Il blog di Antonio Tombolini

Premio l'Agnellino d'Oro 2007

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E’ indetto il Premio Agnellino d’Oro 2007, che verrà assegnato al blog che per primo ci vorrà deliziare, anche quest’anno, con adeguate focose reprimende nei confronti di chi, come il sottoscritto, si accinge a celebrare la Pasqua cibandosi (anche) d’agnello.

Il premio verrà consegnato dal detentore della passata edizione 2006.

[Dai Bonilli, non t’arrabbià, che stavolta scherzo… stavolta!]

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  • Da difensore degli Erodi proclamo aperta la mattanza.
    Dispiace anche a me vedere gli agnelli che corrono sui prati invece che stare in padella. Ma così è la vita.
    Buona Pasqua

  • Il fatto è che a qualcuno piace fare la voce fuori dal coro della massa, che ovviamente è bue e incapace di analisi critica. Solo pochi eletti sanno scegliere e si disinguono per buon gusto. Questo popolo di eletti non si preoccupa del politically correct se non quando questo concorre a fare delle sparate oltre il “comune senso del pudore”. Cioè di fondo c’è sempre la Marchesiana massima “io so io e voi non sete un c…o!”
    Fate come me, che come lo fate io dico che siete fuori moda e lancio un nuovo trend!!…Ancora mi ricordo di un post natalizio in cui si incitava a bere bollicine nei calici a tulipano e non nelle flute!!!…MA come… il corso di sommelier…???…la scuola…???… tutte fregnaccie ve lo dico io che ne capisco…bevete nei tulipani…che poi l’anno prossimo passo agli shottini!!!!… MA perché ognuno non può fare quello che gli pare senza sentirsi dire che…
    Non basta la cei? Finiamola di predicare e nello stesso tempo di prendercela con i predicatori che fanno meglio di noi… quelli che fanno lobby!!!…Finiamola con la fiera dell’incoerenza: con il proteggere l’agnello e poi pasteggiare a caviale… con il provuore l’italia e poi alla prima occasione lodare i vini francesi. VA bene essere snob ma qui si rasenta il ridicolo!

  • Fabio, ormai siamo a un livello tale che la massa (o almeno, la massa che “fa opinione”) ormai rischiano di diventare i “buoni, puliti e giusti”, che non mangiano gli avannotti, che additano al colto e all’inclita chi non è vegetariano, che si riempiono la bocca di parole come “sostenibile” (manco fossimo al forum di Porto Alegre).
    E invece no. Non ci sto e non ci starò mai. Chi fa tutte queste cose non è migliore di me. Io non sono moralmente peggiore di uno che non mangia l’agnello.

  • Io vedo la cosa da un punto di vista un po’ diverso.
    Mangiare l’agnello a Pasqua e’ bello perchè si rispetta una tradizione perchè ha un significato che e’ quello del sacrificio.
    Nella cultura contadina la capra era un animale prezioso e quando in una famiglia veniva a mancare una capra erano quasi in lutto per la gravità economica del decesso.
    Mangiare l’agnello a Pasqua aveva dunque una forte attinenza di significato alla simbologia del sacrificio religioso, Dio che sacrifica il suo primogenito per amore dell’uomo.
    Dunque il problema e’ il costo dell’agnello pasquale.
    Questi agnelli allevati industrialmente, che non si nutrono del latte materno, e che costano pochissimo fanno schifo due volte:
    1) perchè a pagare 6 euro al Kg un agnello non c’e’ alcuni sacrificio
    2) perchè fanno schifo di sapore
    L’agnello pasquale deve essere un agnello allattato col latte materno, da capre che hanno potuto pascolare a primavera, che costi tanto (che so, 20 euro al Kg) solo così potrà veramente essere un buon pasto, in tutti i sensi.
    Sull’immoralità concordo con Antonio, ma non e’ un argomento che mi interessa quanto mettere a fuoco la vera schifezza dell’agnello pasquale a 6 euro al Kg.

  • Perfetto !
    Mi accorgo ora che ho fatto confusione fra agnello e capretto, comunque vedo che hai capito il concetto e non hai infierito sul mio rincoglionimento 🙂

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