Il blog di Antonio Tombolini

Otto per mille: la fredda cronaca

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  • Non vedo il motivo di tanto scandalo. Il meccanismo è lo stesso delle votazioni democratiche: se non partecipi alla votazione gli altri decidono per te ma il numero di seggi da assegnare rimane costante, anche se c’è un solo voto valido.
    Analogamente, se non firmi per l’OPM gli altri decidono per te ma il totale destinato è sempre quello, ripartito secondo la libera scelta di quanti hanno voluto partecipare.
    Angelo

  • bene ad angelo torna tutto. che bravo!
    peccato che queste “regole” democratiche non valgano anche per il referendum, dove se partecipi alla votazione gli altri (quelli che si astengono) decidono per te.
    strano modo di ragionare il vostro e ben strana democrazia la vostra.

  • Chiedo scusa, l’argomento é seriissimo, ma
    leggendo le note di Popinga ( non ve le perdete!!) mi e´venuto spontaneo da ridere,
    ma forte… ma possibile ?? neanche in Turchia esiste una legge del genere…dai…..

  • Patrizia, anche per il referendum vale il principio di maggioranza. Infatti non è valido solo se la maggioranza non partecipa. Se la maggioranza partecipa è validissimo. Vedo che non ti sei ancora ripresa dalla batosta di giugno. Lo so, è difficile accettare una scelta democratica.

  • circa un mese fa per Radio 24 parlavano dell’Otto per mille ed un esperto raccontava di come i fondi dati allo Stato e da usarsi per esigenze umanitarie e azioni di pace, venissero usati ad es. in Iraq (definita dalla legge azione di pace)
    solo che non trovo più gli estremi della trasmissione né dell’esperto…

  • il cervello e’ quello che e’, caro angelo, anche quelli che si spacciano per filosofi alle volte ne sono sforniti, Pera docet.
    ne deriva che non sprechero’ neppure una riga per spiegare quello che non sei in grado di capire.

  • ci mancava il non filosofo in soccorso dello pseudo filosofo…
    divertente la storia del prendere o lasciare peccato che nessuno signor farina le abbia chiesto di fare o l’una o l’altra cosa.

  • Affermazioni provocatorie del tipo: “non ti sei ripresa dalla batosta di giugno” e “le brucia ancora la figuraccia del referendum” sarebbe più opportuno utilizzarle parlando ad esempio di calcio e non certamente di argomenti seri come quelli oggetto del referendum di giugno. Chi non ha visto prevalere le tesi in cui credeva merita sempre rispetto, soprattutto in Italia, dove la consultazione referendaria più che sul si o sul no si gioca solo sul quorum. Queste provocazioni di cattivo gusto, non sono figlie ne della democrazia ne del credo cattolico.

  • Sarebbe a questo punto interessare chiedere al buon Carlo di spiegarci di che sono figlie
    frasi stile
    il cervello e’ quello che e’, caro angelo, anche quelli che si spacciano per filosofi alle volte ne sono sforniti, Pera docet.
    ne deriva che non sprechero’ neppure una riga per spiegare quello che non sei in grado di capire..
    Della democrazia, del credo cattolico o di che altro?

  • “il cervello e’ quello che e'”, ” Pera” ed altro sono degli insulti, caro farina.
    poca cosa rispetto all’insulto all’intelligenza altrui quello di chi, attraverso espedienti di basso cabotaggio, pretenderebbe dimostrare le proprie tesi.
    solo perche’ sei giovane spreco due righe per spiegartelo.
    il signor angelo sostiene che:
    ” se non partecipi alla votazione gli altri decidono per te” stante questo concetto di democrazia, ne fa derivare che : “se non firmi per l’OPM gli altri decidono per te ma il totale destinato è sempre quello, ripartito secondo la libera scelta di quanti hanno voluto partecipare”
    spero tu abbia capito la mia obiezione alle sue affermazioni, non sto dunque a ripeterla…
    ma forse repetita iuvant: quanti hanno voluto partecipare al referendum hanno espresso un voto democratico, ma in questo caso le regole invocate da angelo non valgono. deve decidere la maggioranza dei non votanti.
    colpa della concezione dell’istituto referendario nel nostro paese?
    credo di sì. altrove non e’ così.
    si parla dunque di regole democratiche non di credo cattolico ( hai forse delle fissazioni al riguardo?).
    mi brucia la sconfitta, come dite voi?
    si’, mi brucia per molte ragioni che sarebbe inutile spiegare.
    ne riparleremo forse tra qualche anno…
    ora e’ piu’ chiaro?

  • Però Angelo, lasciando stare i bruciori varii dice un’alra cosa secondo me.
    Visto che la dichiarazionde dei redditi “s’ha da fare”, chi presenta una dichiarazione dei redditi “non firmata” non è vero che non partecipa, partecipa ma non esprime nessuna “preferenza”, ovvero sarebbe come votare scheda bianca al referendum e non non votare affatto.
    Che poi il sistema dell’otto per mille sia una puttanata assurda sono d’accordo, ma con i referendum non c’entra molto a mio parere.

  • Orbene vorrei che il campione della democrazia, Angelo, mi spiegasse queste cose:
    -perche lo Stato deve finanziare la Chiesa Cattolica (ricordo a tutti che al di là di ogni considerazione la suddetta chiesa non ne ha affatto bisogno, pensate solamente allo IOR) direttamente, attraverso il meccanismo truffaldino della ripartizione dell’8 per mille delle scelte non espresse (in base alle percentuali di quelle espresse) ed indirettamente, attraverso l’allocazione del 44% della quota parte di 8 per mille che noi cittadini italiani gli abbiamo destinato?
    -perchè io sono obbligato a finanziare la chiesa cattolica se non scelgo di finanziare un altro culto?

  • per Tommaso :
    non dai affatto l’impressione di essere giovane, anzi… dico che lo sei perche’ lo so. punto.
    te la sei cercata…
    per baldinik:
    partecipa a cosa? alla presentazione della dichiarazione dei redditi. stop, non ad altro. e’ angelo ad aver invocato il concetto di democrazia maggioritaria al riguardo, non certo io.
    ho solo seguito il suo modo di ragionare per dimostrarne l’assurdita.
    lo so non e’ servito. lui ha infatti continuato con argomentazioni in conflitto con la realtà mostrata dalla logica del suo stesso ragionamento.
    tipico degli pseudo filosofi alla Pera…

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