Il blog di Antonio Tombolini

Amare Eleonora e Marco

A

Eleonora (Rossi) è il miglior chef d’Italia. Marco (Casolanetti) produce il vino rosso più buono in circolazione. Del mondo, intendo. La loro azienda si chiama Oasi degli Angeli (andateci e scoprirete perché), a Cupra Marittima. Il loro vino si chiama Kurni.

Ci sono tornato ieri, dopo più di due anni di colpevole assenza. Loro avevano da fare, la cantina nuova, i lavori… e poi sono sempre pieni, e io odio programmarmi in anticipo. Fino a tre anni fa ci andavo spesso, un paio di volte al mese, o tre. Mi sa che ricomincio. La cucina di Eleonora è sublime come l’avevo lasciata. Il vino di Marco (mi sembrava impossibile) è perfino più buono di allora. Sono aperti il venerdì e il sabato a cena, e la domenica a pranzo. Prenotate chiamando lo 0735.778569, e naturalmente dite che vi mando io. No, non vi faranno nessuno sconto, né vi offriranno cose diverse dal previsto (il menu è fisso, vivaddio!). Però io ci faccio un figurone!

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  • Saranno bravi, non lo metto in dubbio, pero’ il loro sito non funziona :-). Ne’ con IE ne’ con Firefox. E’ ancora da finire o proprio non va?

  • posto splendido e ottima cucina, ma definire Eleonora la migliore cuoca d’Italia mi sta bene solo se la si prende per una iperbole (con connotati polemici verso la “grande cucina”). Unico vero difetto che trovo la radicale inabbinabilità tra cucina (farro, pollo, eccetera) e quell’armageddon del vino. cercano finezza a tavola e opulenza dalforniana in cantina

  • Prima cosa, ma perché sto coso non ricorda mai i miei dati? Altri cosi li ricordano e questo no?
    Un piccolo ricordo. Ho assaggiato il Kurni 2001 mi pare, per la prima volta in un ristorante americano (Spiaggia, Chicago) un paio d’anni fa. Era una cena tra addetti ai lavori e stava a me scegliere il vino: ho fatto la mia porca figura! E mica con nessuno, ammirati dal vino ho visto: ampelio bucci (villa bucci), guido fantino (conterno fantino), gianni menotti (villa russiz), e altra compagnia del genere. Bravo davvero.

  • ho mangiato da Vissani, da Pierangelini, da Cedroni, ecc… Elonora li supera di gran lunga tutti. solo Uliassi regge il confronto, ma lui fa pesce e lei no.

  • patrizia,
    già sapevo che dovevo andare a trovare marco ed eleonora,
    ma, se tu mi scrivi una cosa del genere, ci dovrò andare apposta!
    comunque sono d’accordo sul fatto che uliassi in cucina ha davvero pochi rivali,
    specialmente se lascia stare vasi, concettualità e marchesismi vari, e fa il cuoco (e che cuoco!)

  • Caro Antonio, sai che ti stimo, e che ti voglio bene, ma permettemi di dirtelo, quando scrivi, come hai fatto, che “Marco (Casolanetti) produce il vino rosso più buono in circolazione” stai andando decisamente fuori strada…
    Io la penso in maniera diametralmente opposta da te riguardo al Kurni (su cui ricordo anni fa di aver scritto un “simpatico” commento su WineReport…) e se questo é il migliore vino rosso d’Italia, dei vini veramente grandi cosa dobbiamo scrivere, che sono i migliori della galassia, dell’Universo, della storia dell’umanità ?
    Ma dai Antonio, sei un caro amico, ma di vino, perdonami, non capisci proprio granché…
    ciao !
    Franco

  • Caro Franco, per scrupolo professionale, non meno che per stima personale nei tuoi confronti, sono andato a farmene un altro goccio, di Kurni. Beh, ti devo dire: spero di continuare a non capirne granché, e a poter bere vinacci come quello 😀

