Il blog di Antonio Tombolini

La rinuncia annunciata di papa Ratzinger

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  • una figura da omuncoli con scarse prospettive, se non quella di essere protagonisti per un giorno, con l’assillo dello stipendio a fine mese, con la mentalità gretta dei parassita, mi immagino questi “uomini” quale ricerca fanno essendo privi di curiosità esattamente come quel tal Malvino che ogni mattina si guarda allo specchio e si rende conto del dramma dell’inutilità che vive. Non accetto le posizioni del Papa e della Chiesa ma tanto meno quelle degli uomini inutili

  • Primo: l’ Universitá non é che appartenga al Rettore. Prima di invitare chicchessia doveva garantirsi il consenso degli altri “inquilini” e fruitori tutti della struttura. Vedi un po’ se a casa sua Antonio invita gente senza
    parlarne prima con la moglie e magari i figli. Bad management da parte del Magnifico, se mi posso permettere un’ opinione.
    Secondo: il Vaticano che come diplomazia e capacitá intellettuali dispone di gente che non difetta di materia grigia, ha scelto la soluzione piu´ovvia. Non ci vogliono ? non ci andiamo . C’ é rischio
    di dimostrazioni ? me ne sto a casa. Non é che si possa pensare di esporre a contestazioni il rappresentante di Dio in terra.
    Tutto il resto che ho letto, sulla libertá di espressione, sul fatto che venga impedito al papa di “esprimere le proprie opinioni” (Andrea!!)
    mi sembrano molto off topic.

  • Si, ed intelligenza e´anche capire le situazioni:
    Se veniva come professore: ha avuto l’ espressione di quello che pensano altri studenti ed alcuni altri professori di lui.
    Se veniva come capo di stato: doveva mettere in conto eventuali proteste
    che accolgono in parte piu´o meno visibile tutti capi di stato da Bush a Castro.
    Se veniva come capo spirituale: sapeva di capitare in un’istituzione in cui
    la religione non é la prioritá numero uno.
    Allora chi ha mancato di intelligenza ?

  • carissimo intellettuale
    il Papa non viene ne come politico,ne come professore, ne come niente : viene come Papa!Qualcuno che è conscio della sua inutilità ha voluto il suo momento di gloria , un sistema ormai visibilmente allo sfascio glielo ha permesso. La democrazia non è farlo o non farlo venire, la democrazia e la civiltà è consenso maggioritario della gente( dire popolo mi fa schifo)64 “professori” su oltre 4000 e 30-40 fuori corso su 140.000 studenti hanno impedito questo.L’unico problema è questo.Ripeto non ho simpatie per la Chiesa e tantomeno per questo Papa.

  • La storia della minoranza caciarona e della maggioranza silenziosa ? Chi tace acconsente. Chissá quanti dei 4.000 e dei 140.000 magari erano d’accordo con la minoranza ? Che ne sappiamo noi ? e´stato forse fatto un referendum ?
    A ragion di logica e´dato pensare che SE fosse stato fatta una votazione
    probabilmente averebbe vinto il benvenuto al Papa. Ed allora ? perche´non é stata fatta ? Non é che si addossare a detrimento della minoranza attiva – a cose fatte – la mancanza di attivitá da parte della maggioranza.
    La democrazia c’entra sempre, ma bisogna usarla. Possibilmente prima.
    Il Papa viene come Papa. Capo spirituale di un miliardo e passa persone nel mondo. E che c’entra con l’ apertura dell’ anno accademico dell’ Universitá degli Studi di Roma ?
    E se ha rinunciato a venire perché lo ha fatto ? perché voleva il benvenuto totale, senza dissenso e senza manifestazioni ? e´questa democrazia ? E sarebbe democrazia se la minoranza caciorana non potesse esprimere il proprio dissenso ?

