Il blog di Antonio Tombolini

L'Italietta del Caso Calipari

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Gianni LettaNicola CalipariDa sottoscrivere, anche dopo l’avvenuta pubblicazione del sedicente contro-rapporto italiano, l’analisi di Giuseppe D’Avanzo su Repubblica.

La sostanza è questa: fatta la tara di tutte le bubbole sparate a vanvera dalla cosiddetta sinistra radicale – e sfruttate, fino allo sbugiardamento odierno dal governo Berlusconi – (le verità indicibili promesse dal compagno della Sgrena, l’inesistente auto che pedinava quella italiana sulla via dell’aeroporto, l’altrettanto inesistente aereo che nel frattempo spiava dall’alto, le inesistenti 3-400 pallottole, l’inesistente avvertimento dato agli italiani, e altre amenità), resta nella sua nudità la scelta fatta dalla politica italiana, tutta intera, governo e opposizione, su quel terreno.

La scelta di lasciar gestire la cosa alla persona e ai modi del signor Gianni Letta: si tratta coi terroristi e li si paga, poche balle. E se per farlo occorrerà farlo di nascosto dagli americani, bene, faremo anche questo.

Fedele al suo giuramento di servizio allo Stato (e in questo senso eroico), Calipari ha obbedito. Fino a pagare fatalmente con la sua morte questa strategia.

Strategia giusta? Sbagliata? Non possiamo dirlo, nessuno ce ne ha fatto discutere prima. Oh, non dico a noi cittadini, ché certe cose vanno di necessità gestite in termini di emergenza. Ma neanche il Parlamento fu informato di nulla, preferendosi la via dei rapporti informali Letta-OpposizioneBenedicente.

Di sicuro una strategia clandestina, e questo, in democrazia, non va mai bene.

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