventano, ma questi sono…
    un solo commento dopo aver letto l’ultima di uri geller: si salvi chi puo’ da costoro, la loro deriva fondamentalista e’ piu’ cupa e funerea di quanto immaginassi.
    quando li leggo, mi torna sempre in mente una lettura di qualche tempo fa: “Leggere Lolita a Teheran” di Azar Nafisi ed una introduzione alla lettura del romanzo che conteneva una citazione di P. Claudel:
    “Quando l’uomo tenta di realizzare il paradiso in terra, il risultato immediato è un molto rispettabile inferno.”

  • Uri,
    sei troppo difficile per patrizia: la signora non capisce né ironia né paradossi. Se non usi slogan, luoghi comuni e citazioni consunte, a lei mancano i punti di riferimento.
    Speriamo che marco p. sia meglio e risponda a tono.
    Friedrich

  • dipende:
    li ha “fatti con notevoli sacrifici” e prima di Friedrich?
    solo in questo caso saremmo realmente interessati 😉
    mi raccomando, qui si parla di figli di coppie regolarmente sposate e nati dalla reale e concreta partecipazione all’atto di entrambi i coniugi, solo quelli partecipano alla gara.
    i figli della provetta, quelli dei separati, delle coppie di fatto non ci interessano…

  • Mi dispiace di averla spaventata, signora Patrizia, e mi rammarico ancora di più di esserle apparso fondamentalista.
    In fondo mi sono limitato a seguire l’invito che suo marito fece nel mai abbastanza lodato scritto “S’i fossi papa”:
    “Rileggiamo la Bibbia, l’Antico e il Nuovo Testamento. Rileggiamola. Studiamola. Meditiamola.”
    Bene, ho fatto proprio così, e “rileggendo e studiando” ho trovato questi passi, sicuramente meno noti, aggiungo, della parabola del giovane ricco citata da tutti dappertutto e spesso a sproposito. Eppure queste frasi sono nello stesso testo, a poche righe di distanza…
    Vogliamo parlarne? Bene.
    Se invece le piace tanto recitare il ruolo della vittima, bene lo stesso. Le chiedo però una cortesia: cerchi almeno di rivedere il suo campionario di luoghi comuni, che quelli letti finora (fondamentalismo, terzo Reich, scomuniche e compagnia cantante) hanno proprio stancato.
    E permetta anche a me di chiudere citando una frase di Claudel che Le si adatta pefettamente:
    “Nulla è più pericoloso di un’idea, quando è l’unica che abbiamo”.
    Suo
    Uri Geller

  • Poco gentile patrizia,
    una sola precisazione, per non lasciare nulla di intentato nel cercare di evitarle le peggiori figure.
    Il mio riferimento ai figli e al sacrificio relativo era parte di una risposta alla descrizione che lei aveva appena fatto di me: “Giovinastro, poca cultura cattolica, destrorso di formazione, magari liberale (chi non lo e’ ai giorni nostri?), molta poca pratica della carita’ cristiana ma preso comunque da ansia e da sacro fuoco controriformistico da giovane adepto zelante del Terzo Reich. Insomma, in poche parole, un vero stronzetto da quattro soldi”.
    Rivolgendomi ad una madre, e madre cattolica, intendevo evidenziare un aspetto di me che le risultasse significativo e comprensibile. Io mai darei – senza approfonditissima conoscenza – dello stronzetto nazista da quattro soldi ai genitori di tre figli che li abbiano cercati, voluti e “sofferti” anche perché genitori cattolici. Per quanto io possa pensare male di lei e di suo marito, ad esempio, il fatto che voi abbiate allevato con amore tre figli, tantopiù da genitori cattolici, mi fa aprire un “credito” a vostro favore e un sentimento di fratellanza che altrimenti non mi sognerei neppure di concepire.
    Ciò detto, non ardisco chiedere la ritrattazione per la sua sopra riportata descrizione, a dir poco fuori bersaglio, ma mi sento di chiederle almeno di comprendere il significato di quel riferimento ai figli che ho fatto, e di dimostrare la minima intelligenza e sensibilità necessaria a cessare di utilizzarla come stumento polemico, che diverrebbe davvero infantile e meschino.
    Friedrich

  • Di sacrifici è superfluo parlarne, sono difficimente condivisibili tra chi non ha avuto l’esperienza.
    Ho avuto tre figli, per mia fortuna naturalmente, sempre se il concepimento tramite parto cesareo vale. 😉
    Proprio per questo, mi rimane tuttora misterioso il divieto di utilizzare comuni tecniche imposto ad alcune categorie di persone meno fortunate di me, non sterili, semplicemente malate.
    Talassemici, emofiliaci, sieropositivi, etcetera.
    Oggi, un partner maschile affetto da hiv, può utilizzare la tecnica di lavaggio del suo sperma ed avere un figlio naturalmente senza contagiare la sua compagna e senza scomodare gli inutili sofismi teo-conservatori.
    Per esperienza, quando la ricerca dimostra l’efficacia delle sue scoperte, le questioni etiche si sciolgono come neve al sole.
    Funziona? Usiamola. Sappiamo tutti che prima o poi finirà così.
    Ora, provate ad immaginare quella persona malata, mentre ascolta al telegiornale l’appello del papa alla sicurezza stradale.
    Patrizia, non cadere nel goliardismo pseudo cattolico di Ferrara.
    Quella vecchia volpe, sta combattendo tutt’altra battaglia, per tutt’altro motivo.
    Ma questa è un’altra storia.

