Il blog di Antonio Tombolini

Il caso FIAT. Se Lapo non vi basta, eccola: la Soluzione Finale

I

(7. – …segue)

Ci siamo. Tenetevi forte. E ripassiamo velocemente quel che abbiamo imparato nelle scorse puntate, idioti miei carissimi.

Ah, per inciso: mi dicono che qualcuno si sia adontato per
l’appellativo di idiota che vi ho affibbiato. Questo mi rattrista,
perché mi sarei piuttosto aspettato dei ringraziamenti: chi me lo
farebbe fare a me di stare qui a spiegare a voi idioti tutte queste
cose se non vi amassi? E se vi amo, non dipende forse dal fatto che
idiota lo sono stato, e a volte lo sono ancora, pure io? E se non ci
diamo una mano tra noi, che succede? Mica vorremo morire idioti senza
manco sapere di esserlo, no? Oppure sì? Se sì, allora, scusate, ma
questo posto non fa per voi. Andatevi piuttosto a godere l’intervista-cult rilasciata nientepopodimenoché da Lapo Elkann ad un cazzutissimo (dai, vabbè, tiene famiglia…) giornalista di Radio24 qualche giorno fa, dove ci si comunica che con la Grande Punto, che è molto friendly, saremo tutti pieni di orgoglio nel mostrare un’auto così figa ai nostri buddies. E dove "sono certo – parola di Lapetto! – che i nostri collaboratori stiino tutti dando il nostro meglio".

Siete ancora qui con me. Bene. A questo punto siete idioti convinti, ne sono certo. Proseguiamo. Per vostra comodità vi metto qui sotto uno schemino col riassunto delle cose principali imparate nel corso delle scorse puntate del nostro caso FIAT:

Prima puntata, dove si impara che vi è un’unica certezza: la FIAT va male, va molto male, va definitivamente male.
Seconda puntata, dove si impara che pur di tenere in stato di vita apparente il cadavere della FIAT, dopo aver bruciato un’infinità di soldi dello Stato, ci pensano le banche, prestandole 3 miliardi di Euro in cambio di carta straccia (cioè azioni FIAT in garanzia).
Terza puntata, dove si impara la fondamentale prima legge di Simplicissimus, in base alla quale in borsa (come quasi ovunque) i furbi sono pochi e gli idioti sono molti; dalla cui legge si ricava che in presenza di un picco in alto i molti idioti stanno comprando un mare di azioni dai pochi furbi, mentre in presenza di un picco in basso i molti idioti stanno vendendo tutte le loro azioni ai pochi furbi.
Quarta puntata, dove si impara che – chissà perché – le banche che prestano i 3 miliardi di Euro a FIAT decidono di valutare un’azione FIAT a 14,40 Euro contro gli effettivi 12 Euro che vale nel giorno dell’accordo, e contro gli effettivi 8,70 Euro che vale il giorno della erogazione del prestito alle casse FIAT; e dove si impara pure che le banche sono furbe due volte, perché oltre a essere furbe, di mestiere danno consigli su cosa e quando comprare agli idioti, e dunque possono procurarsi idioti quando vogliono (e non illudetevi: le fregature che hanno piazzato coi titoli Argentina e Parmalat non sono abbastanza, per degli idioti veramente incalliti come gli investitori privati italiani); e dove si impara infine che con quel prestito le banche si sono tolte di tasca 3 miliardi di Euro per darli a FIAT, riempiendole di carta straccia, nella consapevolezza di avere tre anni di tempo per rivendere quella carta straccia agli idioti, magari guadagnandoci pure qualcosina: e infatti da quel momento le banche cominciano a comprare e vendere azioni FIAT a rotta di collo, come non era mai successo prima.
Quinta puntata, dove si impara che la FIAT ha più di 32 miliardi di Euro di debiti, e che questa cifra supera di 6 volte il capitale netto di FIAT; detto in altre parole: se la FIAT non avesse debiti, oggi uno potrebbe comprarla con poco più di 5 miliardi di Euro. Peccato che poi invece i debiti ce li ha, e comprata la FIAT con quei 5 miliardi, dovrebbe tirarne fuori altri 32 per saldare i debiti: come si può capire, un’azienda che fa gola, no?
Sesta puntata, dove si impara che, essendo ormai vicini all’epilogo (il prestito, e quindi la sua conversione in azioni, è in scadenza il 20 settembre), i furbi (e cioè le banche con la complicità della famiglia Agnelli e del management aziendale, che sono poi ancora la stessa cosa) danno fondo a tutte le loro ultime risorse per sostenere il bluff: prima tra tutte la (il) Grande Punto (interrogativo).