  • caciarona: vuoi forse paragonare le possibilitá di espressione che hanno i quattro contestanti della Sapienza a quelle di Sua Santitá ? Misurando decibel contro decibel, esposizione televisiva, esposizione radiofonica ed altro ?
    La gente si esprime come sa e come puo´. Non é che puoi pretendere che tutti sappiano parlare bene, si esprimano forbitamente o siano poco caciaroni.
    Non ti sembra invece strano che né il Magnifico Rettore né
    il Senato Accademico siano in prima fila a rispondere alla semplicissima domanda : “Quale é il senso dell’ invito al Papa ? Perché il papa e non Gigi Proietti o, che so, Barbara Chiappini ?
    E se il discorso del Papa era quello “Non voglio imporre la fede” ma perché c’é qualcuno che la vuole imporre ? excusatio non petita ?

  • …Quale é il senso dell’ invito al Papa ? Perché il papa e non Gigi Proietti o, che so, Barbara Chiappini ?
    bravo lo stesso discorso che hanno fatto i contestatori. Ti rendi conto il livello , in tutta amicizia ti consiglio di andare moderato con il vino, sperando , per quello che dici, che sia il vino.

  • Caro Franco, ti sembrerà forse strano, ma c’è anche chi, del tutto legittimimamente, pensa che il Papa e le gerarchie ecclesiastiche non abbiano alcuna autorità morale e che anzi siano un potenziale pericolo per la libertà e la democrazia, esponenti di un’organizzazione sessista, razzista e tendenzialmente totalitaria, quindi NON DARE PER SCONTATO che per TUTTI il Papa sia più autorevole o degno di attenzione di Gigi Proietti. Proprio perchè, come dici tu, il Papa viene come Papa e non come teologo o professore, che la sua presenza all’apertura dell’anno accademico di un’istituzione LAICA e APERTA A TUTTI I SAPERI non ha alcun senso se non quello di dimostrare quanto le istituzioni tutte siano ormai genuflesse al Vaticano. Risulta che a qualche inaugurazione di anno accademico sia stato invitato il Dalai Lama o il Rabbino di Gerusalemme o il capo dei Raeliani o l’arcivescovo di Canterbury o qualunque altro portatore di una qualche “verità” dogmatica? Perchè non far inaugurare l’anno accademico allo “storico” revisionista Irving? Anche lui ha delle cose da dire e, a differenza del Papa, non le può dire come e quando vuole….. Il Papa se vuole fare una lezione di teologia è benvenuto in qualsiasi università, ma non comprendo il senso dell’invito in una cerimonia “simbolo”, non più di quanto comprenderei il senso di un invito a Carlo Rubbia o a Giorgio Napolitano ad aprire il prossimo Sinodo….

  • @Franco : quando si va sul personale di solito, mi ritiro in buon ordine.
    Specie quando si tira in ballo il vino, sostanza regina, cui porto gran rispetto e da cui traggo solacio e piacimenti pressoché quotidiani. Una risposta valida te l’ ha comunque data Giorgio. Cerca invece di rispondere alla domanda sul senso dell’ invito. A me non é che sia chiarissimo, quindi chiedo lumi.
    E poi, se ricordo bene, un altro papa, Woytila, andó comunque in visita alla Sapienza, si beccó le sue contestazioni e ne usci´molto elegantemente. Cosa é ? due papi due misure ? o questione di stile personale, di carisma ?
    Lo SCV rimane una delle poche , se non l’ultima, monarchia assoluta:
    Il suo sovrano, rappresentante di Dio in Terra, ha poco a che fare all’ apertura di un anno accademico di una universitá di uno stato democratico.

  • Giorgio, c’è un dettaglio i raeliani, in Sapienza, una volta sono andati davvero. Non per inaugurare l’anno, ma ci sono andati, col loro bagaglio rigorosissimo di teorie lucidissime sugli alieni, evidentemente non così pericolose per la scienza come le parole del Papa, che invito tutti a leggere. Ma evidentemente la conventicola di aspiranti luminari ha voluto qualche quarto d’ora di celebrità televisiva. Ora qualche milione di incolpevoli italiani è venuto a sapere dell’esistenza di tale Andrea Frova. Certo, non sarà la canea di studenti spettinati e scienziati da bigino a gettar ombra sul Papa. Ma l’episodio è stato veramente desolante.

