Il blog di Antonio Tombolini

Edigita vuole l'esclusiva: dagli altri, ma non dai fondatori

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Come è noto Edigita, la nascente piattaforma di distribuzione ebook costituita con quote paritarie da RCS, Feltrinelli e Messaggerie, ha ottenuto il 21 luglio scorso il via libera dall’Antitrust, e dovrebbe passare ora alla fase operativa, di implementazione della piattaforma stessa e di definizione della proposta commerciale rivolta agli editori.
Di solito i documenti ufficiali di una Authority sono poco più che barbosi atti burocratici di scarso interesse, ma stavolta forse non è così. Dal provvedimento, che può essere scaricato direttamente dal sito dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato [PDF: Provvedimento 21386 del 21/07/2010 su RCS LIBRI-EFFE 2005 FINANZIARIA FELTRINELLI-MESSAGGERIE ITALIANE/EDIGITA EDITORIA DIGITALE ITALIANA], emerge un aspetto che – almeno per me – è piuttosto sorprendente.
Come gli addetti ai lavori sanno, e come il direttore generale di Edigita ha confermato (e tentato di motivare) ufficialmente in occasioni pubbliche, Edigita chiede agli editori che intenderanno distribuire i loro ebook attraverso quella piattaforma un vincolo di esclusiva. In pratica, se un editore decide di usare Edigita per distribuire i propri ebook, non potrà usare alcuna altra piattaforma di distribuzione.
Esprimevo da questo blog le mie perplessità sul punto qualche tempo fa, attribuendo quello che io ritengo un errore (la richiesta di esclusiva) ad una scarsa comprensione del mondo digitale e della rete da parte di Edigita:

Questo è un punto assai importante, che a mio avviso fa subito comprendere chi ha capito le logiche della rete e chi no: quelli di Edigita, per ora, no.
L’esclusiva della distribuzione, infatti, può avere un senso nel mondo della distribuzione di beni fisici (…). Nel digitale no, nel digitale l’esclusiva non ha alcun senso, soprattutto nella fase nascente del mercato degli ebook l’editore deve poter essere libero di raggiungere tutti i punti vendita possibili, e se una certa piattaforma non lo fa, deve poter aderire anche alla piattaforma che invece lo fa.

Ora, alla luce di quanto appreso attraverso il documento dell’Antitrust, devo correggermi, almeno parzialmente: forse Edigita non ha compreso questo aspetto, ma i tre soci fondatori mostrano invece di averlo compreso eccome! Ecco infatti quanto si legge nel documento citato:

“Le imprese madri si riservano la possibilità di concludere contratti per la distribuzione on-line dei propri libri con piattaforme diverse da Edigita, fermo restando che quest’ultima sarà utilizzata dalle parti per la gestione dei file.”

Non credo ci sia bisogno di molti commenti: mentre Edigita si rivolge agli editori pretendendo l’esclusiva, i suoi soci fondatori si sono premurati di precisare – fin nei patti parasociali che regolano la costituzione di Edigita! – di sottrarsi esplicitamente alla stessa.
Ora, almeno per quanto mi riguarda, la domanda più interessante non è tanto Ma come si fa a chiedere una cosa agli altri mentre la si vuole escludere per sé?
La domanda più interessante, almeno per quanto mi riguarda, è un’altra: quanto ci credono realmente essi stessi, i soci fondatori, a Edigita e alla sua efficacia sul mercato?
[Tanto perché sia chiaro il mio pensiero: spero che tutto ciò porti Edigita a rivedere la sua politica commerciale, rinunciando alla richiesta di esclusiva nei confronti degli altri editori, come saggiamente i tre gruppi editoriali fondatori hanno preteso di fare per sé.]

