Il blog di Antonio Tombolini

Stati Generali a Catania, Telecom o non Telecom, innovazione, One Group srl. E una piccola scoperta: Pompa?

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[UPDATE: Anche quelli che si autodefiniscono un po’ pomposamente “vecchi blogger cinquantenni” come ho fatto io sbagliano. Dunque pare che la “One Group srl” in questione non sia quella di Pompa di cui parlo qui sotto, ma un’altra società (non meno misteriosa per la verità), con sede in Roma, i cui soci risultano essere tali Sanges e Fazi. Vedremo. NB Grazie Wolly per il rilievo] La faccio breve, perché la versione lunga la trovate qua.
Il Comune di Catania organizza un barcamp dedicato agli Stati Generali dell’Innovazione (wow). Per dargli un po’ di tono invita e ospita un po’ di blogstars, come a volta usa fare, offrendo viaggio vitto e alloggio (niente di male, è capitato anche a me, poi mi hanno visto mangiare e hanno smesso).
Massimo Cavazzini esprime dubbi e perplessità sulla cosa, adombrando anche un qualche ruolo di Telecom Italia, prontamente smentito da alcune delle blogstars intervenute.
– Macché Telecom, dicono, l’organizzatore è il Comune di Catania!
– Embè?, ribattono gli altri, vi pare normale che il comune più indebitato d’Europa scialacqui così il denaro pubblico?
– Eddai, si risentono le blogstars da Catania, tiè, non sono manco soldi pubblici, perché paga tutto uno sponsor, tale One Group, c’è pure scritto in fondo alla homepage del sito!
Ah bè, allora… Allora niente, perché è qui che viene il bello, per bocca di Lucah:

In breve, il comune di Catania il novembre scorso emette un bando di ricerca sponsor per gli Stati Generali. Cerca qualcuno non che metta denaro ma che fornisca gratuitamente servizi per fare tutto, ma tutto tutto, dell’evento (luci, audio, logisitica, logo, sito, stampa volantini e brochure, stampa atti del convegno, ospitalità, gestione degli ospiti, copywriting, pubblicità, organizzazione: tutto), servizi quantificati per un valore di 230.000 euro.

E in effetti c’è pure il bando, tutto vero: la One Group srl si è aggiudicata il ruolo di sponsor degli Stati Generali di Catania mettendo a disposizione beni e servizi per un valore pari a 230mila euro (compresi viaggi e ospitate dei bloggers, che sono peraltro la minima parte di tutto ciò), in cambio di… beh, in cambio del bannerino ben nascosto a fondo pagina nella home dell’iniziativa, a quanto pare.
Evabbè, comunque, dice Marco Massarotto, e dicono gli altri che c’erano, Telecom non c’entra niente, e lì s’è fatto proprio un bel lavoro, tanto che sembrava Milano (miii… questa non m’è piaciuta Marco: anche perché sempre più spesso Milano a me sembra Catania, e non nelle sue parti migliori).
Ma io sono un tipo curioso, questo si sa. Così non ho resistito, e mi sono comprato una semplice visura camerale, per capire chi fosse ‘sta One Group srl con sede a L’Aquila. Ed ecco cosa ho scoperto: la One Group srl ha un capitale sociale di 15.600 Euro, detenuto in parti uguali, al 50%, da due soci, Pompa Francesca e Chilante Duilio.
Evabbè, direte voi. E aspettate un attimo, dico io. Da chi hanno acquisito le quote i due attuali soci? Entrambi, nel 1995, da Pompa Pio. Sì, proprio lui, Pompa Pio, o Pio Pompa, se preferite, l’ex dipendente Telecom (doh!) poi passato ai servizi segreti, divenuto noto per storie di Betulle e depistaggi vari. E questa è proprio la sua One Group.
Quindi? Morale della favola? Bah: niente di che, tutto un gran casino che non ho voglia neanche di capire. Ma materiale a sufficienza, direi, per starne alla larga. Prendetelo come il consiglio di un vecchio blogger alle soglie dei cinquanta: la prossima volta, prima di accettare al volo, se non conoscete chi vi offre viaggio e ospitalità, fatela una visurina camerale, [UPDATE: ma fatela giusta, non sbagliata come ho fatto io!] undici ventidue euro e passa la paura 🙂

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  • Antonio ottima idea e grazie delle info. Sul fare una visura camerale per un invito di una pubblica amministrazione, beh uno non uscirebbe più di casa allora. 🙂 Comunque resto contento delle persone che ho incontrato a Catania, cosa ci sia sotto questa storia non lo capisco nemmeno io staremo a vedere.

