Il blog di Antonio Tombolini

Nicolas + Ségolène = Nouvelle Politique

N

nicolas+segolene.jpg

Non c’è un politico che sia uno che in Italia abbia il coraggio di sfidare i leader-mummia imperanti con un gesto di rottura, mandandoli al diavolo semplicemente cominciando a dialogare davvero coi cittadini, tirandosi fuori dalla logica stantia dei comunicati stampa tutti interni al palazzo.

Non c’è un Sarkozy a destra, non c’è (men che meno!) una Royal a sinistra. I nostri aspiranti-leader preferiscono, mummie-solo-un-po’-più-giovani quali sono, aspettare di diventare vere mummie anch’essi, per succedere alle mummie al comando all’insegna della più deprimente continuità.

E allora, per una volta, lasciate che un italiano gridi Que vive la France!

[E’ ovvio che poi, là, dai nostri cugini, vincerà Ségolène Royal: come volete che perda una con un nome così strepitoso? Potenza della comunicazione, perfino nei nomi.]

Add comment

  • Da http://www.beppegrillo.it – 17 novembre 2006
    “Qualcosa sta cambiando.
    Se una donna nata a Dakar in Senegal. Madre di quattro figli senza essere sposata. Che convive da venticinque anni. Una donna che dichiara che gli insegnanti francesi devono lavorare a tempo pieno e non solo diciassette ore. Con scandalo dei sindacati e delle sinistre francesi. Che ha introdotto gratuitamente la pillola del giorno dopo in tutti i licei. Che ha previsto il congedo di paternità per la nascita dei figli. Che è definita populista, antiparlamentare sommaria, guardia rossa di Mao. Ma anche Zapatera francesa.
    Se una bella signora di 53 anni che propone giurie popolari estratte a sorte che a scadenze fisse giudichino l’operato dei politici. Che vuole ridurre a due i mandati per ogni politico o funzionario pubblico. Che chiede di eliminare l’uso dell’amnistia per i politici. Che pensa che le rivolte nelle banlieue parigine nascano anche dalla corruzione dei politici.
    Se un’elegante socialista francese che crede al rinnovamento dello Stato dal basso. Dalle realtà e dai movimenti locali. Che pensa ai cittadini in termini di intelligenza collettiva. Che parla con le persone nel suo blog. Che se ne infischia dell’apparato.
    Se una donna così vince le primarie socialiste per la corsa alla presidenza francese qualcosa sta cambiando.
    Poi guardo Prodi, Bertinotti, Berlusconi. Settantenni d’oro. E Fini, Casini e D’Alema, cinquantenni di piombo. E mi riprende lo sconforto.
    Liberalizziamo la politica europea. Libera circolazione di deputati. Proponiamo uno scambio tre per uno ai francesi: Bindi, Turco e Santanchè per Ségolène Royal. E un conguaglio di un paio di miliardi di euro a carico degli italiani. Pagherebbero tutti, volentieri e subito.”
    Antonio, forse questa volta sei d’accordo con Grillo. 🙂

  • Per il solito gusto da bastian contrario vorrei scrivere un elogio, come quello di Grillo…ma per Sarkozy! Chissà perchè, ma al sottoscritto quando si tratta di USA, di Inghilterra, di Francia o di Germania la differenza tra un fronte e l’altro non mi appare scandalosa, come qui in Italia. Mi spiego meglio starei da una parte o dall’altra senza tante sofferenze.
    E’ qui nel mio paese invece che non me la sento di schierami con il Berlusca, ma poi quando vedo che Prodi ne è la copia speculare…m’assale la più nera disperazione.
    In questi giorni ho ascoltato un po’ di dirette dalla Camera e dal Senato (da RR) e vi sarà facile comprendere la mia desolazione.

  • Ebbene sì, Anderlì, stavolta, e su questo, sì 🙂
    E tuttavia, in mancanza di Ségolène, non ripiegherei MAI su una bufala autentica come il “ministro Di Pietro”, che Grillo trova tanto simpatico, e che si guarda bene dall’elencare tra i “piombi” (come invece meriterebbe a pieno titolo).

  • Aspetta, aspetta, aspetta un attimo ‘nto!!!
    Mi spieghi meglio, per favore?
    > una bufala autentica come il “ministro Di Pietro”
    Come mai?
    > si guarda bene dall’elencare tra i “piombi” (come invece meriterebbe a pieno titolo)
    Cosa vuol dire piombi?!?!!?
    Mi spieghi Antonio, per favore?
    Grazie

  • Nella gestione della cosa pubblica c’è solo una cosa peggiore della cattiva fede e della disonestà, ed è l’ignoranza: Di Pietro, con la sua sedicente “Italia dei valori”, è l’ignoranza, crassa e arrogante per di più, al potere. Grillo ha mostrato più volte di sposare e appoggiare le peggiori derive populistiche e demagogiche di Di Pietro.
    Il riferimento ai “piombi” riguarda i “cinquantenni di piombo” di cui parla Grillo nel post che hai incollato qui sopra, tra i quali – non a caso – non inserisce Di Pietro.

  • Antonio, ho capito la tua posizione, adesso; anche se a me non sembra così negativo Di Pietro, nel grigiore del panoramo politico italiano.
    Che poi sia ignorante questo è anche possibile, ma non tanto più di altri molto peggiori di lui.
    Il problema, a mio parere, è più nel riuscire a trovare qualcuno di onesto.
    Che poi sia populista e demagogo, può essere; ma credo dica anche molte cose serie, vere ed oneste.
    Morale: il meno peggio dove sta, che non l’ho ancora capito? 🙂

  • Su Di Pietro la penso come Antonio e non come Anderlini.
    Non basta dire oggi molte cose ” molte cose serie, vere ed oneste “. Bisogna dare testimonianza con la propria vita di averle sempre praticate, in prima persona. Per quel che ho letto – dalla Mercedes a tantissime altri fatti oramai lontani nel tempo – mi pare che quest’uomo non possa certo paragonarsi alla “moglie di Cesare”.

  • @ Gianluigi Mazzufferi
    > dalla Mercedes a tantissime altri fatti oramai lontani nel tempo
    Ricordo male o era stato assolto pienamente da tutti i fatti contestatigli?
    Avete qualche link in proposito?
    Grazie

  • Anderlì, guarda che è lo stesso Di Pietro che ti risponderebbe che per un politico non si tratta di condanna o assoluzione, ma basta “il sospetto”. E comunque, per quanto mi riguarda, non è qui in ballo l’onestà (francamente mi interessa poco). E’ in ballo l’incapacità (di Di Pietro come di tutta la classe politica dominante italiana, e della stessa politica italiana tout-court) di entrare in dialogo con la realtà per carenza di linguaggio. Lo stesso non accade, che ne so, nella gastronomia: infatti in Italia abbiamo uno chef che si chiama “Ciccio Sultano”, il che vuol dire che in questo settore la cosa funziona; ma non abbiamo una “Ségolène Royal”, né un Tony Blair, né un Sarkozy, né uno Zapatero, né un Aznar se è per questo, né una Merkel… continuo?

  • Antonio,
    ho provato ad inviare più volte un post sul sito di Di Pietro questa mattina, ma non viene pubblicato!
    D’accordo che era OT, ma lo avevo specificato chiaramente all’inizio del post.
    Ci sono rimasto male!
    Non è incredibile?!?!?

Il blog di Antonio Tombolini