Il blog di Antonio Tombolini

Sono Amerikano

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  • Mah, alla periferia dell’Impero c’é sempre qualche colonizzato che sostiene l’ Impero. Cosí e´sempre stato e cosi´sempre sará. Diamo a Cesare quel che é di Cesare: gli USA sono la peggior democrazia possibile, da starsene in guardia
    e tenere possibilmente lontana. Ma pur sempre una democrazia. E´l’ unico
    lato positivo loro. E´poco ? e´tanto ? Dipende : se uno abita in Svezia si mette a ridere, se abita in Cina magari é la Terra Promessa. Forse. Tutte le chiacchiere stanno a zero: questo fatto che gli Stati Uniti restano una democrazia e ti permettano cose che sarebber impensabili/proibite/pericolose a solo pensarle in tanti altri paesi del mondo, fa da gomma per cancellare a tante altre enormi magagne loro.
    Che poi siano costretti a dominare/sfruttare/”imperialeggiare” il resto del mondo ed allearsi con e sostenere i peggiori dittatori per permettersi questa libertá democratica e´sia un dato di fatto ( quello che mi fa scrivere “Non sono Amerikano”) che l’altra faccia della medaglia di cui non sempre si tiene conto.
    Ma secondo me e´parte integrante e linfa vitale della democrazia statunitense.

  • Sorry, ma quale analisi storica ti porta a dire: “Che poi siano costretti a dominare/sfruttare/”imperialeggiare” il resto del mondo ed allearsi con e sostenere i peggiori dittatori per permettersi questa libertá democratica e´sia un dato di fatto che l’altra faccia della medaglia di cui non sempre si tiene conto” ??
    Per Antonio: le posizioni assolutiste possono non essere sbagliate (?), ma sicuramente non aiutano. Quel “Sono Amerikano” e’ di Huntingtoniana memoria e puo’ portare solo ad uno scontro. E’ questo che vogliamo?

  • Per Luigi: pensa un attimo a Allende-Chile/rame, Noriega-Panama/Canale, Shah/petrolio/ Saddam Hussein petrolio etc etc. Le ragioni del capitalismo sfociano nell´imperialismo e si autogratificano rafforzandosi stradafacendo. Non e´roba nuova: senza andare alla guerra Hispano Americana , durante la seconda guerra mondiale la IBM continuava a vendere schede perforate al governo tedesco per , in primis e tra l’altro, la gestione dei campi di concentramento. Insomma la storia é li e sono sicuro che la conosci come me e/o meglio di me.
    Io constato e dico che la nostra – alfiere USA – democrazia occidentale vive solo grazie all’esportazione della non democrazia e dello sfruttamento economico di una buona parte del resto del mondo. Non é cosa nuova: anche Atene culla della democrazia dava il voto a tutti i cittadini ricchi e liberi. Al resto ci pensavano gli schiavi.
    Meno male che siamo nati qui dove siamo nati e non nel mondo che continuiamo a chiamare terzo ma che si avvia ad essere settimo ottavo ed é giá ultimo. Quindi: USA, per me, democrazia si, ma addirittura sentirmi Amerikano, no grazie.

  • A parte tutte le considerazioni c’e’, a mio avviso, un piccolo errore di fondo nell’affermazione di Antonio che al peggio dell’Amerika e al meglio del terrorismo si preferisce comunque la prima e cioe’ l’America e’ una nazione mentre il terrorismo e’ semplicemente un’idea. Sono due concetti che non possono essere seriamente confrontati. Le varie considerazioni sulla prima non possono assolutamente essere riportate al secondo.
    Cosi’ parlo’ Isacco 🙂

  • Caro Antonio, caro Isacco: questo post mi ha solo fatto pensare “Bella forza!”. Antonio: mi sembra più una bella sentenza fatta e conclusa: certo che nessuno preferisce il terrorismo (a parte i pacifisti, ovviamente 😉 quindi è un balletto logico che inciampa su se stesso. Ha ragione Isacco: l’America è anche un’idea (per molti di noi è tale), ma è pure una nazione. Stai confrontando due termini logici che non sono equivalenti e manco opposti.
    Carlo: dicci della democrazia in Svezia.

  • Mi dispiace, ma io non c’arrivo. Anche la FIAT faceva mine antiuomo e la Bayer i gas per i lager. Secondo il tuo ragionamento la democrazia e’ figlia del capitalismo che a sua volta si basa sul potere energetico.
    Il capitalismo ha si’ creato ricchezza e benessere (per noi beninteso), ma non certo la democrazia. Attraverso “Allende-Chile/rame, Noriega-Panama/Canale, Shah/petrolio/ Saddam Hussein petrolio etc etc. ” si mantengono certo ricchezza e benessere (come le intendiamo noi), ma esse non sono la condizione sine qua non per la presenza della democrazia.
    E poi, a dirla tutta, la democrazia non e’ che sia tutta questa grande invenzione…

  • Cosa lunga e difficiele da riassumere in un post , quella della democrazia in Isvezia ( o paesi scandinavi in genere). Peró ci stavo pensando oggi e quindi ti dico che uno svedese, fin dalla scuola elementare, e via via in tutte le fasi della sua crescita si trova a confronto e ad essere parte di sistemi di votazione, di libertá di espressione, di partecipazione a decisioni comuni che sono l’essenza stessa dllademocrazia. Come lo sono il senso dell Stato ( lo Stato siamo noi) e della certezza del diritto ( chi sbaglia paga e presto).
    Detto questo non bisogna lasciarsi trascinare in paragoni e depressioni dovute al fatto che noi no e loro si: sono infatti imparagonabili le basi storiche e le situazioni anche semplicemnete demografiche e climatiche. Peró l’ esempio c’é
    e per rispondere indirettamente ad Antonio preferisco essere Europeo che Amerikano.
    Poi i casini, il razzismo, i brogli, i tentativi di evasione fiscale etc, ci sono anche in Isvezia e negli altri paesi scandivani ma quello che io chiamo l’educazione comune e diffusa al sentimento di “decenza democratica” ci sono
    e pesano moltissimo nel comportarsi quotidiano di ogni cittadino.

  • Per Luigi: la democrazia non sará una grande invenzione, ma non e´che ce ne sono di meglio. Il libero muoversi del “demos” ha creato la rinascita industriale, le compagnie dell’ Asia Orientale, la rivoluzione industriale ed il capitalismo.
    Questi sono fatti storici e non é che ci possiamo mettere a discuterli.
    Guarda peraltro l’ economia dei posti dove non c’e´e democrazia. Stanno a tocchi tutti. Oppure devono venire a compromesso con sistemi liberistici-democratici (vedi Cina/Shanghai).
    Mi dispiace, per molti versi, ma é un dato di fatto.

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