E siamo finalmente a oggi. Tenetevi forte, vi raccomando ancora una volta, l’ottovolante non è per tutti.

Le azioni FIAT hanno toccato ieri un nuovo massimo, a 7,70 Euro, valore che non raggiungeva dal gennaio 2003. I volumi di scambio sono stati molto elevati, come in tutto questo periodo (e come resteranno fino al 20): moltissimi idioti ieri hanno comprato moltissime azioni FIAT dai pochissimi furbi che le hanno vendute. Ma non tutte. Ne hanno ancora un bel po’ da vendere.

Non è finita. Pare che (bisogna dire così perché si sa che in Italia le norme non sono mai così precise), pare proprio che il giorno 20 le banche dovranno iscrivere nei loro bilanci le azioni FIAT, che riceveranno al posto dei 3 miliardi di Euro che hanno dato in prestito tre anni fa, al valore che avranno il giorno 19. Se il valore sarà molto basso, nei bilanci dovranno iscrivere grosse perdite, e questo non sta bene. Se invece saranno alti, beh, magari riescono a farci anche bella figura. Diciamo che le banche continueranno ancora per i prossimi giorni a tenere su il morale degli idioti, a tenere su il bluff.

Un po’ di numeri: con le operazioni di speculazione effettuate nel corso di questi tre anni, le banche sono riuscite ad abbattere il costo di acquisto di quelle azioni-carta-straccia dall’iniziale 14,40 Euro a poco più di 10 Euro. Ecco, se il 19 settembre la quota FIAT fosse il più vicina possibile a quei 10 Euro, così da mettere a bilancio un bel pareggio, non sarebbe male (per loro). Se poi si arrivasse addirittura a qualcosina di più… magari ci guadagnano pure!

Ma è pensabile che le azioni che oggi valgono 7,70 possano arrivare in 6 giorni a 10 Euro? E’ possibile che guadagnino il 30% in sei giorni mentre sono già ora ai massimi mai toccati da 20 mesi a questa parte?

Tutto è possibile in borsa, e la risposta è: dipende, e vi spiego pure da cosa dipende.

Quello in corso è un bluff, non lo dimentichiamo. Perché abbia successo il bluffeur non può porsi limiti al rilancio, perché al primo tentennamento il bluff verrebbe scoperto, e tutto crolla.
Il bluff in corso consiste nel far credere agli idioti (è già riuscito molte volte in passato) che questa è la volta buona, che stavolta la FIAT riparte davvero, che la FIAT (come dice Lapo) è tornata figa, molto figa.

Per sostenerlo sono state già spese molte carte: il presidente è nientepopodimenoché LucaCorderodiMontezemolo, quello che vince tutto con la Ferrari, e che adesso la Ferrari perde proprio perché lui, poverino, è tutto concentrato nel rilancio FIAT; abbiamo la Grande Punto, il modello della svolta definitiva, l’auto del secolo ecc. ecc.; abbiamo la partnership con la Ford (che poi si riduca al fatto che la Ford ha deciso di comprare dalla FIAT un po’ di piattaforme della Panda invendute, a prezzi di realizzo, per farci sopra la Ka, questo non lo racconta nessuno); abbiamo (per i più rompiballe e scafati tra gli idioti) un bilancio semestrale scintillante, con risultato operativo positivo e debiti che presto scenderanno sotto il 50% (che poi l’uno e l’altro risultato dipendano dall’ultima tranche del regalo di 2 miliardi di dollari fatto da GM pur di togliersi la FIAT dalle balle, e dai 3 miliardi di Euro prestati gratis dalle banche senza bisogno di restituirli, cose che non accadranno mai più, questo nessuno lo dice; che poi il debito sotto il 50% sia quello prodotto nell’anno, ma che i debiti totali siano il 600% del capitale, questo nessuno lo dice; e che in questo splendido semestre la FIAT sia riuscita a vendere l’1% in meno del già disastroso anno precedente, questo nessuno lo dice).

