Il blog di Antonio Tombolini

RU486: dibattitto Sgreccia-Tombolini a Senigallia (ovvero la rete è un posto meraviglioso)

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pillola RU 486, dibattito Sgreccia-Tombolini
Lo so, questa cosa la ripeto come un vecchio arteriosclerotico, ma non so trattenermi: la rete è un posto meraviglioso, dove capitano cose che noi umani over 40s non avremmo mai potuto neanche immaginare. Metti questa, per esempio, seguimi bene.
Capita che l’autorità sanitaria preposta approvi la commercializzazione della pillola RU486, come già del resto avvenuto da anni nella stragrande maggioranza dei paesi europei e non.
Capita che monsignor Elio Sgreccia, ripreso da tutti i giornali e telegiornali italiani, trovi da ridire sul fatto.
Capita che il sottoscritto abbia da ridire, tramite il suo blog personale, su quel che Sgreccia ha avuto da ridire.d
Capita che il mio post venga letta da un amico, Gianluigi Mazzufferi da Senigallia, che partecipa alla redazione di un blog senigalliese assai vivace, Popinga.
Capita che Gianluigi abbia la possibilità di raggiungere me e monsignor Sgreccia per proporci un confronto pubblico sul tema della RU486.
Capita che né monsignor Sgreccia né il sottoscritto stiano lì a farla tanto lunga e complicata (sarà che siamo marchigiani tutti e due) e aderiscono entrambi alla proposta di Gianluigi.
Capita inoltre che la dottoressa Rossana Berardi si renda disponibile a moderare l’incontro.
Insomma, ecco fatto: nasce così l’incontro-dibattito di cui al volantino pubblicato sopra (e che potete scaricare qui [PDF], da divulgare please!), cui il Sindaco di Senigallia, Luana Angeloni, ritiene di conferire il Patrocinio della Città di Senigallia; è per domenica 13 settembre 2009, dunque, alle ore 21.00, presso l’Auditorium Comunale San Rocco [map] e in diretta audiovideo su Popinga. E come si dice… intervieni numeroso! 🙂

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  • Premesso che mi dispiace comunque di non poterci essere, e che spero di poterlo scaricare e vedere con calma, mi pare che il dibattito nasca male, scusando il gioco di parole.
    Può un anti-militarista dibattere su quale sia l’arma migliore? La RU486 presuppone la legalizzazione dell’aborto, quindi almeno uno dei due dibattenti, se non entrambi, disconosce in ogni caso la liceita della pillola, mettendosi da sè fuori dalla discussione.
    A meno di ricomprendere nel dibattito anche la la liceità dell’aborto, ma a quel punto il rischio di perdere il filo mi pare alto.
    Di cosa discuterete? Non dell’embrione, il cui destino non dipende dal metodo abortivo.
    Sembra ancora una volta la pretesa clericale di sindacare sulla vita sessuale altrui avendo rinunciato alla propria, teorizzare sulle famiglie altrui essendosene esentati, catechizzare sull’educazione dei figli senza provare a metterne al modo uno.
    Sarò smentito di sicuro, ma per adesso resto dubbioso.

  • Ecco la mia risposta (che è quella peraltro di uno che è a favore della legalizzazione dell’aborto): un antimilitarista no, non può discutere di quale sia l’arma migliore; ma deve e può discutere di quale sia l’arma “meno peggio”. Per questo personalmente ritengo che dovrebbe essere doveroso anche per gli “anti-abortisti” ad oltranza non ostacolare in alcun modo la RU486. Ed è questo quello che sosterrò 🙂

  • La logica della riduzione del danno, che tu intendi sostenere (ed io condivido) non può essere beneaccetta da chi invece sostiene (senza scoprirsi troppo) quella del tanto-peggio-tanto-meglio; è come, per insistere sul parellelismo, come chiedere l’apprezzamento di quall’anti-militarista a favore di armi più sicure per chi le scaglia perchè pensa che sarà motivo di un loro uso più massiccio e spensierato.
    Chissà perchè tutti gli anti-abortisti a questo giro vestono i panni di farmacologi preoccupati della salute della donna, che avevano sempre ritenuto meno importante del più sfortunato degli embrioni criocongelati.
    E ci spiegano (in realtà si accontentano di fare terrorismo) quanto in realtà si più pericolosa la RU486 di un aborto chirurgico in sede clinica, del quale sino a ieri hanno detto le cose peggiori.
    Io sosterrei questo, che mentono sapendo di mentire per ipocrisia.
    Dialogo si, compiacenza omissiva no.

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