Il blog di Antonio Tombolini

Il futuro dell'editoria, redux

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Come sempre accade, le cose che contano, quelle che poi determinano i cambiamenti più importanti, amano accadere un po’ di nascosto, in profondità, quasi mai in superficie. Vero per i vulcani, vero per i fiumi e le correnti oceaniche, vero per l’anima delle persone. Vero anche per le trasformazioni in atto nell’editoria. Vi affannate a partecipare a convegni glamour, a eventi oh-così-social, a conferenze costosissime e abitate dai soliti noti, per poi, et voilà, scoprire che delle cose che realmente contano si sta parlando magari (e nell’unica maniera che ha senso, cioè problematicamente) nei commenti di un blog. Di un blog piuttosto famoso, certo, quello di Wu Ming, epperò (non me ne vogliano gli amici di Wu Ming) certo non il prime time della fiera mediatica.
Ecco cosa è accaduto: Wu Ming pubblica un ebookGiap. L’archivio e la strada – (disclaimer: l’editore del loro ebook siamo noi di Simplicissimus), e com’è ovvio lo annunciano nel loro blog, presentandolo (come in effetti è) come esperimento di un paradigma per loro nuovo. Fino ad oggi Wu Ming ha sempre rilasciato gratuitamente la versione digitale dei suoi libri, sull’assunto che essa potesse fungere anche da volano per le vendite dell’edizione cartacea: non funziona più, ed è venuto forse il tempo in cui il libro è innanzitutto digitale, prima che – e solo eventualmente – anche cartaceo.
La parte interessante però sono soprattutto i commenti al blog, che hanno dato vita a una discussione e a una conversazione che tocca tutti i punti critici che l’editoria si trova a dover affrontare, e da molti punti di vista: quello dell’editore, quello del libraio, digitale o no, quello del lettore, quello dell’autore e dell’artista. Dalla produzione al marketing, dal dibattito su gratis o non gratis al rischio della concentrazione dei canali di vendita in poche mani quasi-monopoliste, dalla ripartizione dei ricavi tra i vari attori della filiera alla possibilità di pensare ancora al mestiere di scrivere come a un mestiere di cui si possa vivere. Dal self-publishing ad una nuova concezione del mestiere di editore. E altro ancora.
Insomma, lì dentro c’è tutto, o quasi. E su tutto, o quasi, avrei voglia di intervenire per dire la mia. Cosa che farò, ma… solo dopo che vi sarete letti tutto, ma proprio tutto, nel blog Wu Ming 🙂

7 comments

  • Caro Editore, sono molto interessata al tuo parere Sia pure un po’ distrattamente – mi tocca occuparmi d’altro – seguo da vicino le vicende del mondo editoriale. Avrei moltissimo da ridire sui ritardi – irrecuperabili – circa il passaggio al digitale del mondo dell’editoria scolastica, ma non è questo il luogo e il momento.
    Ho anche provato a seguire la discussione su Wu Ming, ma poichè non conosco il blog, onestamente al 3 o 4 commento mi sono fermata perchè è evidente che mi mancano troppe puntate e soprattutto non conosco nessuno…Ergo, capisco poco o nulla e soprattutto mi sentro estranea.
    Ciò premesso, tu che dici??
    Ciao!
    Liz

  • Però seguire “da vicino” le vicende del mondo editoriale e non conoscere ancora i Wu Ming (nel 2013!) fa abbastanza capire com’è messo, questo mondo editoriale, e fa capire che forse è anche l’ora di crearne un altro, di mondi editoriali, perché se chi da quasi 15 anni porta avanti riflessioni e pratiche innovative ( tral’altro anche vendendo, nel frattempo, centinaiai di migliaia di copie ed essendo tradotto in mezzo mondo ) non è ancora stato degnato dell’attenzione seria di chi “segue da vicino” il mondo editoriale, c’è poco da sperare che quest’ultimo capisca qualcosa dell’uragano che lo sta per investire. Scusate la lapidarietà del commento ma a volte te le tirano fuori di forza.

  • @Alberto Ph, forse mi sono espressa male. Diciamo allora che sono molto interessata alle vicende del mondo editoriale, perché fino a quando non ho pubblicato (con la Simplicissimus) il mio primo e-book, ho pubblicato solo libri in carta. Ergo, sono ansiosa di conoscere sviluppi e trend, e tutto quello che ci aspetta… del mondo editoriale. Ció premesso, e avendo solo 18 ore al giorno da dedicare a lavoro e/o aggiornamenti vari, no, mi dispiace. Sono costretta a leggere decine di altri blog e siti per il mio settore, quindi… Non conoscevo Wu Ming. É un peccato capitale, lo so. Non sono degna di sentirmi spiegare alcunché, perció tolgo il disturbo, d’ora in poi gireró al largo da Wu Ming (ma continueró a seguire il mondo editoriale, soprattutto da un punto di vista delle innovazioni tecnologiche).

  • Lizzy, di tutte le reazioni sconclusionate, la tua è una delle più sconclusionate che ho visto. Un tizio che forse non sai nemmeno chi sia ti rimprovera di non conoscerci, tu metti il broncio e rispondi (a lui) che d’ora in poi girerai al largo… da noi. Il collegamento tra botta e risposta è abbastanza arduo da trovare. Comunque, ce ne faremo una ragione 😀

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