Il blog di Antonio Tombolini

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A

Papa Ratzinger commenta così dalla vacanza alpina gli attentati di Londra:

Il terrorismo e’ irrazionale. Non c’e’ uno scontro tra civilta’. Sono piccoli gruppi di fanatici.

Aspettiamoci una dura reprimenda nei suoi confronti da parte di Ferrara,  che farà il paio col pronto adeguamento alla tesi papale del duo Pera-Casini.

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  • Incredibile! Per la prima volta da tempo immemorabile sono d’accordo (quasi) completamente con un’affermazione Papale.
    Il quasi si riferisce solamente al fatto che non sono in grado di stabilire il metro con cui giudicare dimensionalmente “piccoli” i gruppi di fanatici, ma per il resto concordo e sottoscrivo.
    Edgardo

  • E chissà che cosa pensano i ferrariani o fallaciani dei poveri (come quelli del periodico locale che titolò: “Vescovo ucciso dai musulmani”) della svolta nelle indagini per l’omicidio di monsignor Locati in Kenya. (copio e incollo da misna.org)
    Due sacerdoti cattolici keniani sono stati fermati e interrogati dalla polizia di Isiolo in relazione all’omicidio di monsignor Luigi Locati, il vicario apostolico ucciso il 14 luglio in circostanze ancora non chiarite. La MISNA lo ha appreso da fonti locali. I due – di cui non sono state fornite le generalità – non sarebbero stati formalmente incriminati ma si trovano ancora in stato di fermo; in passato avevano avuto dissidi con il missionario italiano, che dal 1996 era il vescovo di Isiolo, 250 chilometri a nord di Nairobi. Secondo fonti della MISNA, uno dei due sacerdoti era stato rimosso un anno fa dall’incarico nella parrocchia di Tumaini per una gestione poco chiara di fondi; attualmente era impegnato in una clinica di Isiolo senza incarico pastorale. L’altro era attivo nella ‘Macci Boys and Macci Girls school’ di Merti, circa 200 chilometri a est da Isiolo. La scuola, che monsignor Locati aveva fondato e voleva aperta a tutti i gruppi etnici senza distinzione religiosa, gli aveva poi procurato alcuni problemi: alcuni esponenti locali della comunità Borana volevano controllare direttamente l’istituto. La scuola era stata chiusa di recente dopo polemiche sulla sua gestione e nuovi dissidi tra i responsabili e gli insegnanti. La MISNA ha appreso che la polizia di Isiolo potrebbe interrogare anche altri esponenti della chiesa cattolica locali, compreso i responsabili del vicariato, che si estende su un territorio di oltre 25.000 chilometri quadrati in un’area arida e semi-desertica del centro-nord del Kenya. Ieri tutta la comunità locale – compresi migliaia di musulmani – si è raccolta nella cattedrale per l’ultimo saluto al vescovo Locati. A Isiolo è intanto arrivato il vicario apostolico pro-tempore, monsignor John Njue, coadiutore dell’arcidiocesi di Nyeri, in attesa dell’arrivo del nuovo vescovo.
    Lo scontro di civiltà ferisce chi lo vede ovunque…

  • Copio e incollo anche l’aggiornamento
    Si chiamano padre Cyiril Mukuchia, meglio noto come ‘Wario’, e padre Peter Malley Guyo Wako i due religiosi keniani fermati ieri dalla polizia di Isiolo (250 chilometri a nord di Nairobi) in relazione alle indagini sull’omicidio del vicario apostolico monsignor Luigi Locati. Lo riferiscono alla MISNA fonti locali. “Sono scioccato, non so se siano davvero coinvolti, tutti sapevano di alcuni contrasti tra loro e il vescovo, ma questo non basta a spiegare quello che è accaduto” ha detto alla MISNA una fonte che ha chiesto di restare anonima. Secondo le informazioni raccolte, i religiosi – entrambi di etnia Borana – erano in qualche modo coinvolti nella gestione delle due scuole (Macci Boys and Girls school) nella parrocchia di Merti, 200 chilometri a est di Isiolo. Ufficialmente padre Wario, parroco di Merti, era di fatto l’amministratore della scuola, mentre padre Malley ricopriva l’incarico di direttore dell’ufficio per le Vocazioni per la diocesi di Isiolo e di parroco di Tumaini. Non è ancora chiaro il livello di coinvolgimento diretto dei due sacerdoti nella vicenda della scuola, ma le informazioni raccolte finora dalla MISNA sembrerebbero confermare l’ipotesi che dietro la morte del vescovo vi siano alcune delle scelte effettuate dal presule in merito ai due istituti di Merti. “Monsignor Locati aveva deciso circa un mese fa di far chiudere le due scuole, soprattutto a causa del forte debito che le strutture avevano accumulato, ma anche perché da alcuni mesi gli istituti sembravano accogliere solo membri dell’etnia Borana e pare che gli appartenenti alle altre etnie che popolano la zona fossero stati allontanati a volte anche in malo modo” racconta la fonte della MISNA. L’esclusione delle altre tribù dalla scuola aveva profondamente turbato il presule originario di Vercelli, che aveva fatto del dialogo tra etnie e religioni uno dei punti fermi della sua opera. Per questo, e considerata anche la pessima situazione in cui versavano le casse delle scuole (pare che ormai nessuno studente pagasse più la retta istituita), monsignor Locati aveva deciso di chiuderle, sollevando il malcontento di alcuni esponenti della comunità Borana che vedevano così venire a mancare una fonte di reddito (gli stipendi di coloro che lavoravano nella struttura) e il sostentamento dei giovani della comunità, che dalla scuola ricevevano cibo e altri piccoli aiuti.

  • Conoscevo bene don Luigi, io sono di Santhià, in prov di Vercelli ed i miei nonno materni era andati più volte in kenya con mons. Locati.
    Non nego che potesse attirare su di se la malvolenza di qualche individuo in quanto diceva sempre tutto ciò che pensava senza filtri…
    Una persona comunque che nonostante la durezza del suo carattere ha saputo creare cose grandissime, scuole villaggi etc… Non potete comprendere o nemmeno immaginare ciò che mons. Locati ha costruito se non lo vedeste! So che mons. Piero Gheddo sta scrivendo uno dei suoi meravigliosi libri sulla vita di don Luigi, forse lo avrà già anche completato, comunque se volete informazioni o volete contribuire alla sua opera in Kenya contattatemi e vi metterò volentieri in contatto con chi può spiegarvi bene tutto..
    Paolo
    gemboypaolo@libero.it

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