Il blog di Antonio Tombolini

S'i fossi papa…

S

[Un nuovo Papa, varcando la soglia e
affacciandosi dalla finestra del suo studio, il microfono in pugno]
Figli miei carissimi, che mi avete fatto?

Eleggendomi papa mi avete messo in mano
un potere enorme, il potere di sciogliere e di legare, il potere di
decidere e definire, il potere di affermare ciò che è
vero e ciò che vero non è. Un potere, per di più,
infallibile!

Ci ho pensato tutta la notte, in preda
allo sgomento.
Finché mi sono fatto coraggio. E
ho deciso, visto che mi ci avete voluto, di fare il mio mestiere, di
cominciare a farlo, Dio provvederà.

Sapete cosa ho scoperto? Ho scoperto,
figli, fratelli miei, che stavo sbagliando tutto! Sì,
carissimi, stavo, sto, stiamo sbagliando tutto, e da troppo
tempo, ed è ormai ora di porvi rimedio. E se lo dico io, che
sono infallibile, che stiamo sbagliando, vuol dire che stiamo
sbagliando sul serio!

Perciò ascoltatemi bene, che si
comincia subito.

Primo errore. Un errore
stupido, banale, grossolano, che continuiamo a divulgare, compiaciuti
che tanti potenti della terra ci diano ragione, ci vengano dietro a
chiacchiere: abbiamo raccontato che la libertà è
“libertà di scelta tra il bene e il male”, e che
chi sceglie il male è perduto. Ma che razza di libertà
sarebbe mai questa? Libertà di rovinarci, di perderci, di
farci del male? E quale mai dio crudele ci avrebbe fatto un simile
dono avvelenato? E come abbiamo potuto gingillarci con questa
stupidaggine così a lungo?
Svegliamoci: la libertà non è
la possibilità di scegliere tra il bene e il male; semmai: la
possibilità di scegliere (tout-court), cioè la
libertà, è il bene, è il nostro bene più
grande
. La rinuncia alla libertà, alla libera scelta,
l’oppressione che ne impedisce l’esercizio: ecco, questo è il
male. Lottare per il bene significa lottare per la libertà;
lottare contro il male significa lottare contro la rinuncia alla
libertà, contro l’oppressione della libertà, che sola
rende l’uomo persona e gli restituisce la sua dignità di
essere fatto a immagine e somiglianza di Dio.
E tanto per essere chiari, questo è
il primo e fondamentale errore, un errore talmente grande da
configurarsi come vera e propria eresia: indugiare ancora sul
falso concetto di libertà (e non venite a dirmi che è
tomista, o aristotelico, o non so cos’altro: non m’importa, è
sbagliato e basta!) significa idolatrare un dio crudele che gioca col
destino dell’uomo, significa adorare un idolo, e perciò:
anathema sit!

Secondo errore. Qui si tratta
di me, di me papa; e di noi vescovi, e di noi sacerdoti. Si tratta di
quella che ancora oggi – come se fosse stato sempre così (il
che non è) e come se dovesse essere per sempre così (il
che pure non è) – ci ostiniamo a chiamare la gerarchia
ecclesiastica
. Ci siamo dati una struttura monarchica e militare.
Certo, Gesù Cristo è Re, oltreche sacerdote e profeta.
Certo, Gesù Cristo è la pietra angolare su cui la
Chiesa è costruita e si regge. Certo, Gesù Cristo è
il Capo. Ma è un capo che si china a lavare i piedi dei
suoi “sudditi”
. Un capo che dice di essere venuto per
servire, e non per essere servito
. E’ un capo che – se proprio
a una gerarchia deve far ricorso – la vuole rovesciata, una
gerarchia dove è il basso a comandare e l’alto a chinarsi su
di esso, dove è l’ultimo a comandare, e il primo a voltarsi
indietro per attenderlo e cedergli il passo.
Che fare allora? Facile: diamo retta a
Gesù. Ricordate la parabola del giovane ricco? Bene,
facciamola. Da domani cediamo tutti gli averi terreni della Chiesa,
delle singole Chiese, tutti. Li mettiamo in vendita. Oh, mica li
regaliamo, ci mancherebbe altro! “Vendi tutto quello che hai e
dallo ai poveri, poi vieni e seguimi”
: ecco quello che faremo.
Non è difficile. Abbiamo un sacco di amici che ci daranno una
mano, e un sacco di cose belle che i compratori non mancheranno. E ne
ricaveremo anche un bel po’, così che i poveri che ne
beneficeranno ne saranno felici. Quanto a noi, beh, toccherà a
coloro verso cui ci porremo come servi darci il sostentamento. A noi
tocca, come agli Apostoli, andare per il mondo senza zaino né
bisaccia, certi che tutto quel che ci occorre ci verrà dato
dal Padre.