  • Mi sono ritrovato di recente a declinare il coinvolgimento in due progetti molto interessanti. Mi rendo conto che pur avendo 35 anni e considerandomi ancora relativamente giovane, l’influenza del mio mentore di riferimento gioca il suo peso in ogni scelta che faccio, buona o cattiva che sia. Seguo un filo logico, quello della storia personale e della reputazione prima ancora che della coerenza alla quale certo, spesso mi aggrappo come luce guida nei momenti più complessi.
    Ciao, Fil.

  • ti ho mandato per email dei dati da verificare perchè sembra che tu abbia sbagliato società. Verifica in base ai dati che ti ho mandato e poi facci sapere.
    Grazie e ciao
    w.

  • Io da piccolo imprenditore che ha creato diverse aziende posso dire che mi sono sempre trovato di fronte a persone, come max kava cavazzini, vedevano il marcio perchè la mia azienda era aperta da 6 mesi, un anno. Per accrditarmi con banche fornitori enti ed istituzioni in tempo rapido potevo solo mettere mano al portafoglio e fare da solo, e questo continuo complesso del complottismo che rende fare impresa in Italia difficile e con continui funzionari, tipo max kava cavazzini, che cercano continuamente di vedere il marcio e insinuare marciume senza avere alcune prove perchè se le avesse dovrebbe correre alla magistratura ma, dato che di mestiere lui comunica e sa benissimo che basta insinuare un dubbio e subito una parte di gregge si agregherà. Sarebbe interessante capire quale sia il fine ultimo di TRE nella persona di Max Kava Cavazzini in questa operazione di distruzione della credibilità di una società.

  • [Vado off topic per cercare di inserire nel discorso un punto di vista derivante dalla correttezza dell’informazione che si pubblica online.] Se adesso Pompa Francesca e Chilante Duilio, nonchè Pio Pompa fanno causa all’autore del post, secondo me, c’hanno ragione… (tanto per)

  • Posso dirlo che non mi è piaciuto questo accostamento “perché sempre più spesso Milano a me sembra Catania, e non nelle sue parti migliori” ? Sembra, ma spero di sbagliarmi, che i belli e i buoni siano solo a Milano, e noi qui giù a darvi modelli negativi da importare….

  • solo una piccola risposta perchè certe inesattezze e l’arroganza di wolly non rimangano senza risposta. La prima osservazione è che esiste solo una domanda sulla discussione e non riguarda l’evento di catania ma un altro evento, working capital: è una domanda davvero banale, a cui non è obbligatorio rispondere ma che chiunque si interessi al fenomeno innovazione e finanziamento dell’innovazione solitamente si pone.
    Quando una persona è stupida, non ha mai dubbi, solo certezze. Le persone mediamente normali invece si fanno delle domande. Quindi su Catania è abbastanza normale chiedersi come un comune indebitato fino al collo (ce lo ricordiamo il buco vero?) possa spendere soldi, da dove arrivino, come mai un’azienda piccola appena fondata e senza attività alle spalle (almeno dalle visure) possa spendere 230mila senza un ritorno economico, da dove abbia preso i soldi, perchè abbia deciso (quantomai raro in un evento pubblico) di portare in gita 10 persone per ascoltare un convegno, perchè abbia delegato la gestione operativa alla PA se il bando riguardava anche la gestione operativa degli eventi, quali siano i principi che hanno portato alla scelta. Domande che per altro si sono fatti anche a catania molto prima della cinquantina di persone che ha partecipato alla discussione, come potrai leggere: http://www.ildito.it/a_3306.
    Sono domande, non è obbligatorio rispondere. Non sottointemdono alcunchè, semplicemente cercano di capire.
    Quanto a TI, come già scritto pensavo che avesse pagato direttamente l’evento (visti i rappresentanti presenti, le persone portate in gita, gli organizzatori e promotori, i rapporti tra la città di catania e la società, ecc) ma non è così per cui mi sono scusato e ho rettificato dopo pochi minuti l’errore.

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