  • Roma – 16 Novembre 2005
    ANSA
    Vino: Winenews, otto etichette al top secondo 5 guide settore … Angelo Gaja Langhe Sori’ San Lorenzo 2001, Casanova di Neri Brunello Cerretalto 1999, Gianni Masciarelli Montepulciano d’Abruzzo Villa Gemma 2001, Oasi degli Angeli Kurni 2003, Galardi Terra di Lavoro 2003, Montevetrano Montevetrano 2003, Luciano Sandrone Barolo Cannubi Boschis 2001, Foradori Granato 2003. Sono soltanto otto i super vini che, stando al dato rilevato da sito Winenews incrociando i risultati delle cinque Guide più importanti d’Italia edizione 2006 (Gambero Rosso-Slowfood, L’Espresso, Veronelli, Ais-Bibenda, Luca Maroni) vengono riconosciuti unanimemente come vini di riferimento ed inclusi nelle classifiche di eccellenza …

  • Molte bottiglie di Kurni 98, rivelarono fastidiosi problemi di rifermentazione. Io per primo ne aprii due bottiglie, trovandomi nel bicchiere, in tutti e due i casi un clamoroso Montepulciano “lambruscato”. Ricordo di aver registrato all’epoca diverse esperienze simili, da parte di altri appassionati. Nonostante questo, di sicuro prese i tre bicchieri Gambero Rosso e credo ricevette altri “illustri” riconoscimenti.

  • E’ fantastica soprattutto la sicumera di chi fa interventi come il tuo caro (o cara) gio. “Molte bottiglie rifermentarono”. E già. Marco fa uno dei vini più grandi del mondo (non ti piace? Altro discorso), stanno tuttora sul mercato ai prezzi che hanno… ma solo i furbi si sono accorti che trattavasi, udite udite, di… Montepulciano lambruscato!
    Il Kurni (e non quello del ’98, ma TUTTO e SEMPRE, di tutte le annate) per scelta adotta un accorgimento da sempre in uso in Borgogna: mantenere nel vino un piccolo residuo di carbonica, a scopo protettivo e per favorire (questo dice l’esperienza dei borgognoni) l’evoluzione del vino nel tempo.
    Non si tratta quindi di *rifermentazione in bottiglia* (figuriamoci, vatti a vedere la cantina di Marco e poi riparliamone… e chiunque lo dice per il Kurni dimostra solo la sua ignoranza), ma di residuo carbonico della fermentazione, come sopra detto, e come praticato da molti vignerons (per rimanere in Italia, e al montepulciano, prova Valentini, o – in misura più “variabile” tra le annate – Pepe).
    La dimostrazione di ciò è nel fatto che tali vini *vanno obbligatoriamente scaraffati*, per eliminare (e se ne va immediatamente!) quel piccolo residuo di carbonica.
    Kurni rifermentato… ma fammi il favore!
    Ah, un ultimo consiglio: vedi di non farti sentire da Marco Casolanetti. Se gli dici che il suo vino ti fa schifo lui magari ti invita a cena, ti chiede perché, ecc… Ma se gli dici che “è rifermentato”, potresti vederlo alterarsi in maniera imprevedibile.

  • Interessante la tua pronta e spero disinteressata difesa d’ufficio di Casolanetti. Molta gente, vicina alla sua azienda e conoscitrice dei suoi metodi, ammisero a suo tempo, che durante la vinificazione del kurni 98, qualcosa non andò come doveva andare. Nessun altro kurni, ne tanto meno nessun Valentini da me provato, hanno mai mostrato tutta quell’effervescenza. Altro che decanter, ma quante bottiglie hai stappato di quel millesimo? Io due, e le bollicine, ricordo che rimasero indifferenti alla mia inutile pazienza per almeno due giorni. Boh.

