Il blog di Antonio Tombolini

Parte Prima, Cap. I: L'inautenticità strutturale del tempo giuridico: Gino Capozzi. §13 L'inautenticità del tempo giuridico

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Parte Prima
DIRITTO E TEMPO NELLA FILOSOFIA GIURIDICA ITALIANA

Capitolo I
L’inautenticità strutturale del tempo giuridico: Gino Capozzi

§13 L’inautenticità del tempo giuridico

La direzione del tempo stabilita arbitrariamente nel senso della reversibilità o dell’irreversibilità, e la temporalità del termine, sia nel suo distendersi in "decorso determinato", sia nel suo contrarsi nella puntualità dell’istante (Zeitpunkt), non esauriscono il panorama delle manifestazioni del tempo giuridico.

C’è un’altra e più rilevante temporalizzazione intrinseca alla norma, a qualsiasi norma, anche a quella che non preveda alcuna posizione di direzione temporale o di termine.

Una "guisa temporale" strutturale alla norma, rintracciabile proprio nella sua essenza di previsione:
"La previsione giuridica è una specie di conoscenza che implica un rapporto col tempo. (…) La previsione giuridica è indicazione di un fenomeno in base alle anticipazioni dell’esperienza. (…) ‘Indicazione di un fenomeno’ è il medesimo di futuro; ‘anticipazioni dell’esperienza’ è il medesimo di passato. (…) La previsione giuridica è una conoscenza che, per la sua effettuazione, implica il tempo come trasposizione del passato nel futuro. Il futuro, lo conosce la previsione giuridica perché in esso proietta e ritrova il passato"32.

E’ proprio questa temporalità strutturale della norma come previsione a esplicitare al massimo grado quei caratteri di arbitrarietà e di indipendenza del tempo giuridico che avevamo anticipato.

In essa si realizza paradossalmente l’essenziale intemporalità della norma:
"Nella previsione giuridica c’è il tempo come equivalenza del passato e del futuro. (…) La previsione giuridica per un verso include, per un verso esclude il tempo, nella sua specie di conoscenza. La prova sta negli elementi a disposizione. Tempo sono il passato e il futuro che concorrono in quella specie di conoscenza che è la previsione giuridica; ma l’equivalenza tra l’uno e l’altro è la sua negazione"33.

Nella strutturale intemporalità, rispetto al tempo effettuale, del tempo giuridico, si chiarisce l’inautenticità del tempo del diritto.

Una inautenticità che si spinge a ricomprendere anche la norma che accogliesse per sé lo stesso temporalizzarsi del tempo effettuale, perché questo farebbe sempre in forza di una sua autonoma previsione, e non in forza di un essenziale riferimento ad un tempo comunque extragiuridico:
"Il tempo giuridico è ‘inautentico’ anche quando venga ‘costruito’ ad immagine e somiglianza del tempo ‘autentico’, il cui ritmo è scandito dalla successione dei fatti di coscienza o Erlebnisse, che dire si vogliano, come mostra lo stesso Engisch senza trarre le estreme conseguenze. Il tempo giuridicoè una ‘costruzione’ del giurista. La prova sta nell’arbitrio col quale vengono ‘ordinati’ i suoi elementi costitutivi: eccentricità dei suoi ‘punti di gravità’; prevalenza del ‘prima’ sul ‘dopo’ o del ‘dopo’ sul ‘prima’; equipossibilità dei sensi analoghi e inversi di successione: reversibilità-irreversibilità, retroattività-irretroattività; discontinuità della sua dimensione; eterogeneità delle sue ‘guise’; ambiguità delle sue determinazioni: vuotezza o pienezza di contenuto. (…) Nel diritto è inautentico lo stesso tempo che viene dimensionato con le determinazioni del tempo autentico: i fatti della coscienza o gli Erlebnisse, per effetto dell’astrazione che ne irrigidisce i contenuti in maniera tipica. (…) Il tempo giuridico è il risultato dell’arbitrium indifferentiae che rivela la logica delle sue ‘costruzioni’ nella scelta delle determinazioni ideali e reali, convenzionali o effettuali che utilizza"34.

La complessa ricostruzione dei rapporti (e dei non-rapporti) tra diritto e tempo elaborata da Capozzi ha il valore di aver accolto e proposto all’attenzione della filosofia giuridica italiana gli stimoli più rilevanti sul tema provenienti soprattutto dall’area tedesca.

Non a caso è lo stesso autore a denunciare le influenze che agiscono sulla sua ricerca, sia dal punto di vista del metodo che della sostanza delle riflessioni condotte35.

E significativo è pure che l’autore avverta l’esigenza di accennare agli studi di pensatori italiani come Opocher, Bagolini, Cotta, che costituiranno un punto di riferimento anche per lo svolgersi successivo delle nostre riflessioni.


NOTE

32 TN, p. 280. Analoga è la struttura fenomenologica della temporalità scientifica, così come rilevata da Eugène MINKOWSKI, in quanto tentativo di costruzione del futuro come pura proiezione del passato: "La scienza con le sue previsioni non è pertanto, a quanto pare, che un esperimento su vasta scala, di costruire l’avvenire sul modo del passato", Le temps vécu, Paris, 1968, tr. it. di Giuliana TERZAN, Il tempo vissuto, Torino, 19712, p. 172 (torna al testo).

33 TN, p. 281 (torna al testo).

34 TN, p. 359 (torna al testo).

35 Cfr. TN, "Annotazioni" finali (torna al testo).

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