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  • E’ evidente che si cerca in tutti i modi di mantenere il controllo sul mercato e sopratutto di scoraggiare piccoli ed indipendenti ad intraprendere la strada della nascente editoria digitale. Propio grazzie alle potenzialità degli ebook ed in generale alle produzioni multimediali in rete si potrà avere una maggiore pluralità di informazione e di diffusione della cultura, riuscendo ad avvicinare anche quelle fasce di popolazione che abitualmente non leggono e non si informano. Questo fatto dell’esclusiva non si evinceva dai molti annunci alla stampa ma sopratutto credo sia la strada per selezionare chi può e chi non può distribuire eliminando la concorrenza.

    • Alessandro, la richiesta di esclusiva da parte di Edigita veniva affermata da alcuni editori che avevano ricevuto la proposta, ma è diventata poi di dominio pubblico quando a Editech 2010 il moderatore di una delle tavole rotonde (Mauro Zerbini, a.d. di IBS.it) pose la domanda esplicita al direttore generale di Edigita (Renato Salvetti) del perché chiedessero l’esclusiva, e Salvetti motivò la cosa. Il video della tavola rotonda cui mi riferisco è qui (al punto 1:08:40).

  • Antonio, innanzitutto grazie per averci reso coscienti di tutto ciò; senza il tuo post non sarei andato mai a leggere il documento integrale dell’authority.
    La situazione è davvero preoccupante, come al solito ognuno fa i propri interessi, ma che un editore venga vincolato nei propri canali di distribuzione mi sembra davvero troppo.
    Per il momento, oltre BookRepublic, in Italia non ci rimane che aspettare di conoscere cos’ha in mente Mondadori!
    Staremo a vedere

    • Hey, Francesco, non per dire, ma a dire la verità l’unica piattaforma di distribuzione ebook ad oggi funzionante in Italia è quella di Simplicissimus, ovvero STEALTH. La stessa BookRepublic per ora è uno store (il loro store), ma non è in grado di distribuire (anche se spero si mettano in grado di farlo presto, vorremmo anche noi, nello store Simplicissimus, vendere i loro ebook, come abbiamo già chiesto di poter fare). Chi inserisce un proprio ebook oggi su Stealth lo trova domani in vendita non solo nello store Simplicissimus, ma anche su IBS.it, e tra un paio di settimane anche su BOL.it, e Libreriauniversitaria.it, e Webster.it, e molte altre ancora. Tutti parlano di “distribuzione”, ma distribuire per noi significa questo: offrire all’editore un posto unico in cui depositare e gestire i propri titoli, e far sì che questi si ritrovino automaticamente in vendita con tutte le principali librerie online. E scusate lo spot, volevo evitarlo, ma il mercante che è in me, stuzzicato da Francesco, non ha resistito 🙂

  • Non è così strano che Edigita voglia l’esclusiva: nella distribuzione libraria è normale, e come è evidente Edigita è un pachiderma che nasce per applicare le logiche editoriali tradizionali al nuovo mercato. Personalmente e come editore ho abbracciato fin dall’inizio Simplicissimus di cui apprezzo ogni giorno di più la visione, che sono certo finirà per imporsi.

  • Silvio, è chiaro perché Edigita voglia l’esclusiva. Quello che non capisco è perché un editore dovrebbe dargliela. L’unico modo realistico per essere presenti in tutte le librerie e quindi raggiungere tutti i lettori è essere presenti su più piattaforme.

  • Personalmente Antonio, credo che la mossa di ottenere l’esclusiva da parte di Edigita abbia un fine molto più interessante della sola distribuzione.
    Credo di averti anticipato qualcosa in una mail, alla quale però, non è mai seguita risposta da parte tua.
    Spero sia arrivata a destinazione, se così non fosse, contattami al presente indirizzo e-mail. Ho qualcosa da dirti.

  • Sono d’accordo l’esclusività è una follia. Inoltre, vorrei capire come ci si possa garantire sulle vendite effettivamente fatte.
    Per i libri si dispone del bollino SIAE, in questo caso di cosa si dispone? Della fiducia verso questi grandi o piccoli gruppi?

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