Ecco, tutte queste carte sono state giocate. E hanno portato a 7,70 Euro. Per arrivare a 10 Euro c’è ancora un 30%. E ci sono solo 6 giorni. Per rilanciare fino a 10 Euro bisogna spararne una grossa, molto grossa.

Ecco a cosa stanno pensando ora i vertici del management FIAT e quelli delle banche coinvolte: raccontare che la Punto è l’auto del secolo era grossa, molto grossa, e gli idioti l’hanno bevuta; spacciare la svendita a Ford di un po’ di ferraglia invenduta come fosse la joint venture del secolo era grossa, molto grossa, e gli idioti l’hanno bevuta; far passare un semestre in cui riesci a vendere meno che l’anno scorso come il semestre del rilancio era grossa, molto grossa, e gli idioti l’hanno bevuta.

Adesso ne serve una ancora più grossa, e serve subito. Non solo: Montezemolo ne ha già sparate, il tandem Berlusconi-Prodi è già stato usato per spararle sulla Grande Punto… servirà anche qualche pezzo grosso, molto grosso, per spararla grossa abbastanza.

Se l’hanno trovata, preparatevi a sentirne parlare un po’, ma discretamente, già tra questa sera e domani, il 14, e in maniera più potente il 16 sera (è venerdì), e a leggerla e sentirla sparata su tutti i titoli di stampa e TV il sabato e la domenica, 17 e 18: e vedrete frotte di idioti ammassarsi e litigare per comprare azioni FIAT fino alla sera di lunedì 19. E vedrete i grafici impennarsi come non li avete mai visti in vita vostra.

Se per domani sera o al più tardi giovedì mattina non avrete sentito niente, vorrà dire che hanno mollato, che basta così, che una grossa quanto quella che ci vorrebbe non l’hanno trovata. E vedrete i grafici placidamente trastullarsi tra 7,50 e 8 Euro.

Ma poi, dal 20 settembre in poi?
Beh, qui non è più finanza, idioti miei amatissimi. E’ ottovolante. E sapete tutti com’è fatto l’ultimo tratto dell’ottovolante, no?

(7. – Continua…)

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  • Leggo dall’articolo linkato: “…Secondo l’esperto l’unico elemento che potrebbe destare un pò di preoccupazione è il debito a breve verso le banche pari complessivamente a circa 2,8 miliardi di euro in scadenza nei prossimi 12 mesi. “Non mi aspetto sorprese negative, soprattutto considerando il fatto che le banche diventeranno azioniste del Lingotto”, ha concluso Baudouin.”
    Quindi c’è un altro debito? Ci sono emissioni in scadenza? O cosa?

  • Chissa’, potrebbe essere proprio la notizia della emissione di un prestito obbligazionario “quella grossa” che tenteranno di lanciare. Per ora filtra (se n’era parlato gia’ un dieci giorni fa) come “ballon d’essai”, parlando di un importo relativamente modesto (750 milioni di Euro): magari poi la cosa potrebbe montare proprio nel fine settimana, diventando la notizia di un “megaprestito” garantito da fiorfior di banche e bancone, magari anche internazionali (in questa fase speculativa stanno lavorando anche loro su FIAT) che lancerebbe il messaggio: “Se perfino le superbanche straniere si espongono per fare un prestito a Fiat cosi’ enorme, vuol dire che va davvero bene!”. Per poi lasciar cadere la cosa, naturalmente, dopo il 20, cosi’, senza far rumore. (Do you remember il famoso fondo De Benedetti – Berlusconi? Chi ne ha sentito piu’ parlare?)