Terzo errore. Smettiamola di
fare i censori dei cattivi costumi dell’odiatissima epoca
moderna
. Anzi, già
che ci siamo: prima di tutto smettiamola di odiarla, quest’epoca
moderna. Proviamo ad amarla, a curarcene, a comprenderla, a
correggerla quando occorre, vivendoci dentro. E rinunciamo a
impartire ordini di servizio su ogni cosa: questo si fa così,
quest’altro si fa cosà. Lasciamo che ciascuno la eserciti, la
sua libertà, ché quando la esercita è già
per ciò stesso nel bene. “Ma come,
sento già qualcuno obiettare
, non può forse
un uomo fare liberamente una scelta sbagliata?”
. Certo che sì,
risponderò, certo che sì! Ma una scelta sbagliata è
un errore, non un peccato
. E l’errore, l’errare, è proprio
dell’errante, del viandante che con fatica ma con passione si inoltra
per il cammino della vita. Non abbiate paura!,
non abbiamo paura, non abbiamo paura di sbagliare! Andiamo, viviamo
la nostra libertà, anche sbagliando, anche commettendo errori,
errando, e senza
giudicarci e condannarci mai. La strada del male è la strada
di chi si fa ingannare, di chi svende la sua coscienza, di chi
impedisce l’esercizio della libertà. Ma la dove c’è la
libertà dei Figli di Dio, là si è già
lungo la via del bene, dove si può sbagliare, e fraternamente
correggersi e aiutarsi, e così avvicinarsi,
errando,
alla salvezza, al senso, alla dignità piena dell’uomo.

Quarto errore.
Rileggiamo la Bibbia, l’Antico e il Nuovo Testamento. Rileggiamola.
Studiamola. Meditiamola. Torniamo alle fonti dell’essere cristiano.
Lasciamo che la Parola di Dio si rivolga di nuovo a noi. E
riprendiamo a fare il nostro mestiere, il mestiere di
evangelizzatori: di
uomini cioè il cui compito non è dire ciò che è
bene e ciò che è male; non è affermare
i
valori
, non è giudicare e
condannare gli uomini. Il mestiere di evangelizzatori è
piuttosto il mestiere di chi
racconta la buona notizia di
Cristo, morto e (permettetemi fratelli, perché questo spesso
lo nascondiamo)
soprattutto Risorto!
Poniamo Cristo al centro dei nostri riti, dei nostri incontri, della
nostra azione e della nostra presenza nel mondo. Abbiamo fede in lui,
lasciamo che sia lui che – incontrando gli uomini del nostro tempo
– li ispiri come meglio crede perché essi scelgano
la
via della libertà
. Perché
incontrando lui, anche grazie a noi, sempre più uomini
incontrino la Verità, cioè la Vita, cioè la Via:
cioè ciò che (guarda un po’, torniamo sempre lì
come vedete…)
“ci farà liberi”.