  • ohibò uri, eccomi a rispondere.
    bello l’incipit del tuo commento, tra lo sfottò e l’apodittico. apprezzo quando non ci si prende troppo sul serio a cominciare dal proprio interlocutore.
    quanto al primo brano di matteo mi pare francamente evidente che si parli delle scritture, non delle tradizioni costruite sopra, al di là se non contro il senso delle scritture. una dimostrazione semplice semplice la trovi proprio nel capitolo 7 di marco quando gesù spiega che non è ciò che entra dalla bocca a rendere impuro ma ciò che esce. per i farisei era tassativo attenersi al non mangiare del sangue animale, alle abluzioni ecc. così lo scandalo dell’apparente sconfessione di una legge (levitico) e delle tradizioni risulta invece un compimento.
    per il secondo caso quando gesù parla della legge si riferisce alla legge di dio non certo a quella di cesare. anche qui mi sembra davvero impossibile confondere le due diverse realtà, in tutto il vangelo si ripete il concetto del “a cesare quel che è di cesare, a dio quel che è di dio” piuttosto che “il mio regno non è di questo mondo”
    che dici uri, l’ho superato il test d’ingresso per il primo anno di preparazione alla prima comunione? 😎

  • Per me puoi fare anche la cresima…;)
    D’altra parte mi sembra di poter dire che quello che hai scritto non modifica il fatto che ci troviamo di fronte a passi che contengono (o sembrano contenere)un preciso precetto. Che poi nel primo testo si parli solo della legge e non della tradizione mi sta bene, ma allora la legge (cioè i comandamenti e quant’altro fu trasmesso da Dio a Mosè) va osservata o no?
    E per quanto riguarda il secondo testo, a parte il fatto che la Torah era legge religiosa ma anche giuridica per il popolo ebraico e Gesù di quella sta parlando, anche se l’indicazione resta sulpiano morale è piuttosto precisa, quasi da “manuale del seguace di Cristo”, no? 😉
    Al di là dell’analisi dei singoli passi, il punto è che senza dubbio nella lettura delle Scritture incontriamo spesso parole che non sono “semplici e chiare”, ma che devono essere interpretate, capite e applicate nel nostro contesto.
    Nella Chiesa cattolica, come ha ricordato il Concilio Vaticano II (che di solito piace tanto ai cattolici “moderni”), il carisma specifico dell’interpretazione spetta al Papa e ai vescovi. Questo non significa che non si possa essere in disaccordo o auspicare interpretazioni diverse su particolari questioni (ed è molto giusto in proposito il tuo ricordare il capitolo 7 di Marco), ma sempre, dico io, con amore filiale e rispetto, e non cercando di sputtanare come fa ad esempio il nostro Simplicissimus. Lasciamo quindi da parte le banalità sul “manuale del perfetto cattolico”, d’accordo?
    Spero di essere stato comprensibile.
    Saluti.
    UG

  • Ma dove sta scritto che un laico liberale debba per forza essere moderato?
    Non scambiamo l’ipocrisia del perbenismo-da-ceto-medio con la sacro-santa prostesta.
    Siamo stati fin troppo rispettosi, ed ecco il risultato.

  • la taglio brutale:
    pretendere di trapiantare principi etici derivati dalla religione nella legge di uno stato è oltre che illiberale pure blasfemo.
    illiberale perchè trasforma un mero strumento di regolazione della convivenza in uno strumento per discernere il bene dal male
    blasfemo perchè ad una religione si aderisce nella vita di tutti i giorni per fede e convinzione, non per obbligo o convenienza se non bestemmiando il libero arbitrio che per i credenti vale l’immagine e somiglianza a dio.
    per me quelle son bestemmie, altro che i moccoli del muratore quando si tira la mazetta su un dito.

  • la legge va osservata per scelta, per scelta personale.
    i precetti valgono per chi sceglie di viverli, di condividerli. come tale devono restate puro fatto di fede.
    quanto all’interpretazione posso capire la valorizzazione del senso della parola, delle scritture, da parte di chi le studia a fondo.
    ben altra cosa è la tendenza (concilio II o non concilio II) a diventare interpreti estensivi per arrivare a determinare precetti morali su tutto.
    questo è tradire l’intera opera delle scritture. se avesse voluto lasciarci una treccani delle cose da fare e da non fare vogliamo credere che non ne sarebbe stato capace?
    invece proprio a superare quel concetto di “legge” ci ha lasciato la risposta al quesito su qual è il primo di tutti i comandamenti: “Gesù rispose: Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l’unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. E il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c’è altro comandamento più importante di questi. ”
    sintesi appunto, cuore e mente rivolti all’amore non ai divieti ai precetti ai prelati.

  • Marco,
    forse ti ho frainteso. La nostra discussione era partita col tuo post che criticava le indicazioni morali troppo specifiche della Chiesa. Nelle mie risposte intendevo appunto rimanere sul piano esclusivamente della morale personale , salvo un incidentale (almeno nelle mie intenzioni, se non era chiaro chiedo scusa) riferimento a una frase sul divorzio, che voleva solo evidenziarne una possibile particolarità interpretativa.
    Se il tuo primo commento era incentrato sui rapporti tra legge morale e legge statuale allora mi sono sbagliato. Certo che se è così, prendere lo spunto da un invito a guidare con prudenza da parte del Papa mi sembra qualificabile col giudizio dato da Fantozzi sulla corazzata Potemkin…;)
    In merito al tuo ultimo commento rilevo solo che nella mia esperienza, la visione del Vangelo come la “treccani delle cose da fare e da non fare” non è propria di chi vuole difendere o comunque valorizzare le indicazioni morali della Chiesa, ma sopratutto di chi vuole disattenderle dicendo “Io mi sono letto tutta la Bibbia e non c’è scritto da nessuna parte che non si può…” (riempi lo spazio come preferisci).
    Saluti.
    UG

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