  • Beh, dopo aver letto i primi articoli ho creato un portafoglio virtuale e ho comprato 100 azioni Fiat.In pochi giorni ho guadagnato il 5% ovvero 40 euro. Ora, se ho capito la dinamica, venderò diciamo attorno al 18/9, o se le azioni superano i 9 euro. E così “l’idiota” (in realtà furbo perché in borsa non ha mai investito e quindi mai perso, anche quando tutti i suoi colleghi/amici erano entusiasti di comprare Enel) divenne un furbo. Solo virtualmente però. Almeno per ora.

  • Quella del fondo DeBenBerlusc è stata una storia alquanto untuosa. DeBenedetti, come Silvio del resto, ci ha guadagnato milioni di plusvalenze e tutti a dirgli che bravo che è stato a ritirarsi dall'”affare” con il nemico. Pecuniam non olet.

  • L’economia spiegata a voi, idioti
    Poco tempo per scrivere, ma non per leggere. Da un po’ mi sollazzo con un Tombolini in gran forma, che si premura di spiegare l’economia a noi idioti. Ah, per inciso: mi dicono che qualcuno si sia adontato per l’appellativo…

  • L’avete provata la nuova panda? quella è la nuova FIAT, un’azienda che produce auto qualitativamente superiori a quelle del passato. Poi siete liberi di acquistare le auto dai francesi, tedeschi, giapponesi e coreani, ma non parliamo solo male delle aziende italiane. Secondo me Lapo & c. ci stanno provando a risanare l’azienda di famiglia, che poi le banche facciano le porcherie è un’altra cosa. Io spero bene.

  • Quindi quanto dichiarato negli ultimi due giorni sul rafforzamento dell’azionista di maggioranza in chiave antiscalata, sarebbe l’ennesimo elemento del bluff o una smentita della tesi quì riportata?

  • Antonio, l’acquisto di azioni FIAT da parte di IFIL e’ l’ultima operazione di speculazione assestata su FIAT dalla famiglia Agnelli, una volta appurato (giovedi scorso) che da sparare non c’era piu’ niente.
    Mi tocchera’ prolungare la saga di un’altra puntata, dedicata all’Equity Swap.

  • Altro che il Grande Punto interrogativo.
    Qui si tratta del Grande Punto a Capo.
    Per un attimo abbiamo creduto che Fiat non sarebbe stata più la solita azienda di famiglia (per gli utili) e allo stesso tempo statale (per le perdite).
    Sembrava potesse passare di mano alla GM o ad un gruppo di banche e da lì confluire in qualche altro gruppo industriale.
    Niente di tutto questo, dopo rocambolesche manovre finanziarie la Fiat e’ ancora cone 5 anni fa: in mano agli Agnelli.
    Credo comunque in questo CDA, stiamo a vedere come andrano le vendite della Punto e degli altri nuovi modelli.

  • a proposito del caso FIAT, che ne pensi dell’apparizione del fratello maggiore di LAPO(quello diciamo dedito più al lavorio istituzionale e che in TV compare raramente) nel TG nazionale dove decantava l’attaccamento della FAMIGLIA alle sorti dell’azienda? Suggerisco una risposta ma potrei sbagliare: forse è parte della strategia necessaria al convincimento del parco IDIOTI…boh
    Avrei necessità di delucidazioni in merito ma non so a chi chiedere
    saluti e buon lavoro

