Il blog di Antonio Tombolini

Barnes & Noble riapre il mercato dei libri

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Chi è vecchio almeno quanto me ricorda ancora che quando Amazon nacque si discuteva se sarebbe mai riuscita ad avere la meglio su quello che all’epoca era il più grande libraio del mondo, Barnes & Noble, con le sue 800 librerie sparse in tutti gli USA.
Ebbe la meglio Amazon, prendendo la scorciatoia: niente librerie brick & mortar (il passato), solo vendite online.
Barnes & Noble riapre oggi la corsa, imitando la strategia di Amazon di allora, attraverso l’acquisizione, appena annunciata, di Fictionwise, per 15,7 milioni di $. Fictionwise è la più grande libreria online di soli ebook.
Agli esordi di Amazon la battaglia sul mercato dei libri si giocava sul campo della transizione dalle vendite offline a quelle online, e Amazon vinse scegliendo di dedicarsi esclusivamente a queste ultime, scommettendo sul fatto che le vendite di libri si sarebbero spostate in gran parte online. Il vantaggio di Amazon consisteva nel fatto di non avere (al contrario di B&N) capitali immobilizzati in forma di negozi brick&mortar da ammortizzare.
Oggi la battaglia sul mercato dei libri si gioca sul campo della transizione del libro dal formato cartaceo a quello digitale, e Barnes & Noble cerca di vincere acquisendo il più grande sito di vendita di soli ebook, scommettendo sul fatto che i libri verranno in gran parte prodotti e comprati innanzitutto in formato digitale. Il vantaggio di Barnes & Noble consiste oggi nel fatto di non avere (al contrario di Amazon) capitali immobilizzati in forma di enormi strutture logistiche e depositi di libri da ammortizzare.
Amazon dovrà reagire. E l’unica reazione possibile sarà, a brevissimo termine, un’ulteriore spinta verso gli ebook, a svantaggio dei libri di carta, con una progressiva dismissione (a partire dagli USA) delle strutture logistiche. Come si concretizzerà, dopo l’uscita di Kindle 2 ed il rilascio dell’applicazione Kindle per iPod-iPhone, questa ulteriore spinta sugli ebook da parte di Amazon? Credo che assumerà le forme di un forte invito agli editori a rilasciare le licenze per Kindle non più solo per gli USA, e non più solo in formato protetto da DRM.

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  • DISCLAIMER: scusa Antonio se dico baggianate. Sono un e-profano
    Perchè non chiami Jeff Bezos e gli proponi di introdurre tramite te il Kindle in Italia, magari con un bell’accordo con vodafone (se ne era parlato un pò di tempo fa) per la distribuzione wireless e con un altro bell’accordo (con l’aiuto di Bezos) con le case editrici americane che già vendono sui Kindle in USA?
    Alla fine le case editrici italiane (sappiamo bene quanto aperte all’innovazione…) non potrebbero che arrendersi e aprirsi al (nuovo) mercato…

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