Il blog di Antonio Tombolini

L'infamità antisemita di Gianni Vattimo

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L'infamità di Gianni Vattimo
Mentre sfogliavo La Stampa di oggi alla ricerca di un trafiletto che mi riguarda (ne dirò a parte) mi sono imbattuto (pagina 35, Cultura & Spettacoli) nell’occhiello di cui sopra:

Gianni Vattimo: “Non ho mai creduto al Protocollo dei Savi di Sion ma ora ci sto ripensando”

Per chi non lo sapesse, il Protocollo dei Savi di Sion è uno dei più clamorosi falsi della storia, costruito ai primi del ‘900, utilizzato a piene mani a fondamento di tutti gli antisemitismi.
Spero che Gianni Vattimo abbia il pudore e l’onestà di scusarsi al più presto di questa enormità infame. O che – in subordinata – usando delle sue infinite risorse retoriche, ci spieghi almeno che stava scherzando.
Che smentisca subito la buia profezia che Malvino ventilava, a proposito di antisemitismo, non più in là di ieri:

Più di un terzo della popolazione italiana è potenzialmente antisemita? Più del 33% è un bel po’ di gente, senza dubbio. La politica non deve farsi carico dei bisogni della gente? Vedrete, ci sarà chi vorrà farsene carico. Senza antisemitismo, sennò, che medioevo è?

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  • Finchè il popolo di Palestina, la gente comune che ogni giorno soffre veramente, avrà simili mentori la pace sarà lontana, perchè così non si cerca il dialogo ma lo scontro,avvallando per di più un falso documento storico.
    E’ un anteggiamento contro “a prescindere”, mentre oggi il popolo di Palestina ha necessità urgente di atteggiamenti pro e dell’aiuto di persone di buonsenso.
    L’articolo sulla Stampa soprattutto nella parte finale è illuminante di questa situazione.

  • Dici che un intellettuale della caratura di Vattimo sia in cerca di voti antisemiti nella piccoloborghesia ipocrita e silenziosa, ora che il PDL ha sdoganato 25 aprile, 1 maggio & co? Fatico a pensarlo, ma manco lo escludo del tutto. Del resto Veltroni in campagna elettorale quando parlava di sicurezza sembrava un mix tra casalinga di Voghera e Borghezio in buona.

  • Contras prob. rimanda alla vera questione Protocolli: non l’autenticità, ma la verisimiglianza andrebbe indagata.
    Ma di tutto si può discutere, tranne che dei lati oscuri dell’ebraismo. Il che costituisce già una prova indiretta delle accuse ‘antisemite’. O no?

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