  • E’ vero che, come disse Andreotti, che qualcosa ne sa, “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”, ma mi sembra che il tono generale sia di leggere cose che non esistono, o che perlomeno non sono compiute intenzionalmente dai cattivoni della Fiat, dietro qualunque cosa accada nell’intorno della Fiat. Per esempio, sull’acquisto di azioni Fiat da parte di IFIL, l’unico che ha fatto profitti e’ la banca americana Merril Lynch, che ha comprato azioni Fiat quando valevano sotto 5 euro (e tutti pensavano che sarebbero andate anche peggio) e le ha rivendute a Exor/IFIL a 6,50. Se poi le azioni Fiat andranno meglio e saranno rivendute da IFIL a un prezzo piu’ alto ci avra’ guadagnato anche IFIL/la famiglia Agnelli, ma questo non e’ detto che accada e comunque sono soldi rischiati da IFIL. Semplicemente, IFIL temeva che non essendo piu’ l’azionista di riferimento, qualcuno avrebbe potuto gestire l’azienda come voleva e senza il necessario consenso della famiglia Agnelli. E’ giusto che chi crede nella propria azienda la voglia gestire. L’Italia e’ purtroppo, a volte fondatamente e a volte no, un paese di dietrologi, pieno di gente che investe le proprie energie a cercar di capire cosa gli altri stanno tramando. Ma se ci si guarda sempre dietro per non farsi inculare, e’ quasi certo che prima o poi si sbatte contro un palo e l’unico molto di evitare che neanche questo succeda e’ quello di stare fermi, cosa di cui l’Italia e’ purtroppo maestra

  • Non so se dietro (visto che son dietrologo) questo tuo “saggio e pacato” commento ci sia solo disinformazione oppure malafede. Exor ha deciso di comprare da Merryl Linch a 6,50 solo *a settembre*, quando il titolo era gia’ a 7,50, ma guarda un po’. Gran bel rischio, non c’e’ che dire.
    Se tu fossi onesto, ora, posteresti qui sotto un altro commento per scusarti della topica e del conseguente inutile predicozzo moralista.

