Il blog di Antonio Tombolini

RU486: Sgreccia si ritira

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Non mi scuso con nessuno, perché non ho niente di cui scusarmi. A ritirarsi dal dibattito previsto per ieri è stato lui, monsignor Sgreccia: dice che pensava che l’incontro non assumesse tutto questo rilievo pubblico. Dice che in un momento così, in cui “il governo deve decidere se legalizzarla o no” (machestaiaddì?!? Il governo non deve legalizzare un bel niente, la RU486 è stata approvata dall’autorità sanitaria competente, full stop!). Dice che la cosa ha preso una piega troppo politicizzata. Dice che lui essendo esperto di bioetica ha deciso che con me non ci parla, chi sono io per parlare di queste cose, mica esperto di fuffa (ops… bioetica) come lui, lui parla solo con professionisti. Insomma, dice che – come c’era da aspettarsi – costoro trovano il coraggio di parlare solo attraverso comunicati stampa e in rigorosa assenza di contraddittorio. E inoltre con l’assistenza di ortografi, come la sgrammaticata email che ha inviato, e che per pietà cristiana non pubblico, testimonierebbe.

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  • “Caratterizzazione politica” di un dibattito a cui partecipa qualche rappresentante del Vaticano? Ma quando mai!
    Questa gente sta bene da Vespa, quindi non può star bene in un dibattito degno di questo nome.

  • Vittoria per l’abbandono dell’avversario. Molto triste.
    Questi signori non devono fornire nessuna argomentazione ai fanatici che li seguono, ma solo un’idea forte di autorità e legami politici per continuare ad estorcere privilegi e leggi favorevoli. Sono vigliacchi, ma non sono stupidi.

  • Mi spiace per l’incidente occorso, perchè avrei ascolato con interesse il dibattito. Ma è veramente caratteristico delle istituzioni ecclesiastiche il comportamento politico-diplomatico del caso, e tale aspetto è il motivo per cui si è creata una permanente dicotomia tra religione vera (quella del vangelo e dei credenti laici) e pseudo-cristianesimo (quello del clero). I ministri della fede (come se ci fosse bisogno di un ministro per capire ed applicare il messaggio evangelico, in se’ semplice e cristallino) non incarnano quasi mai l’immagine a cui si ispirano (quella di Gesù) in quanto troppo affaccendati a gestire ed amministrare il patrimonio terreno (quello umano rappresentato dai fedeli, quello immobiliare e monetario, quello del potere politico). Così, troppo spesso, la chiesa dei ministri è d’inciampo alla libera circolazione delle stesse idee evangeliche.

  • In questi giorni sto leggendo il “Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici)” di Piergiorgio Odifreddi e tutto sommato non mi meraviglio del rifiuto di monsignor Sgreccia.
    La Chiesa ormai si preoccupa più del potere temporale che di quello spirutuale distorcendolo a suo piacimento tutto in una pura ottica di bigottismo.
    PS. Spero che leggano un minimo le risposte a questo post.

  • Ai ladri piace lavorare con il favore delle tenebre, in silenzio, senza alcuna pubblicità.
    Abitudini millenarie.
    P.S.
    L’e-mail dovresti pubblicarla, per almeno un milione di motivi. Primo tra tutti, la scortesia.

  • L’email purtroppo, scortesia per scortesia, non l’ha neanche mandata a me, ma all’organizzatore della serata, che me l’ha in amicizia inoltrata, e non posso dunque arrogarmi il diritto di pubblicarla. Insomma, sono un signore, mica un mon-signore 😉

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