Il blog di Antonio Tombolini

Si può ridere anche di Cluetrain Manifesto

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Cluetrain Manifesto
Dieci anni fa usciva Cluetrain Manifesto.
Dieci anni fa scrivevo una mail ai suoi quattro autori per dire che avrei avuto piacere di farne la traduzione italiana. Dieci anni fa feci la traduzione italiana che fu pubblicata da Fazi Editore (che ancora non me l’ha pagata, ma questo è un altro discorso…). Da oltre cinque anni il libro è introvabile, fuori stampa, non più disponibile in Italia. I diritti sulla traduzione italiana li ho io.
L’anno scorso, in vista del decennale di Cluetrain Manifesto, scrivo di nuovo agli autori, per dire che il libro qua non si trova più, che i diritti della traduzione sono miei, che nel frattempo ho messo su Simplicissimus Book Farm e potrei pubblicarlo da me, che nel frattempo sono stati inventati gli ebook reader, Kindle e compagnia bella, e che dunque vorrei pubblicare Cluetrain Manifesto come ebook, e che per farlo ho bisogno del loro ok per i diritti sull’opera (che non sono più di Fazi).
Gli autori di Cluetrain mi rispondono, per bocca di David Weingberger, dicendomi che sì, ne sarebbero molto felici, ma devo parlare col loro agente. Il loro agente mi dice che sì, ne sarebbe felice, ma i diritti digitali li hanno ceduti, con quelli cartacei, all’editore Perseus, e che quindi devo parlare con l’editore. L’editore Perseus mi dice che di cessione di diritti digitali non se ne parla neanche (“I’m afraid that at this time we are not granting e-book rights.”) perché non hanno intenzione di far uscire Cluetrain Manifesto come ebook ma solo in formato cartaceo.
Morale: gli autori hanno ceduto all’agente anche la gestione dei diritti digitali, perché l’agente potesse così cederli all’editore cartaceo, perché così quest’ultimo, acquisendoli, potesse impedirne l’esercizio, potesse cioè impedire che ne uscisse fuori un ebook.

Cluetrain Manifesto, tesi no. 20
“Le aziende devono capire che i loro mercati ridono spesso. Di loro.”

Forse anche gli editori, e gli agenti, e perfino gli autori, soprattutto quelli che scrivono cose tipo Cluetrain Manifesto, dovrebbero capirlo.

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Rispondi a Cluetrain Manifesto, when the going gets tough etc… — Simplicissimus Cancella risposta

  • Eh già, fra qualche decennio (speriamo prima…) chi sarà rimasto potrà ridere a gran voce. Per ora, almeno per me, la risatina è ancora un po’ soffocata e amara…

  • Antonio, una domanda personale.
    Tu, se ne fosti stato l’autore, avresti ceduto così avventatamete ad un “agente” i diritti di un libro come Cluetrain Manifesto ?

  • David, thank you for answering here. Just 2 more bullets:
    *. Yes, you don’t have the digital rights… no more! This is because you sold them to the publisher, without asking the publisher what use he would make with ’em. So please next time etc… 🙂
    *. I’ve just discovered that you already released “The entire text of the Cluetrain Manifesto” here: http://cluetrain.com/book/index.html
    Do you have a specific authorization from the publisher to do it? Or you can do it because “the entire text” is “entire except for…” as per the footnote? In this case, could I make an ebook from this kind of “entire text” without the authorization of the publisher?
    Thank you!

  • @Luigi, questo è facile da sapere. Ecco cosa mi rispose Roberto Santachiara, agente per l’Italia dell’editore Perseus: “Gentile Tombolini, non sono disponibili perche’ l’editore non li cede mai . Nessuno dei miei clienti cede diritti elettronici.”
    Dunque quell’editore programmaticamente compra diritti digitali per programmaticamente non cederli mai. E a quanto pare il suo agente italiano ne va piuttosto fiero, visto che spiega con un certo sussiego che “nessuno dei miei clienti cede diritti elettronici”, tsè!.
    Che poi a “non cederli” siano editori che pubblicano ebook, esercitandoli, non ci sarebbe niente da dire. Ma qui la volontà esplicita è non cederli e non pubblicare in formato digitale: secondo me ci sarebbero tutti gli estremi per reclamare i diritti in quanto non esercitati.

  • beh interessante notizia, davvero…
    @atos effettivamente l’idea di poter proteggere una cosa bella che si fa è un sentimento umano, il problema secondo me è che cluetrain manifesto ha raggiunto questo valore solo ed unicamente grazie alla condivisione della grande massa online
    non mi sembra un’opera letterale di valore o un espressione artistica unica, è un intuizione che acquista valore grazie al fatto che è stata messa a disposizione i tutti e tutti hanno partecipato alla diffusione
    personalmente vendere i diritti ad un agente mi sembra una cosa piuttosto squallida oltre che stupida dal punto di vista commerciale (alla lunga chiaramente)
    non so cosa avrebbe fatto antonio, io non li avrei venduti… 😉

  • ho cercato cluetrain manifesto per anni, senza fortuna, e ora scopro perché. però, sorpresa, l’ho trovato pochi giorni fa, comprato su ibs, nell’edizione fazi del 2001. vai a capire…

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