Quinto errore.
Il sesso. Per favore, facciamola finita. Sarei tentato di sparare un
bel
anathema sit! anche
qui, ma mi trattengo. Ci ha riempito e ci riempie la testa. Ne siamo
ossessionati. Questo non va bene. Il sesso, la dimensione sessuale,
la sessualità in ogni suo aspetto è una dimensione
importante e fondamentale dell’esistenza umana. I comportamenti
sessuali, come in tutte le altre sfere del comportamento umano,
devono essere oggetto di esercizio della libertà (e quindi
della responsabilità) da parte di ciascuno. Stop. Non c’è
altro da dire, davvero! Ah, sì: c’è un corollario,
relativamente al sesso: c’è che non capisco perché (in
generale, e quindi anche nella Chiesa) alcune cose gli uomini possono
farle, e le donne no. O meglio, lo capisco solo ove si tratti di
compiti di natura fisica, di sollevamento pesi, o cose simili. Ma
siccome di questo, nella Chiesa, non si tratta, bene: finiamola anche
con questa storia (e non stiamo a scomodare per queste banalità
i teologi, mi raccomando: che si dedichino a cose più serie).
[si volta con fare risoluto e
scompare dietro i tendaggi…]

L’ho scritto per
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Commenta

  • Fino alla settima-ottava riga ho sospettato che fosse uno degli interventi pubblici di Benedetto XVI… avrei dovuto capirlo: le “g” suonavano come “g” e non come “c” in “Ciofanni Paolo”… eheheh…

  • Complimenti Antonio. Un’enciclica entusiasmante che laicamente non posso che sottoscrivere. E si sente che sei un vero credente e personalmente, pur non credendo, stimo molto chi crede con purezza senza altri fini.
    Questo Papa e questo clero non diranno mai queste cose. Peccato.

  • Papa Simplicissimus I
    Se Antonio Tombolini fosse papa… Eleggendomi papa mi avete messo in mano un potere enorme, il potere di sciogliere e di legare, il potere di decidere e definire, il potere di affermare ciò che è vero e ciò che vero…

  • Loro dicono: “non c’è più religione!”
    e parlano della loro…
    Il “vuoto” che vedono nel mondo moderno che li circonda è il loro vuoto di capacità di analisi, di com-prensione (che presupporrebbe l’apertura), di autocritica, il vuoto delle vocazioni, il vuoto degli osservanti stretti, …
    Che fanno allora? Si “chiudono” ideologicamente e disperatamente a riccio nel loro fortino per dare l’idea di una grande forza ideale pronta a battersi e nel frattempo riempiono il loro vuoto con quanto più oro, denaro e potere sono in grado di arraffare e promettere a chi li servirà.
    …e Cristo ed il Suo Vangelo?
    li hanno dimenticati.

  • …abbiamo raccontato che la libertà è “libertà di scelta tra il bene e il male”, e che chi sceglie il male è perduto. Ma che razza di libertà sarebbe mai questa? …
    Svegliamoci: la libertà non è la possibilità di scegliere tra il bene e il male; semmai: la possibilità di scegliere (tout-court), cioè la libertà, è il bene, è il nostro bene più grande. La rinuncia alla libertà, alla libera scelta, l’oppressione che ne impedisce l’esercizio: ecco, questo è il male.
    Gaetano Salvemini, Il Mondo, 6 Giugno e 21 Luglio 1953: Io appartengo a quella scuola politica, per la quale la libertà è non solo la libertà propria, ma soprattutto quella degli altri; perciò non accetto nessun totalitarismo né ecclesiastico, né secolare, perciò sono anticlericale, antifascista e anticomunista.
    La realtà è che quando un clericale usa la parola “libertà” intende la “libertà” dei soli clericali (chiamata “libertà della Chiesa”) e non le libertà di tutti. Domandano le loro libertà a noi “laicisti” in nome dei princípi nostri, e negano le libertà altrui in nome dei princípi loro.

