Il blog di Antonio Tombolini

In morte di Aldo Ponzetti, ovvero newsgroup memories

I

Logo ihc
Il 13 ottobre 1997 facevo ingresso in it.hobby.cucina così.
Aldo Ponzetti aka ponz aka Aldoponz lì era già di casa da tempo, e si presentava così.
Aldo è morto tre giorni fa.
Ricordarlo non è difficile, basta chiedere a Google per godere di un po’ della sua poesia (che spesso si mascherava da ricetta) riversata tutta in quel newsgroup, in quegli anni, e regalata ai suoi amici.
Voglio regalarvene un assaggio:

Io sono il cuore – ore
Io cucino, e rendo onore – ore
Perché ho onore e rispetto.
Santifico il Porco – orco
Perché non lo spreco – eco.
E mi sacrifico, sudando – ando
Spignattando – ando
Riordinando – ando
Perché in queste cose
Trovo l’Amore.
Ore.

Aldo

[L’immagine che campeggia in alto è il logo che Aldo disegnò per il primo raduno IHC che organizzammo a Loreto nel 1998, e che venne stampato a mano su un meraviglioso grembiule da cucina dalla Bottega Pascucci per l’occasione. Lo uso ancora oggi.]

Add comment

  • Come si diceva, “un bicchiere di vino nero”…
    (Ciao Ponz, e saluta il Ratti, già che sei là)
    ps: il ng non lo leggo da quasi un anno, ma le due risposte che hai ricevuto NON me lo stanno facendo rimpiangere…

  • dario, a dire le cose come stanno, i newsgroup, tutti, sono diventati posti infrequentabili. Ma ci tenevo a ricordare Aldo anche li nel posto dove ha letteralmente vissuto pertanto tempo.

  • ho conosciuto Aldo nel 2000.Eravamo colleghi nello stesso studio di architettura a Parma.
    I miei ricordi felici passati nella città emiliana sono legati a lui. Le cene a casa sua, nel suo piccolo giardino, le chiaccherate e le risate in studio anche nei momenti più tesi, le serate d’estate passate nelle sagre tra i colli di Parma. Aldo era una persona speciale. Educato e gentile, colto e raffinato. Le conversazioni con lui non erano mai banali.Profondamente buono e allegro, almeno quando era in compagnia.
    Ho sempre saputo invece dei suoi profondi disagi e delle sue infinite tristezze. Aldo faceva l’architetto con passione e con talento ma in realtà voleve fare il funambolo. Faceva roteare in aria delle palle colorate e solo questo metteva allegria.
    L’ultima volta l’ho sentito un paio di mesi fa. Era profondamente triste e quando ci siamo lasciati ho avuto una grande angoscia. Una premonizione forse.
    Ora penso a lui con molta nostalgia e con profonda tristezza.

  • Ho passato poche giornate con Aldo, sempre a Parma. Abbiamo cantato, costruito barchette di carta, mangiato e fatto risate. Sono triste e abbraccio i suoi amici.

  • ..con gli occhi della mente ho visto che ti aggiravi nei luoghi che conoscevi e che non facevano piu’ parte del tuo, di mondo. Sei rimasto molto accanto alla tua lapide, poi davanti a casa tua. Seduto sui gradini. Per tre giorni. Poi, poco tempo dopo sono passata e tu non c’eri piu’..hai trovato la Strada. Ti voglio bene e te ne vorro’ sempre.
    A ritroso.
    Venni a cena da te poche volte, mi piaceva la tua compagnia piu’ che la tua cucina. Tu, frizzante, ironico ed allegro ma anche profondo e triste..e solo. Combattuto…e solo. Ti dicevo so quel che provi, anch’io ho avuto il tuo problema. Mi abbracciavi. Sapevo che sapevi…
    A ritroso.

  • Eravamo amici da bambini, agli scout insieme e poi al liceo Segrè, scopro con tristezza la sua scomparsa, un ricordo affettuoso
    Giorgio

Il blog di Antonio Tombolini