Il blog di Antonio Tombolini

Accordo FIAT Pomigliano: ha ragione la FIOM, parola di liberista selvaggio

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Tanto perché sappiate con chi avete a che fare, sono a favore dell’abolizione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, e a favore della libertà di licenziamento, ma accompagnata da un forte indennizzo, una cosa del tipo 24 mensilità. E tuttavia, oltre che liberista, sono un liberale all’antica, una specie di piccolo Socrate se volete: finché una legge c’è va applicata, e se non ti piace puoi disapplicarla ma il gesto ha dignità solo se ti autodenunci e ne paghi le conseguenze, e se vuoi cambiarla datti da fare per farlo. Che la FIAT possa sottrarsi alla legge in forza di un accordo contrattuale (vedine l’art. 15 del testo dell’accordo su questo punto) è del tutto illegittimo e inaccettabile, come sostiene solitaria la FIOM [PDF].
Tanto perché sappiate con chi avete a che fare, sono uno che pensa il peggio possibile di chi corre a far numero per uno sciopero, o per vedere una partita di calcio, e poi si fa fare un certificato da medico compiacente per non perdere la paga. E penso il peggio possibile anche di chi si imbosca durante le elezioni o i referendum per farsi due tre giorni di festa pagata, munito del certificato da scrutatore o rappresentante di lista elargitogli dal padrino del suo partito di riferimento. E tuttavia, oltre che pallosissimo fissato con la legalità fin nelle cose più piccole, sono anche liberale, e come tale non posso che giudicare illegittimo e inaccettabile l’art. 8 che consente alla FIAT di sottrarsi alle garanzie di legge per il caso di malattia cui tutte le imprese devono sottostare: in caso di “assenteismo” FIAT non paga la malattia a nessuno, compreso chi, visto mai, sta male sul serio. Perché non denuncia i medici compiacenti? E soprattutto, perché tra i suoi dipendenti ci sono tutti questi lavativi irresponsabili, in misura largamente superiore a quanti ce ne sono mediamente in ogni azienda?
Ho una mia teoria, che ritengo piuttosto fondata: FIAT ha costruito i suoi stabilimenti al sud con denaro pubblico, e ha per questo dovuto “ripagare” l’appoggio dei partiti assumendo i clientes da essi imposti anziché lavoratori in gamba, che magari sono rimasti senza lavoro. E ora la cosa si ripropone: all’art. 9 l’accordo prevede due anni (due anni!) di Cassa Integrazione Straordinaria per “dare tempo” (e soldi, no?) a FIAT di ristrutturare lo stabilimento.
Su questo però, mi sembra, nemmeno la FIOM ha avuto qualcosa da ridire.

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  • Del tutto condivisibile.
    Finalmente un pensiero liberale per davvero, perchè i liberali sanno che le libertà si devono esercitare nel pieno rispetto delle regole del gioco e anzi sollecitano la definizione di regole quando non ci sono o non sono sufficienti.
    Ma in Italia nel 2010 sei una mosca bianca, perchè si mal-intende il liberismo con la legge della giungla, ovvero quella del “vinca il più forte”.
    E dal punto di vista Fiat questo tentativo di schiacciare l’assenteismo usando deroghe per importare il modello polacco quanto durerà?
    Mi sembra un (dis)accordo controproducente per tutti.