  • Giorgio
    la risposta Te la sei data da Te: non hanno invitato tutti quelli che Tu hai elencato per un semplice motivo perchè non sono il Papa. Questo rigurgito sinistroide sessantottino del” siamo tutti uguali” (sulla carta) puzza di muffa e di stantio. Gli Asor Rosa con tanto di villa e doppio nome come gli Arcais sono semplicemente inutili!
    Merolli io non devo chiarire niente siete Voi in bambola, credo che i 64 “scienziati” e i 30-40 fuoricorso, si stiano scannando tra loro per la figura che hanno fatto, ma soprattutto il Cini , a cui non piace “mischiarsi con la gente” ( leggesi popolo) essere posto accanto al fuori corso con l’orecchino e con l’allergia all’acqua, gli scatenerà una depressione da suicidio.

  • Franco: grazie del Voi, ma non ce ne era bisogno, va bene continuare con il tu. Saró anche in bambola ma non su questo punto: siamo veramente tutti uguali. Lo diceva giá Filippo Mazzei “All men are created equal” ripreso poi, vedi un po´tu, da Thomas Jefferson e dalla Costituzione degli Stati Uniti d’ America. Quindi quanto a muffa e stantio, beh, qualche ragione magari ce la hai anche, ma non é che tutto quello che é vecchio é da buttar via, eh ?
    Se invece pensi che non siamo tutti uguali, allora mi manca una piattaforma comune per un discorso con te : su questo argomento quello che avevo da dire, l ‘ ho detto; chiarimenti non ti senti in vena o dover di darne e quindi grazie cosí.

  • Caro Merolli
    se al mondo fossimo tutti uguali questo pianeta sarebbe una landa deserta senza (oltre le schifezze) le meraviglie che ci sono.No, non siamo tutti uguali!Ma tutti dobbiamo avere la dignità che si riserva ad un uomo!Se non ci fosse stato Pasteur, che sicuramente non era uno come me, moriremmo ancora di qualsiasi infezione. Se non ci fosse stato Pablo Neruda, che non era uno come me, le mie, forse le serate di tanti uomini, sarebbero triste e buie invece che serene con le Sue poesie.La contestazione alla Sapienza di questi 4 residui è frutto di un cancro che viene da lontano dal ’68 , unico paese L’Italia che non solo non ha trovato l’antidoto, ma addiritura si è riprodotto in figli, nipoti e amici.La cultura del dividere la ricchezza ma senza voler sapere (fa comodo) come crearla, l’idea di siamo tutti popolo ma io la sera vado a dormire con la pipa in bocca nella mia villa toscana o umbra.I giochi sono finiti caro Merolli e adesso c’è il rompete le righe chi si salvi si salvi

  • Avevo promesso un passo e chiudo, ma mi rimette in giuoco il post di Antonio. Se non altro per chiedere cosa sia la classifica dei troll ? e´cosa buona o cosa cattiva ? A Franco – se fico o meno appunto non so – sarebbe facile rispondere sia sul piano oggetto della discussione cioé Uguali significa uguali dinanzi alla legge, al dirirtto ed al dovere, sia su piano poetico filosofico perché se Hitler, Pol Pot e Hannibal the Cannibal sono anche loro espressione del fatto che non siamo tutti uguali, beh, allora uno pari e palla al centro.

  • Troll – nel gergo di Internet, e in particolare delle comunità virtuali come newsgroup, forum, mailing list, chatroom o nei commenti dei blog – è detto un individuo che interagisce con la comunità tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente stupidi, allo scopo di disturbare gli scambi normali e appropriati. Spesso l’obiettivo specifico di un troll è causare una catena di insulti (flame war); una tecnica comune consiste nel prendere posizione in modo plateale, superficiale e arrogante su una questione già lungamente (e molto più approfonditamente) dibattuta…
    Io ho fatto tutto questo?
    Sei un piccolo uomo che il mezzo internet mette a nudo completamente

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