Il blog di Antonio Tombolini

Il degustaolio è necessarissimo

I

Il Taste Huile Alessi

L’idea e la funzione lo rendono molto utile. La poesia lo rende necessario.

Il degustaolio Taste Huile di Alessi è un oggetto molto utile, e perfino indispensabile, e qui vado a dimostrarlo.
Apri il coperchiòlo, ci versi dentro poco poco olio, chiudi il coperchiolo, tieni al caldo per un po’ sul palmo della mano, togli il coperchiòlo, annusi voracemente e senti tutto, il buono e il cattivo, dell’olio che ci hai messo. Se è cattivo, butta l’olio e passa ad altro. Se è buono: passi all’assaggio, sorbendo un goccio d’olio direttamente dal degustaolio (attento, col beccuccio verso l’alto, se no lo versi!), sei soddisfatto: ora appoggi il degustaolio sul suo vassoietto, a tavola, accanto al tuo piatto, ne farai uso attraverso il beccuccio (attento, tenendo col ditino il coperchiòlo fermo, come fai con la teiera della zia, altrimenti cade!), versando un goccio d’olio qua e un goccio d’olio là, dove e quando più ti aggrada, per poi riappoggiarlo sul suo vassoietto.
Fin qui l’utile: non a caso il concetto è di Lorenzo Piccione di Pianogrillo, che l’olio buono lo produce.
Ma l’indispensabile? Attenzione: il disegno, vorrei dire la poesia è di Köbi Wiesendanger.
Ovvero: l’idea e la funzione lo rendono molto utile. La poesia lo rende necessario.

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  • Grazie. Hai dimenticato di dire che ho pensato quest’oggetto per la ristorazione, soprattutto. Immaginando di servire ad ogni commensale un Taste Huile, la bottiglia di olio, chiusa, a fianco del tavolo a ricordare l’olio servito. Questo potrebbe aiutare a capire, a imparare le diversità degli oli e ad impedire il servizio di bottiglie aperte e bisunte, dal momento che sarebbe necessario aprirne solo il numero utile al riempimento dei Taste. (servire solo btg appena aperte e non ossidate) Attenzione: non è un oliera, l’olio non staziona permanentemente nel TAste (tra l’alto le oliere sono ormai fuorilegge nei ristoranti), ma viene servito solo appena di essere portato a tavola.
    Nelle mie intenzioni ,progettandolo, c’era quella di aiutare a “sdoganare” l’olio nella ristorazione.
    Continuo a non capire cme sia possibile e perchè l’olio di qualità, di cui noi in italia siamo campioni, non abbia la dignità che merita. Sembra che dell’olio non importi nulla a nessuno. LA classe giornalistica food italiana è quella che è, quella che ci meritiamo del resto, in tono con tutto il resto.
    Nessuno finora, a parte qualche Illuminato, che si sia interessato a questo prodotto che (spiace che sia io a dirlo, imbarazza) potrebbe essere veramente l’uovo di colombo. Questi gourmet del cazzo che sparlano ore e ore sui punteggi dei ristoranti (ma chissenefrega dico io) o sproloquiano sui vini per pagine intere non capiscono una fava di olio e continuano a definirsi esperti. Esperti dei miei stivali. Invece ricevo moltissime telefonate dalla stampa estera, che vuole sapere tutto. Tutto sull’olio e sul perchè del Taste.
    …beh, grazie ancora e scusa lo sfogo, sai come sono.
    Del resto ho fanculato anche te più di una volta…:-)
    Grazie.
    L.

  • Interessante veramente. Forse lo compro anche io (sai dove?). Credo che il metallo sia anche meglio degli usuali bicchierini in vetro blu per riscaldarlo più velocemente. Da provare.

  • Io intanto l’ho trovato finalmente in vendita in un rivenditore Alessi ad Enna in via Roma. 41 €. Mia moglie me lo ha promesso per Natale. 🙂
    Grazie Lorenzo dell’invenzione.

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