  • qui si possono fare solo i complimenti? perchè allora se è così è un sito acritico. Anzi critico solo a senso unico.
    Naturalmente non sono d’accordo sul tuo intervento ed allo stesso tempo mi domando come mai da un’Azione Cattolica sia scaturita tanta acredine.
    Qualcuno dice che si sente che sei un vero credente. Bah, beato lui. Io sento solo uno che contesta sempre e non gli va bene nulla. Ma mi ripeto.
    Vedi quando leggo queste cose che scrivi non riesco a far finta di niente e passar oltre. Come è possibile che una persona con un certo tipo di percorso si riduca a fare la parodia di discorsi importanti (forse non per te) per tutti i cattolici fedeli che vedono e sentono nel loro Papa e nella Chiesa la presenza di quel Gesù che tu dici di conoscere bene.
    Eh sì, perchè tu sai di sicuro quello che Lui vorrebbe. Il Papa no, la Chiesa no, tu sì.

  • Quanto sono bravi questi teologi part time che sono convinti di avere – loro sì! – capito tutto di quello che voleva dire Gesù, e che per la loro bontà e magnanimità vengono a dire a noi poveri buzzurri “mavalà! il Papa non capisce niente! noi sì che sappiamo come stanno le cose!”. Quelli che ogni domenica dicono: Credo la Chiesa, Una, Santa, Cattolica e Apostolica, ma poi fuori da messa testimoniano l’esatto contrario. Quelli che riducono la fede al volemose bene, facciamo l’elemosina, e della conversione delle coscienze chissenefrega, ognuno per sè, l’importante è la solidarietà.
    La verità è che sono troppo pigri e vanitosi per anche solo provare a mettersi in discussione, ma troppo codardi per smettere di definirsi cattolici. Eppure sarebbe l’unica scelta coerente per chi critica così ferocemente aspetti essenziali della fede come l’autore di questo post. La coerenza d’altra parte è troppo impegnativa, richiede coraggio e soprattutto umiltà. E’ dunque perfettamente inutile aspettarsela dai messia della domenica.
    C’è una sola cosa che non capisco. Tu scrivi che se fossi Papa diresti quelle cose che hai scritto. Ma anche se domani il Papa dicesse queste cose, per te che sei un pensatore libero e autonomo cosa cambierebbe? Ti sentiresti più bravo, più “certificato”? io penso che dentro di te tu sappia di essere completamente fuori strada ma non che tu non abbia il coraggio di affrontare la realtà e preferisca lagnarti perché non viene il Papa in persona a dirti bravo. Beh, per me non sei bravo.

  • per Tommaso:
    le risulta che Kung sia un teologo?
    immagino di sì.
    bene lo legga e vediamo se riesce lei, che ovviamente non e’ ne’ pigro, ne’ tantomeno vanitoso o codardo, a trovare anche una sola teoria che non sia conforme alla dottrina della chiesa, anche se lontana dagli insegnamenti del Card, Ratzinger.
    Inoltre quel “fuori da messa testimoniano l’esatto contrario”, o la sua tirata sulla coerenza testimonia il peggio di quello che la Chiesa, in questo momento storico, esprime.
    Chi le conferisce l’autorita’ per formulare simili giudizi?
    Cosa ne sa della testimonianza di chi non conosce neppure, come si permette di giudicarne la coerenza?
    Sospettavo ci fossero tanti imbecilli in giro, ma i miei sospetti erano sfortunatamente troppo ottimisti.

  • Gentile Patrizia, la ringrazio dell’attenzione con cui ha letto il mio commento.
    In merito a quanto Lei ha scritto:
    1) non ho citato nè Kung nè Ratzinger quindi il suo invito alla lettura non mi risulta molto chiaro;
    2)riguardo alla coerenza, è vero che non conosco l’autore del post. Mi limito semplicemente ad esprimere la mia opinione su una persona che pur definendosi cattolico scrive peste e corna dell’insegnamento della Chiesa. Come testimonianza è significativa, non le pare?
    3)Quanto all’essere imbecilli sono sicuro che avrei molto da imparare da lei.
    Saluti
    Tommaso

