Il blog di Antonio Tombolini

Lo sciopero dei giornalisti-sacerdoti

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Oggi i giornalisti fanno sciopero. Dice che con quest’andazzo di collaborazioni volanti chissà dove andremo a finire, il Grande Giornalista è preoccupato, preoccupatissimo: mica per lui e le sue tasche, no, è preoccupato per noi, per la Qualità dell’Informazione.

Mah. Io so che ho capito di più, negli ultimi giorni, sulla realtà e la consistenza del mercato del vino in Italia leggendo I numeri del vino, il neonato blog di Bacca, che non leggendo tonnellate di articoli su giornali e riviste specializzate.

Mah, io so che ho capito di più del vino e dell’America, e del vino in America, dal blog-reportage del viaggio che Gianpaolo Paglia (Poggio Argentiera) ha fatto negli States, che da tante dotte disquisizioni di giornalisti e marketers specializzati.

Amici giornalisti, vedete un po’ voi: a me mi sa che la vostra professione (come tante altre, un giorno dirò qualcosa di quella del venditore) avrebbe un gran bisogno di ripensarsi criticamente. Ma se preferite barricarvi dietro i vecchi concetti e tutelarvi in quanto casta sacerdotale, attenti: la secolarizzazione è un processo che non coinvolge (e travolge) solo le religioni, ma qualsiasi clericalismo, quelli professionali inclusi.

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  • Anche i farmacisti erano preoccupati per la nostra salute; pure i tassisti si preoccupavano che viaggiassimo meglio; quanto agli avvocati, erano preoccupati per le nostre future detenzioni, e via cosi’. Incidentalmente, e’ il secondo sciopero in prossimita’ di un fine settimana.
    [Ammappala che acido che sono, devo andare a confessarmi]
    Grande e’ la confusione sotto il cielo, eccetera. Aspetto con ansia un post sui venditori 😉

  • ma cosa dici mai Antonio, vuoi essere preso di petto da qualche giornalista professionista trombone che crede che i bloggers siano solo dei dilettanti allo sbaraglio e l’informazione corretta e intelligente la possano fare solo loro appartenenti alla corporazione, pardon, alla categoria dei G I O R N A L I S T I P R O F E S S I O N I S T I ?
    Suvvia non essere ingenuo !…

  • Diceva una signora : “Le uniche novitá su i giornali, sono i risultati delle partite di calcio”. La credevo un battuta ma la cosa si sta avverando. Ed i giornalisti smaniano. Invece sbrigati a raccontarci : “come tante altre, un giorno dirò qualcosa di quella del venditore” che ci (mi) interessa un po´di piu´…..

  • > Invece sbrigati a raccontarci : “come tante altre, un giorno dirò qualcosa di quella del venditore” che ci (mi) interessa un po´di piu´…..
    Giusto, Antò……….sbrigati mò!

  • Bah, da parte interessata – NOI giornalisti scioperiamo perchè gli editori non ci rinnovano il contratto dal febbraio 2005, e soprattutto si ostinano a credere che si possa vivere con poche centinaia di euro…l’anno – vi dirò che uno “scioperino” (per i motivi di cui sopra) ci sta anche bene, ogni tanto…Alla radio si sente solo musica, alla tele danno vecchi film, nella cassetta della posta entra solo pubblicità…
    Ieri, giovedì 5 ottobre, sono andata a vedere una fiera importante (nel suo settore), per aggiornamento professionale e personale (non si vive di solo vino) e qualcuno s’è meravigliato: che ci fai qui, non sei in sciopero?? Certo, ho risposto, per questo sono qui! se fossi stata al lavoro, per farmi una mezza giornata di “aggiornamento” avrei dovuto prendermi ore di ferie…
    …che mondo, che mondo!!
    Parliamo di cose serie: Antonio, non è che stai riscrivendo quella specie di Bibbia (del venditore) che è “Il venditore meraviglioso”?? Bada che l’ho letto, eh!
    Lizzy

  • Lizzy, purtroppo è il solito Antonio, fermissimo anticlericale che critica tutti e tutto.
    Credo sia ovvio che il giornalista professionista debba sostenere di essere preoccupato per la qualità dell’informazione anche se in realtà non lo pensa veramente.
    E come dire che il medico è preoccupato per la salute dei suoi pazienti. A volte sarà anche vero, ma spesso resta per lo più indifferente e mira quasi esclusivamente alla propria tasca ed alla propria carriera!
    E’ scontato però che anche se i suoi principi non sono “totalmente umanitari” non va a dirlo in giro. Perderebbe la fiducia dei propri pazienti e la stima di tutti!
    Pertanto, non comprendo le critiche di Antonio ai giornalisti, nonostante io comprenda che in fondo questo è il suo lavoro!

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