Il blog di Antonio Tombolini

Caro Boffo ti scrivo…

C

Ieri Dino Boffo, direttore del quotidiano cattolico Avvenire, ha scritto questo editoriale.
Ieri pomeriggio ho inviato ad Avvenire la seguente Lettera al Direttore, con preghiera di pubblicazione:

Gentile Direttore,
Ma più e meglio ancora, se mi permetti: Caro Dino,

Abbiamo condiviso per anni, e da vicino, una meravigliosa stagione d’impegno con l’Azione Cattolica. Né dimentico il fatto che fosti proprio tu a trovarmi nella mia Loreto, e a volermi partecipe a Roma di quell’esperienza. Conosco, e l’ho sempre riaffermato, le tue capacità e il tuo valore.
Per questo, proprio perché ritengo di conoscerti, ho bisogno di dirti che invece non ti ri-conosco in quanto hai scritto nel tuo editoriale del 13 maggio contro le opinioni espresse dal professor Ainis su La Stampa.

Non ne faccio una questione di merito (tu non le condividi quelle opinioni, e va bene): ne faccio una questione di rispetto e di dignità, pur nell’asprezza di un confronto duro e teso.
Liberissimo tu di affermare e motivare che (come hai scritto) la tesi di Ainis è un’impostura.
Il punto è che però hai affermato ben altro: sei arrivato ad affermare che esistono opinioni (ripeto: *opinioni*) che in democrazia "non hanno la stessa dignita’" di altre, e che queste "non possono avere impunemente corso". Non pago, sei arrivato ad invocare perfino per esse "il dazio della gogna".

Caspita, Dino, come posso riconoscerti in un linguaggio come questo? Conosco la serietà con cui usi le parole: per questo debbo chiederti allora chi secondo te dovrebbe decidere il livello di dignità di ciascuna opinionie, e chi, con che criterio, dovrebbe provvedere a che quelle indegne non debbano neanche avere la possibilità di essere manifestate, in quali rimodernate forme si dovrebbe procedere alla invocata gogna per quelle opinioni.
Caro Dino, rileggiti: opinioni indegne, censura sulle stesse, sono gli ingredienti principali di ogni dittatura, non certo della democrazia. Ed è il tuo linguaggio, in questa occasione, a essere indegno di te.

Un’ultima cosa, permettimi: nel motivare la tua posizione contro i referendum, non definire l’embrione "individuo di specie umana" perché, per usare il tuo linguaggio, non è vero, e rischierebbe di essere un’opinione che (secondo i tuoi parametri) non dovrebbe nemmeno avere corso: nelle sue primissime fasi, infatti, l’embrione non è affatto un individuo, visto che si può successivamente dividere, per dar vita a due individui (i gemelli).

Un abbraccio,

Antonio Tombolini, Loreto.

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