  • bravo Antonio, ancora una volta mi ritrovo nelle tue parole più che le avessi scritte io; che dire di più? solo due parole ai pretesi censori dell’ortodossia:
    “Invano mi rendono il loro culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini. Avendo tralasciato il comandamento di Dio vi attenete alla tradizione degli uomini” (Marco 7:7-8)

  • Chiedo scusa al signor Tommaso.
    Ho sbagliato.
    Non avrei dovuto risponderle, non ho il fegato sufficentemente allenato a reggere le scempiaggini che quelli come lei sono capaci di dire.

  • meno male che ci sono ancora delle persone come Tommaso che si prendono la briga di contestare le banalità e le sciocchezze che vengono scritte in questo sito.
    Perchè di altro non si tratta.
    Vorrei dire a Tommaso di non prensersela più di tanto. Ci ho provato anch’io ma contro questo tipo di arroganza e di presunzione c’è poco da fare. Ammetto che sia molto irritante leggere quanto scrivono, viene spontaneo difendere la Chiesa da questi pseudo-cattolici che sono più subdoli di un ateo, di un agnostico, o di chi professa un altro credo.
    Lo slogan “Cristo sì, Chiesa no” è ormai vecchio e superato ma loro non lo sanno e ancora lo usano e contestano tutto, globalmente, perchè per loro importante è solo protestare, contestare, ESSERE CONTRO comunque!
    E star lì a puntare il dito.
    Poverini.

  • Per Patrizia: scuse accettate. I miei complimenti per l’intelligenza e l’ironia dei suoi interventi.
    Per Simonetta: ti ringrazio molto 🙂

  • “…che stavo sbagliando tutto! Sì, carissimi, stavo, sto, stiamo sbagliando tutto, e da troppo tempo, ed è ormai ora di porvi rimedio. E se lo dico io…!”
    Ecco, questa è l’unica verità che traggo dal post: Tombolini, papa o non papa che sia, sta sbagliando proprio tutto.
    Ma il tempo per rimediare ce l’ha, e la misericordia di Dio è infinita. 😉
    Friedrich

  • Sic et simpliciter
    Era tanto che aspettavo che un blogger intelligente e perfido come Duca de Gandia si accorgesse dell’esistenza in rete di un personaggio come Tombolini (Simplicissimus), ed era un po’ che – devo ammettere anche con una malcelata impazienza – attendevo…

  • “…pseudo-cattolici che sono più subdoli di un ateo, di un agnostico…”
    Simonetta, lei ha una grande senso dell’ironia. In tanti anni di sano e gratificante ateismo è la prima volta che mi sento apostrofata così. SUBDOLA. Colgo in lei elementi di intolleranza e integralismo che trovo davvero consolanti. Quelli come lei sono più facili da battere.

  • Come mai tutti quelli che intervengono in questo post danno del lei a chi scrive cose che non gli piacciono (vedi interventi di Patrizia e Giovanna)?

  • Per quanto mi riguarda, l’uso del lei serve a marcare la differenza e la distanza. E i discorsi infervorati di Simonetta meritano tutta la mia distanza possibile. Poi è anche una forma di rispetto. Tutto sommato certo uso all’antica del linguaggio mi piace ancora.

  • “Colgo in lei elementi …..”
    ma colga pure quello che vuole per quanto me ne importa.
    “SUBDOLA”: come mai si è sentita interpellata personalmente? questo, a casa mia, si chiama avere la coda di paglia.
    “Quelli come lei sono più facili da battere. ”
    ma si rende conto di quello che sta dicendo?
    sta manifestando una paura folle – e con lei i suoi compari. Ma a cosa crede di giocare…a bowling? ma chi vuol battere? ma chi si vuol battere con lei? lungi da me l’idea di competere con tale tracotante presunzione.
    Per fortuna sono abituata a ben altro spessore.

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