Il blog di Antonio Tombolini

Della cancellazione del debito, ovvero della carità pelosa

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E così tutti contenti. I kattivissimi del G8, i potenti della terra, hanno deciso di cancellare il debito di 18 paesi di Africa e America Latina (Benin, Bolivia, Burkina Faso, Etiopia, Ghana, Guyana, Honduras, Madagascar, Mali, Mauritania, Mozambico, Nicaragua, Niger, Ruanda, Senegal, Tanzania, Uganda e Zambia), in gran parte a regime dittatoriale, ed è tutto un coro di lodi: il governo italiano è contento, i professionisti della cooperazione alla Sant’Egidio (Veltroni incluso) sono contenti, Bob Geldof, Bono e Jovanotti (e questa è la cosa che sta più a cuore alle masse preoccupate per le ansie dei loro beniamini rock, dovessero farsi venire la bua al cuore…) pure.

Unica voce fuori dal coro, tanto per cambiare, una voce radicale. La voce di Emma Bonino, una che in Africa, per capire meglio, ci è andata perfino a vivere. Una così ingenua e poco attenta a ciò che è trendy in campo progressista si è chiesta e chiede: Ma scusate, mi spiegate, tanto per fare un esempio, in che cosa giova alla popolazione ugandese il beau geste di cancellare il debito di stato a favore del dittatore Museveni?

Democrazia e libertà, e quindi (anche) controllo di ogni dollaro speso, questa è la via. Il resto è solo ipocrita carità pelosa, buona solo per sentirci più buoni.

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  • George Monbiot, opinionista inglese pubblicato da “The Guardian”, critica la scelta fatta dal G8 di cancellare il dedito di 18 paesi di Africa e America Latina in gran parte a regime dittatoriale, e approfondisce la questione legata al ruolo di Bono e Bob Geldof come sostenitori dell’iniziativa.
    Il post ha la data di oggi, martedì 21/6/2005, l’indirizzo è http:\\www.monbiot.com
    Monbiot ha scritto il libro “L’era del consenso”, pubblicato in italia da Longanesi, in cui è contenuto un “Manifesto per il nuovo ordine mondiale”. Tratta fondamentalmente tre proposte provocatorie che qualcuno potrebbe giuducare utopie. Oggi troppi pochi fanno proposte di questo tipo.
    1-Un nuovo sistema monetario, basato sulla compensazione dei crediti e dei debiti.
    2-Un nuovo sistema non di “free” ma di “fair” trade (mercato equo).
    3-Una nuova istituzione democratica: il Parlamento mondiale di 600 deputati,che non sia un’assemblea decisionale operativa ma una tribuna di attenzione politica ed eserciti un livello di pressione morale che i “movimenti” non possono esprimere.

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