Il blog di Antonio Tombolini

Nucleare, e parlarne invece di fare i tifosi?

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Sarebbe bello se per una volta, in Italia, si riuscisse su una cosa importante come il nucleare-sì/nucleare-no a discutere nel merito delle cose, invece che affrontare la cosa in stile bar dello sport, facendo il tifo, come al solito.
Per esempio, una cosa come le opinioni parallele di Veronesi e Rubbia risalenti a un anno fa.
Darei subito la mia entusiastica adesione alla costruzione di centrali nucleari, tanto per dire, se solo qualcuno dei proponenti si peritasse di rispondere nel merito a qualcuna delle osservazioni critiche di Rubbia, che Luttazzi ha riassunto qui.

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  • Anto´, io onestamente le conseguenze di un incidente nucleare á la Cernobil, proprio non le riesco ad immaginare se succedesse in Italia dove X% del territorio é in zona sismica. Comunque i vantaggi degli investimenti sull’energia solare, che si possono fare gradualmente,
    ci renderebbero indipendenti da fornitori tipo Russia, Ucraina etc,
    potrebbero sviluppare tecnologie rivendibili e risolvere moltissimi problemi. Oggi esistono auto che vanno a pannelli solari. E´solo una volontá politica ed in ogni caso le alternative mi sembrano care e/o pericolose.

  • Anto’, ne abbiamo parlato quasi in contemporanea ( io un pelin prima eh eh ).)
    Il problema vero in effetti e’ proprio riuscire a rompere il solito italico bar dello sport e far emergere fatti davanti alle opinioni.
    L’unica via possibile per gestire al meglio la cosa.
    La cosa perfetta non esiste, e tutto ha dei pro e dei contro, ma per carita’, basta pregiudizi e ragioniamo sui fatti.
    Tutti i fatti.
    E sulla questione incidenti: avere delle centrali appena al di la’ del confine, non credo cambi molto il problema se averne o no anche in Italia.
    Basta nascondere la testa sotto la sabbia.

  • E´vero, e non lo possiamo certo evitare ma aumentando le centrali aumentano i rischi e poi rimane la questione della
    sismicitá. Ed in caso di incidente in Francia saremmo certo danneggiati anche noi in qualche modo, ma i costi diretti ed indiretti del post-blast se li accollerebbe solo la Francia. E non ci si pensa spesso, ma non sono cifre da poco:evacuazione cittadini, alt alle produzioni, bonifiche
    etc.
    Secondo me i contro sono maggiori de i pro. Senza parlare poi di una paese in cui nel 2007 si sono registrati circa tre morti sul lavoro al giorno, cioé un paese in cui
    la cultura (ed i costi) della sicurezza sul lavoro sembrano interessare a pochi. Sempre tra i contro: le scorie nucleari: quale comune accetta di conservarle ? I siti andrebbero designati prima di costruire le centrali. Mi sembra che la vicenda di Scansano Ionico qualcosa debba insegnare. E ultimo punto ma non meno importante: gli italiani hanno detto giá di no al nucleare.
    Una questione cosí importante e dibattuta non puó essere oggetto delle sole scelte del governo in carica, ma rimandata alla votazione diretta dei cittadini.

  • Ecco infatti, discutiamone nel merito:
    dove compriamo l’uranio? (idee dei costi e delle disponibilità?)
    dove localizziamo le centrali? dove i rifiuti?
    quante ne facciamo? (dovremmo produrre una buona percentuale del nostro fabbisogno, dare uno sguardo al sito Terna per averne un’idea e tenere presente che una centrale va da 1000 a 1200 MW);
    idea di quanto tempo ci voglia per costruirle?
    Ed infine, perchè puntare su una fonte non rinnovabile che forse domani (?!?) ci potrà fornire un 10-15% del reale bisogno elettrico e non investire in una vera prospettiva futura, disponibile da ora: il risparmio energetico e le rinnovabili?
    Altre considerazioni qui: http://blog.dida-net.it/?p=206

  • Favorevole se la gestione delle centrali possa essere come in Francia o in Germania.
    Posto che tecnicamente Cernobyl con i reattori moderni NON puo’ succedere,la sicurezza e le procedure di gestione della centrale devo essere europee.
    Il problema dei rifiuti va risolto stoccandoli in aree a rischio sismico e vulcanico molto basso come Sardegna e meta’ Puglia.
    Le rinnovabili,per problematiche di costanza della fornitura energetica possono risolvere al massimo il 20% del nostro fabbisogno.
    La strada per una minore dipendenza dall’estero passa per il nucleare.

  • Gli ultimi due argomenti di Andrea, piu´che argomenti mi sembrano assiomi. E saranno pure veri se li consideriamo come dato di fatto della attuale ripartizione di potere economico. In realtá non sono provati, nessuno dei due, e comunque esistono le tecnologie – ed altre ne verrebbero inventate – se la scelta fosse fatta a livello politico una volta per tutte. E´un caso un po´parallelo a quello delle auto ad alcole o ad acqua: finché l’interesse maggiore é nella soluzione piú conveniente o “economica”, l’ inerzia del mercato é enorme. Messi davanti ad un aut aut le soluzioni si trovano. Il problema é che
    abbiamo difficoltá a confrontarci con il fatto che come energia giá siamo alla canna del gas ( magari!) e che ci sono molti interessi vestiti che vogliono continuare afarci credere che c’é benzina per tutti ed il nucleare é la bacchetta magica.

  • Avere una rosa di centrali nucleari sulle Alpi ha semplicemente permesso ai francesi di guadagnare dal nostro veto.
    Attualmente siamo al 16% della produzione energetica fatto da fonti rinnovabili (idroelettrico-eolico-solare-geotermico).
    La Germania e’ al 14% la Francia al 10%.
    Fonti
    http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=MEMO/07/12&format=HTML&aged=0&language=IT&guiLanguage=en
    Non pretendo certo di avere il 35% di produzione energia nucleare della Germania o il 45% della Francia,mi basterebbe che producessimo il 15% del nostro piano energetico anche con questa fonte che ha il pregio di avere scarse emissioni di CO2 e consumi di un materiale del quale abbiamo risorse per circa 85 anni.
    Inoltre e’ una fonte che fornisce energia in maniera costante e non dipende da fattori esterni come le mutate condizioni climatiche.
    Fonte:
    http://en.wikipedia.org/wiki/Uranium
    Insomma se ne puo’ discutere senza pregiudizi,e il piano energetico nazionale puo’ essere una somma di tutte queste energie.

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