  • Interessante questa pronta e spero disinteressata difesa d’ufficio di Casolanetti. Chiedi a lui, visto che lo conosci così bene, se durante ka realizzazione del kurni 98, andò tutto liscio. A quei tempi mi trovavo nelle Marche per lavoro, ebbi modo di conoscere gente vicina all’azienda e conoscitrice dei suoi coraggiosi metodi di vinificazione, nonchè di stappare almeno tre bottiglie di quel millesimo. Nessun altro kurni, ne tanto meno nessun Valentini, da te inopportunamente citato, ha mai mostrato tutta quella cocciuta effervescenza, talmente insistita da rimanere nel mio decanter per almeno due giorni, senza aver la minima intenzione di lasciarsi assorbire. Qualcosa non andò come doveva andare quell’anno e prova ne è, la cristallina precisione dei millesimi seguenti. Prima di dare sentenze, generiche, informati.

  • Uhm… dunque, vediamo: arriva qui un tal “gio”, niente nome e cognome, email indicata fasulla, che conclude i suoi interventi con un bel “Prima di dare sentenze, generiche, informati”. Quindi io avrei dato sentenze senza informarmi.
    Strano. A me sembrava che fosse stato lui (lei?) a “sentenziare” che il Kurni 98 era stato affetto dal grave fenomeno della rifermentazione in bottiglia, tanto da renderlo un “lambruscato”, pensa te.
    Allora, amico/a gio, ascoltami:
    – io non difendo (né attacco) mai nessuno in maniera “disinteressata”: le posizioni disinteressate le lascio ai pusillanimi come te. Io difendo e/o attacco solo sulle cose che *mi interessano* e mi appassionano, e il vino di Marco Casolanetti è tra queste.
    – tu dici, gio (mi piacerebbe metterci almeno un nome e un cognome, ma non ne ho la possibilità, peccato, chissà perché… magari sei troppo “disinteressato” per osare farlo) che il kurni 98 era “lambruscato”. E lo dici mica per sentito dire, no no no: hai stappato ben 2 (o 3, come dici dopo?), siore e siori, dicasi 2 o 3 bottiglie di Kurni! Wow. Io di quell’annata (quando ancora del Kurni non se ne occupava nessuno) ne *comprai* 1000, e le rivendetti tutte (a-hem… quasi tutte, diciamo che ne “trattenni” un po’ per uso personale, hehe). All’epoca a 90.000 lire ciascuna. Ricevemmo (come pure nelle annate successive, quelle di “cristallina precisione”, come dici tu) due o tre messaggi di gente che come te, “disinteressatamente”, se ne uscì con “oh! ma è rifermentato!”. Ma siccome quella gente aveva messo nome e cognome, dovette subire le (pallosissime quanto sacrosante e dettagliatissime) spiegazioni e dimostrazioni di Casolanetti in persona, tornandosene a bere felice quel “lambruscato”. *Non una sola bottiglia* ci venne resa.
    Questo è quanto. Per parte mia, tieni conto di questo: se hai ancora intenzione di discutere, “appalesati”, nome cognome e email reale e raggiungibile. Altrimenti piantala, che fai una più bella figura.

  • Questa proprio non l’ho capita.. Esseri citati su google non è difficile, basta scrivere cazzate in rete a destra e manca, in modo insistito e convinto. Cmq, vista l’inconcludenza dell’atmosfera lascio il tuo “affollato” blog a te e ai tuoi inutili assoli. saluti

