Il blog di Antonio Tombolini

Volare: Ryanair offre voli gratis

V

Ecco finalmente uno che ha capito che la pubblicità è morta. Ecco finalmente uno che ha capito che la nuova comunicazione aziendale è fatta di ben altro:

Ryanair offrirà voli gratuiti ai passeggeri della società in crisi Volare per tutte le destinazioni assimilabili alle proprie.

Su un gesto come questo occorrerebbe concentrarsi e studiare nelle ormai pletoriche quanto inutili facoltà di sedicenti Scienze della Comunicazione o negli innumerevoli quanto improbabili Master di Economia & Affini.

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  • >Su un gesto come questo occorrerebbe concentrarsi e studiare nelle ormai pletoriche quanto inutili facoltà di sedicenti Scienze della Comunicazione
    no, lasciale stare: stanno facendo ancora i corsi su Internet e marketing… (io però non faccio testo, ho il dente avvelenato :-))

  • Eh Massimo, ma tu non penso abbia studiato lì dentro. Ti dico che fanno pena; erano bravini, ma sopravvalutati, ora sono pessimi, e decisamente inutili.
    Peraltro, si sono concentrati su queste improbabili versioni di Internet e Marketing, e Pubblicità, quando ci sarebbero altre aree molto più vitali e proficue da sviluppare. Una per tutte? La comunicazione medica (rapporto medico-paziente, ospedale-paziente, ospedale-utenza e via dicendo).
    Ciao!
    Angelo

  • Arrivo con quasi due anni di ritardo su questa pagina (strano, sono italiano ma non ancora un’istituzione), e segnalo che, nel frattempo, Ryanair ha passato British Airways per numero di viaggiatori (nel 2005) e che nessuna linea aerea sembra far parlare di se’ quanto questi irlandesi. A parte l’Alitalia, alla quale Cino & Peppe Airlaines (sic) possono ormai fare concorrenza.
    Regalare dieci per guadagnare diecimila, principio anche noto come “la prima dose e’ gratis”, e’ qualcosa che non viene insegnato nelle lezioni di marketing nazionale. L’ennesimo caso di insegnamenti della strada che battono quelli accademici.

  • Io ho studiato in una cosiddetta università pletorica (Forlì). Ho avuto come professore, tra gli altri, Edward Burmann, che ci ha portato Antonio in carne ed ossa (ai tempi di esperya) a farci una lezione. Solo per dire che non sono tutte così terribili come sembra.
    Divagazione a parte, non credo esista “the one best way” per fare buona impresa. Più che altro bisognerebbe smettere di imparare dai teorici (i consulenti che scrivono libri) e cominciare ad osservare i pratici (gli imprenditori che agiscono con successo). E comunque nulla è per sempre.

  • Io ho studiato in una cosiddetta università pletorica (Forlì). Ho avuto come professore, tra gli altri, Edward Burmann, che ci ha portato Antonio in carne ed ossa (ai tempi di esperya) a farci una lezione. Solo per dire che non sono tutte così terribili come sembra.
    Divagazione a parte, non credo esista “the one best way” per fare buona impresa. Più che altro bisognerebbe smettere di imparare dai teorici (i consulenti che scrivono libri) e cominciare ad osservare i pratici (gli imprenditori che agiscono con successo). E comunque nulla è per sempre.

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