Il blog di Antonio Tombolini

Segnalazione: Ristorante da Arturo, Sirolo

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Ne faccio di rado, di segnalazioni come questa, perché di rado mi capita – ahimé – di scoprire posti che valga la pena segnalare agli amici. Stavolta è successo, andiamo ai dettagli.
Il posto è fantasmagorico, ma questo lo sapevo già:

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Quando ci ero venuto l’ultima volta, saranno – ehm… – almeno 25 anni fa, Da Arturo era uno dei rari (per l’epoca) ristorantini aperti solo a pranzo a servizio dell’annesso balneare, per mangiarsi due onesti spaghetti coi moscioli dopo un bel bagno nelle acque trasparenti della Spiaggia Urbani di Sirolo (siamo a picco sotto il costone sud del Monte Cònero).
Ci sono tornato venerdì scorso: stessa spiaggia, stesso balneare, stesso mare meraviglioso, ma… nuova gestione al ristorante, aperto anche la sera. Un’esperienza che ripeterò presto.
In cucina c’è lui (non so neanche come si chiami, mi informerò), che è figlio di papà che fa pagare il conto, e di mammà che serve a tavola e si dispera perché lui, el zignorino (come lo chiama la mamma con inconfondibile accento anconetano), si è fissato di cambiare in continuazione il menu, ogni giorno, a seconda dell’estro e delle disponibilità del mare.
Lui ha talento, può diventare un punto di riferimento della ristorazione marinara marchigiana, a patto che smussi qualche pecca, dovuta agli eccessi di zelo dell’autodidatta che si sente in dovere di dimostrare più di quanto necessario: cambiare sempre è un’ottima idea, ma non c’è bisogno di dieci antipasti quattro primi sei secondi. La regola aurea è 2+2+2. Altro eccesso, lo zenzero: trovo anch’io che sia una soluzione eccellente per molte pietanze marinare, più calda e complessa del limone, ma attento ad eccedere. Risotto: ottima l’idea (e l’esecuzione) del condimento a base di alghe e calamari, ma ci vuole il riso vero, non certo il parboiled.
Ho mangiato degli spettacolari sardoncini a scottadito con la panzanella accanto, ottimi gnocchi coi moscioli e fagioli neri, buonissimi i ravioli ripieni di pesce (ma qui troppo zenzero), frittura eseguita a regola d’arte con calamari e scampi freschissimi (quando nelle fritture ormai tutti, o quasi, vanno di congelato), e una stratosferica tagliata di tonno fresco avvolto nel guanciale (non c’è bisogno di presentarla come “tagliata di tonno fresco e piedino di maiale”, se poi il maiale interviene solo, com’è giusto, a rivestire i tranci di tonno, altrimenti la gente si spaventa e basta).
Ah, la cosa più importante: con una cucina così ci vuole un menu scritto, basta un foglio semplice, da stampare ogni sera, senza complicarsi la vita.
Comunque andateci: mangiate da re in uno dei tratti di mare più belli e spettacolari d’Italia, immersi nel silenzio magico della baia del Conero. Voto 9. E può ancora migliorare, senza aggiungere nulla, ma anzi togliendo!

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  • Sabato prossimo sarò ad Ancona, neanche per farlo apposta cercavo un posto “consigliato” per cenare, farò volentieri un salto.
    Forse riesco anche a passare dall’Enoteca Dalpiano 😉

  • Mi sono imbattuto per caso in questa segnalazione e non posso condividere. Ci sono stato all’inizio di agosto 2011 e devo dire che pur essendo posto bello, e antipasti eccellenti, ho trovato prezzo alto, servizio inadeguato all’atteggiamento da ristorante di classe con ritardi e confusione. Se fosse una trattoria sulla spiaggia sarebbe meravigliosa ma vuol sembrare ristorante di punta e lo fa…con i prezzi.

  • Caro Bolognese, non ho difficoltà a dirti che purtroppo la strada intrapresa a suo tempo (la mia segnalazione risale al 2008!) fu ahimé ben presto abbandonata, per arrivare a quel che giustamente dici tu oggi.

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