  • Il Kurni! Voglio semplicemente rispondere a tutti coloro che hanno parlato di poca eleganza e di un vino dolce….Qualcuno persino l’ha giudicato non un vero Vino…. CHE AMAREZZA!
    Premesso che non esistono aggettivi per descrivere questo vino,almeno a mio riguardo, voglio ricordare che il Kurni è l’unico vino prodotto dalla cantina su un’estensione di solamente 10 ettari con una piantagione di circa 15000 ceppi per ettaro. La struttura,la complessità e il carico impressionante di profumi e aromi è dato quindi solo ed esclusivamente dalla fittezza delle piantagioni,dalla longevità del terreno e dalla scarsissima resa dell’alberello che concentra in pochi grappoli tutta l’essenza di questi “sentori dolci” (così definiti) ma armonici, equilibrati, ben strutturati, che fà un Vino inteso e persistente.
    Come viene manipolato? La fermentazione con la macerazione sulle bucce si protrae fino ai primi di dicembre facendo attenzione ad usare sia botti di inox che di legno in base all’evoluzione dei mosti. Dopodichè passa all’assemblamento in nuove botti di rovere per 10 mesi ed a ripetuti batonnages per far si che il vino si carichi di tannino, aromi e longevità. Tanto è corposo, tanto è doppio, tanto è complesso che una volta terminato il primo periodo in barriques, ne segue un secondo facendo sempre un uso scrupoloso di legno nuovo.
    Insomma un trattamento scrupoloso che rende questo Vino, morbido e profumatissimo, altro che zucchero e Vino dolce.
    Provate a cercare su Wikipedia il Kurni, anche l’enciclopedia lo ritiene strutturato ed elegante… Poi il Vino è soggettivo da persona a persona, ma non bisogna esprimersi in mal modo definindo un vino dolce e non elegante se non si conosce minimamente la sua origine! Spero solo che tutti quelli che l’hanno assaggiato, riescano a metter da parte l’orgoglio con maturità affinchè riprovino nuovamente questo UNICO e GRANDIOSO VINO ma soprattutto a ricredersi sul proprio pensiero,probabilmente privo di conoscenze!
    A MIO MODESTO PARERE, UNO DEI VINI PIU’ BUONI D’ITALIA!!! COMPLIMENTI MR. CASOLANETTI!

    • Bravo Nico, grazie per il tuo puntuale e appassionato commento, che ovviamente sottoscrivo. Tranne che per un punto: non è uno dei vini più buoni d’Italia, ma certamente del Mondo. E non c’è alcuna esagerazione nel dirlo.

  • Caro Antonio, grazie per la tua risposta e per la simpatia…. Ci rivedremo a commentare il Kurni nuovamente, non appena riapriremo la seconda verticale completa, per poter constatare la longevità e la struttura delle annate più vecchie!
    Ps: alla lista dei Vini più buoni d’Italia, a mio modesto parere,mi permetto di consigliarti il primitivo di Manduria Es 2007 o 2008 di Gianfranco Fino e se mai ci riuscissi, anche l’Es più sole un passito da capogiro , ancor più buono se bevuto a temperatura di cantina e su formaggi… E poi mi dirai!!!! Ci scommetto tutto ciò che vuoi! Ciao, è stato un piacere!

  • Caro Antonio, premesso che non sò più se hai provato ad azzardare un mio consiglio riguardo L’Es di Gianfranco Fino, volevo precisarti che lo stesso produttore ha creato solo per quest’anno un Vino dolce chiamato Es più sole , una straordinaria squisitezza di colori, profumi e gusto…. Da preferire sui formaggi e non sui soliti dolci,ancor meglio se a temperatura di cantina… Puoi fidarti! Aspetto tue notizie…

  • Ma certo… nel sito di “Italian wine shop” al seguente link: http://www.italianwineshop.it/produttori.asp?idpt=326 trovi le tre tipogie dei vini di Gianfranco Fino, il primitivo che si chiama Es, il Negramaro che si chiama Jo ed infine l’Es più sole il vino dolce di cui ti parlavo in formato unico da 0,375 cl. Qualora tu potessi comprare tutte e tre le bottiglie non sbaglieresti di certo ma se dovessi scegliere tra queste, non puoi assolutamente non provare il primitivo Es… uno strappo alla regola sarebbe se non ti facessi scappare anche il vino dolce: FORMIDABILE anche lui come ti dicevo con formaggi e non dolci… Credimi, come per il Kurni, vini sensazionali in tutti i suoi aspetti… il produttore,si è beccato i tre bicchieri del gambero più volte ed il premio del miglior viticoltore dell’anno 2010 oltre ad un premio speciale assegnato dal gambero come vino nella gategoria ” 3 BICCHIERI PLUS” . Insomma, le premiazioni parlano da se,ma lasciati pregare,non sbagli MINIMAMENTE e son sicuro che ne riparleremo…. Ciao

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