  • Sono un pò scettico sul tuo abolire l’art 18 e indennizzare con 24 mensilità il lavoratore che non ti va più bene, sai una volta assunto quante volte mi farei licenziare in un anno? almeno una…. io piccolo imprenditore no ho 24 mensilità da poterti dare (30.000 euro mica pizza e fichi) e ti devo tenere, e pensare che posso andarmene da mia moglie ma non dal mio addetto alle pulizie. Ognuno si faccia imprenditore di se stesso
    per il resto sono d’accordo al 100%:)

  • Io ho un pensiero. Che in qualsiasi società civile puoi fare tutte le leggi e le regole che vuoi, ma se queste non sono poi supportate da una educazione etica di fondo falliscono. Un tetto bello, moderno, resistente se posto su fondamenta marcie crolla. Se ha un bambino non insegniamo le regole primarie della convinvenza, dare il “buongiorno” dire ” grazie” provando poi a imporgli a 18 anni per legge che bisogna dare il “buongiorno” o dire il ” grazie” vediamo quali risultati otteniamo. La FIOM e tutti gli altri sindacati nel loro DNA non avevano e non hanno l’idea di creare una classe di lavoratori altamente professionali rispettati e rispettosi delle regole, ma hanno sempre predicato la contrapposizione lavoratore -padrone, con l’obiettivo principale di “abbattere il padrone”.Credendo di metterlo in quel posto al “padrone” ma di fatto lo hanno messo al lavoratore professionale e onesto. Attenzione anche essendo un piccolo imprenditore, stessa critica la rivolgo alla classe imprenditoriale che molto spesso si è comportata molte peggio dei sindacati. Riguardo il caso Napoli e i nuovi scenari globali che volenti o nolenti si prospettano, credo che il problema assenteismo dovrebbe essere risolto dal sindacato stesso per difendere proprio i lavoratori onesti, per un semplice motivo. Il sindacato difende il lavoro dei propri iscritti, la Fiat difende la buona produzione e la redditività . Partendo dal concetto che un uomo deve avere garanzie di ambiente di lavoro, stipendio, malattia etc. per salvaguardare questi principi sacrosanti il sindacato deve creare un ambiente sano ed estirpare il “furbo” . L’azienda rispettando gli accordi presi ha diritto di portare altrove la produzione se la mattina su 100 persone 30 stanno a casa a dormire.

  • […] Accordo FIAT Pomigliano: ha ragione la FIOM, parola di liberista selvaggio Tanto perché sappiate con chi avete a che fare, sono a favore dell’abolizione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, e a favore della “libertà di licenziamento” ma accompagnata da un forte indennizzo, una cosa del tipo 24 mensilità. blog: simplicissimus | leggi l'articolo […]

  • Grazie Antonio, fa sempre piacere leggere punti di vista coerenti con idee esposte preventivamente con estrema chiarezza. Sembra banale, ma si è persa l’abitudine di prendere posizione dando prima le coordinate di partenza .
    Condivido ciò che hai scritto con il consueto dono della sintesi che contraddistingue le tue analisi, hai centrato i nodi della questione ovvero il tentativo della Fiat, o di chi usa la Fiat come cavallo di Troia, di muoversi al di sopra di leggi e regole che tutti devono rispettare fintanto che ci sono.
    In merito all’argomento quoto al 100% il commento di BOB. Visto che lui è un piccolo imprenditore e io un dipendente di società privata, ho solo da aggiungere che, nelle rispettive categorie, mi pare ci si ritrovi in pochi a pensarla allo stesso modo.

  • Si Bob hai ragione allora chiediamo a Marchionne di renderci i soldi che abbiamo prestato alla fiat dal 76 a oggi e poi puo’ fare cosa gli pare.
    troppo comodo fare macchine che fanno schifo ( ti faccio presente che la fiat risparmiamava su tutto ai tempi delle punto e delle uno spacciate come auto ) e poi dare la colpa agli operai
    Incominciamo a fare come fanno negli stati uniti ok..licenziamo anche i dirigenti .
    Invece nulla..perche’ gestire una impresa come la fiat cosi ‘ alla azz de cane sono capaci tutti tanto poi c’e’ lo stato che foraggia.
    Se poi marchionne vuole spostare la fiat all’estero..prego..si levi dalle pa..lle
    Gli operai se sono furbi creano una azienda per conto loro e gli fanno le scarpe alla fiat ( tanto ci vuole poco)
    ciao ciao

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