Il blog di Antonio Tombolini

Autori, volete guadagnare con l'opera? Lavorate!

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Tasmine Little
Uno dice beh, è l’opera dell’ingegno, va premiata… e perché mai? E metterci, oltre all’ingegno, anche un po’ di sudore?
Prendete esempio da Tasmin Little, violinista.
Ha fatto un CD, The Naked Violin. E’ in vendita a circa 20$. Ma non sta lì ad aspettare che noi si muova le chiappe per correre a comprarlo. Ci ha piantato su un tour fittissimo, tra marzo e giugno, una cosa da farsi un mazzo così. Ha reso disponibile il download gratuito di tutto il CD, con tanto di PDF ad alta risoluzione per stamparsi la copertina. Ha registrato e messo online delle sue personali introduzioni al disco e a ogni brano, da ascoltare prima dei brani o da scaricare per aggiungerle al proprio personale CD. E ha lanciato la sua sfida in tre passi:

    1. Ascolta le mie introduzioni parlate e poi scarica gratis il CD.
    2. Prenditi un po’ di tempo per ascoltare la musica e fare conoscenza coi brani. Poi scrivimi e dimmi cosa ti è piaciuto (e cosa no) di ogni pezzo.
    3. Vieni ad un concerto, compra un CD o scrivimi per dirmi che cos’altro ti ha fatto decidere di non fare né l’una né l’altra cosa!

Grande Tasmine!

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  • Dario, mi sa che ho titolato male, io intendevo proprio l’opera in senso generale, l’opera di ogni autore: la musica di un compositore, l’esecuzione di un musicista, il quadro di un pittore, il libro di uno scrittore… il codice di un programmatore!

  • è l’opera dell’ingegno, va premiata… e perché mai?
    Risposta: va premiata, perché dietro c’è lavoro, ecco perché… altrimenti, come dissi già un’altra volta, fare musica, scrivere, fare arte in genere si ridurrà ad un semplice hobby per ricchi che possono permettersi di spendere soldi, a vuoto…
    Senz’altro una geniale operazione di marketing, simile a quella che hanno fatti i Radiohead con il loro ultimo album, ma alla lunga non dura…

  • No, non va premiata come tale. Un’opera dell’ingegno può:
    – essere una stronzata, e quindi gli va bene se non è punita
    – non-essere, in quanto nessuno la vede e la incontra
    E se a favorirne l’incontro non è il creatore dell’opera, chi altri?
    Insomma, il premio, proprio perché è tale, bisogna guadagnerselo. E ovviamente – anche sudando – il risultato è tutt’altro che garantito. That’s life.

  • Certo che il premio bisogna guadagnarselo, chi dice il contrario?
    Far conoscere la propria opera è dovere dell’autore, ma la promozione dell’opera è dovere di agenti ed editori… a ciascuno il suo mestiere! 😉

  • Nella storia dell’arte ci sono stati artisti che hanno saputo vendersi, altri no. Il sapersi vendere è un talento che non ha a che fare col valore artistico. L’artista che si sa vendere ha una vita più facile. Quello che non si sa vendere avrebbe bisogno di un venditore, ma è difficilissimo trovarlo, perché i buoni venditori guadagnano di più a vendere armi, bond rischiosi, aziende e immobili. L’ideale sarebbe trovare venditori con passione artistica, che vogliano dedicarsi a vendere artisti, come fu per i grandi mercanti come Sidney Janis o Leo Castelli (pop art) o Norma Granz (jazz)

  • Ciao a tutti!
    Condivido totalmente quanto affermato nel post e quanto è stato sottolineato dai commenti.
    Per poter vendere un libro è importante:
    – che agli autori piaccia davvero
    – che chi decide di venderlo lo faccia sul serio
    – che si osi, ci si impegni parecchio e ci si metta la faccia.
    Vi informo di un caso che sta avendo successo di due autori che dopo svariate “porte chiuse in faccia” hanno deciso di auto-editarsi.
    Io ci ho creduto e ho deciso di impegnarmi a promuovere il romanzo e la scelta.
    Per maggiori informazioni http://www.essedi.org
    Grazie, a presto
    Cristina

  • Ottimo, Cristina. Ora secondo me manca solo un passo: perché non renderlo disponibile, magari a 2-3 Euro, in formato Ebook, impaginato come si deve, ovviamente? E magari abbinare a chi se lo compra in formato ebook un piccolo sconto per le copie di carta che acquisterà?

  • ricordo quando anni fa un grande direttore d’orchestra apostrofò una violoncellista in questo modo:
    “signorina, lei ha tra le gambe uno strumento che potrebbe regalare piacere a milioni di persone e l’unica cosa che riesce a fare è grattarlo?”

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