Il blog di Antonio Tombolini

E-paper e impatto ambientale, il primo studio

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Chi mi conosce sa che sono nemico dell’ovvio, ed è per questo che fino ad oggi non ho mai calcato la mano sulle motivazioni ecologiste a favore dell’uso dei device e-ink, e dell’e-paper, al posto dei tradizionali supporti cartacei. Volevo capire di più, esprimere giudizi sulla base non della semplice intuizione (che è spesso ingannevole) o del sentito dire (peggio ancora), ma di qualche dato serio e confrontabile.
Oggi sento finalmente di poterlo fare, e devo ringraziarne i membri della mai troppo lodata mailing list Ebook Revolution, dove è stato segnalato il recentissimo studio Screening environmental life cycle assessment of printed, web based and tablet e-paper newspaper [PDF], realizzato e pubblicato dal Centre for Sustainable Communications del Royal Institute of Technology di Stoccolma.
Ecco cos’hanno fatto: hanno comparato, secondo vari parametrati pesati poi globalmente in un parametro sintetico, l’impatto ambientale della lettura di un giornale di carta, rispetto alla lettura dello stesso giornale via web (per 10 e per 30 minuti al giorno), rispetto alla lettura dello stesso giornale attraverso un dispositivo e-ink (è stato utilizzato un iRex iLiad), per 30 minuti al giorno.
Non entro nei dettagli che ciascuno potrà verificare direttamente, mi limito ad illustrare alcuni dei grafici che mi paiono più significativi. Ad essere comparati sono stati esattamente: giornale stampato (per un anno, 30 minuti al giorno), giornale web (per un anno, per 10 e per 30 minuti al giorno) e giornale e-paper (per un anno, per 30 minuti).

Qui la comparazione riguarda il consumo totale di energia richiesta dalle risorse utilizzate, a sinistra con riferimento ai valori europei, a destra con riferimento ai valori relativi alla sola Svezia (dove la maggiore pulizia delle fonti di elettricità fa la differenza, ben visibile, sull’uso del web).

In questo secondo grafico si passa all’impatto potenziale sul Global Warming da parte di ciascuna delle tecnologie.

Qui vengono comparati i diversi livelli di potenziale tossicità per l’uomo derivante dall’uso delle diverse tecnologie.

Qui finalmente la comparazione complessiva, che pesa tutti i parametri presi in esame dallo studio, in base ad uno standard europeo, l’Eco-indicator 99.
Che dire?
Da un lato, come lo studio dichiara, manca ancora la considerazione specifica di alcuni dati relativi all’impatto aggiuntivo che – per quanto riguarda l’e-paper – potrebbe essere provocato da una migliore considerazione dell’e-ink, dell’inchiostro elettronico in se stesso (studio in corso). D’altra parte, a carico dell’e-paper, sono state fissate condizioni in qualche modo penalizzanti, prima tra tutte quella che ne considera un ciclo di vita (dal primo uso alla sua distruzione) di un solo anno.
Io per parte mia aggiungo solo questa considerazione (che pure viene accennata nelle conclusioni dello studio): se questi sono i risultati della comparazione allo stato attuale, il fatto che la carta stampata e la visualizzazione web si avvalgano ormai di strumenti a tecnologia matura, non può che deporre ancor più a favore dell’e-paper, tecnologia che al contrario ha trovato soltanto nell’ultimo anno le prime applicazioni su scala industriale e su cui la ricerca (anche dal punto di vista della ottimizzazione dell’impatto ambientale) non è che agli inizi.
Ci sarebbe poi qualcosa da dire sui diversi valori relativi all’impatto della fruizione del web tra media europea e Svezia, ma questo è un altro discorso…

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  • A me invece sfugge una cosa: se i dispositivi e-ink cominceranno ad essere prodotti in massa quanto impatterà la loro realizzazione sull’ambiente e sul riscaldamento? (Bromuri come ritardanti di fiamma per la plastica, fabbriche cinesi che cominceranno a lavorare a pieno regimi su questi prodotti ecc…) Credo che questo aspetto dallo studio non trapeli…

  • Leggi lo studio, Camillo, e vedrai che in realtà l’impatto e-ink misurato è motivato per la gran parte solo dalla *produzione del device* e dal suo smaltimento (che viene supposto cautelativamente entro un solo anno!), perché i ridotti consumi elettrici in fase di uso rendono pressoché trascurabili le altre variabili. Come puoi leggere a pagina 96:
    “The main environmental impact of the tablet e-paper newspaper was caused by the production of the tablet e-paper.”

  • Antonio complimenti per affrontare questo argomento !
    Da tempo mi domando una cosa …
    C’e’ un problena di eccesso di CO2 nell’atmosfera e si cercano dei sistemi per catturarla (sequestro CO2).
    La produzione di carta, (comunemente ritenuta dannosa all’ambiente) se proveniente da piante coltivate, non potrebbe costituire un contributo agli sforzi sul sequestro di CO2 (dato che la carta e’ fatta di celullosa) ?
    Sarebbe da approfondire…
    Con questo non voglio dire che dobbiamo continuare a usare carta (invece di e-paper) per questo motivo… ma che magari il concetto che la carta danneggia l’ambiente potrebbe non essere affatto ovvio.
    ps.
    Chissà magari per l’ambiente e’ meglio stoccare la carta usata piuttosto che riciclarla.

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