  • Leggendo *con attenzione* non ho mai scritto che Exor abbia comprato le azioni in un altro periodo. Ricapitolando, mi sembra di capire che la tua tesi sia che Exor/IFIL abbia comprato azioni di Fiat per realizzare uun profitto speculativo. Se avesse voluto fare profitti in modo *speculativo* le avrebbe gia’ rivendute, cosa che non sembra essere accaduta (infatti, avrebbe gia’ dovuto segnalare l’accaduto alla Consob, cosa che non risulta). Se poi le rivendera’ con profitto in futuro IFIL avra’ evidentemente visto giusto. La parte di *tua* disinformazione o malafede e’ invece la seguente: mentre Exor puo’ legalmente fare – e in effetti ha fatto con l’operazione in questione – operazioni a breve termine lo statuto di IFIL – e la sua storia, che si puo’ consultare dai bilanci regolarmente pubblicati, lo conferma – permette solo operazioni di medio-lungo termine. Questi sono fatti, espressi e facilmente accertabili, e non predicozzi moralisti. Ma perche’ solo in Italia la gente si diverte (? In realta, mi sembra scarichi le proprie frustrazioni) a sparare contro un’azienda che – con tutti i suoi difetti e lati da migliorare – realizza la meta’ di tutti gli investimenti privati in ricerca e sviluppo (o altrimenti detto quasi un quarto di tutti gli investimenti in oggetto fatti nel paese, compresi cioe’ quelli pubblici)? Dove sono tutte quelle aziende in Italia che danno lavoro a decine di migliaia di persone e RISCHIANO ogni anno di tasca propria CIRCA UN MILIARDO DI EURO (quasi 2.000 miliardi delle vecchie lire) in investimenti necessari per competere sui mercati mondiali? Pirelli/Telecom Italia, Autostrade, Enel, Trenitalia, Alitalia, che sono dei monopolisti o quasi e quindi non corrono quasi nessun rischio, e le altre 6.000.000 di imprese PRIVATE del paese investono quanto la Fiat da sola. L’intero settore pubblico – che spende il 45% circa dell’intero Prodotto Interno Lordo – investe, senza rischiare un centesimo utilizzando le mie tasse come spero quelle di voi lettori se non siete degli evasori, solo il doppio della sola Fiat, che partecipa a uno dei mercati, quello automobilistico, con il piu’ alto grado di concorrenza nel mondo. Quest’ultima cosa e’ purtroppo facilmente dimostrabile guardando i bilanci della stessa Fiat o di Rover – fallita nella Primavera del 2005 – o di Daewoo, drasticamemte ristrutturata e ridimensionata da General Motors quando questa l’ha comprata nel 2001, o di GM stessa o di Ford, entrambe in pessime acque, o di Delphi o di Valeo, rispettivamente il primo e quinto produttore mondiale di componenti automobilistiche. QUESTI SONO TUTTI FATTI FACILMENTE DIMOSTRABILI. Quando circa dieci anni fa Renault era vicina a fallire i francesi iniziarono a comprare Renault invece della concorrenza straniera (e’ da notare che analisti di settore collocano la Fiat allo stesso, non eccelso, ma in miglioramento, livello delle francesi in tema di qualita’). In Italia invece gli italiani – Berlusconi in primis, che si presenta da primo ministro e quindi con una carica pubblica con un’Audi al funerale di Giovanni Agnelli e possiede una quota di controllo di quell’altra duopolista di Mediaset, che ho dimenticato di menzionare prima – si divertono a sparare su Fiat, a gufarle contro e, guarda guarda cosa succede, di conseguenza a far licenziare migliaia di altri italiani. Mi sono sempre chiesto se l’Italia e’ cosi’ perche’ le nostre *elite* sono cosi’ o se queste sono semplicemente l’espressione degli italiani. In modo sempre piu’ convinto e avendo vissuto per tanti anni in Inghilterra, Olanda e Stati Uniti oltre ad aver viaggiato molto in America Latina, penso che la seconda ipotesi sia piu’ vicina alla realta’ di un popolo fondamentalmente, generalmente e sempre piu’ ignorante, che non ha interesse nel ridurre la propria ignoranza, estremamente e stupidamente individualista, disorganizzato e scansafatiche. La guerra fredda e la protezione degli americani sono finiti, la globalizzazione avanza e noi pensiamo ancora di vivere negli anni ottanta e di divertirci sparando sulla Fiat. SVEGLIA, ITALIANI, O FAREMO LA FINE DI ARGENTINA E URUGUAY. VOTATE E VOTATE CENTROSINISTRA

  • Accidenti, Pietro, sei più grave di quanto pensassi! Dallo zelo le cose sono due: o sei azionista IFIL, ma di quelli con un bel pacchetto, o sei un’idiota (nel senso di quelli cui mi rivolgo in questi post), che a differenza di me prova piacere nel voler a tutti i costi rimanere tale. Sarebbe facile rispondere alla tua retorica sugli investimenti fatti dalla FIAT che di soldi dalle tasche della proprietà non ne sono mai usciti, e che gli investimenti (mal)fatti sono stati tutti (mal)fatti coi soldi pubblici, cioe’ nostri. Sarebbe facile rispondere alla tua ostinata ignoranza che l’operazione exor-ifi-ifil (cioe’ un solo soggetto: la famiglia Agnelli) e’ stata fatta allo scopo di aggirare la normativa che impone a chi supera il 30% di lanciare un’opa obbligatoria, per accaparrarsi il 30% senza dover fare l’opa, e guadagnandoci pure sopra attraverso l’inganno (che poi si tratti di un inganno “legittimo” perche’ le regole in questo cazzo di paese sono quello che sono e valgono quel che valgono, non cambia il fatto che di inganno si tratti).
    Non servirebbe a niente: parli da devoto, e un devoto non sente ragioni, adora il suo idolo e basta. Attento pero’: potresti almeno scegliertene un altro per tempo. Questo, il tuo idolo-Fiat, puzza da gran tempo, ma adesso i segni di disfacimento cominciano a essere fin troppo evidenti, non credi?

di Antonio Tombolini
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