Il blog di Antonio Tombolini

Il caso Fiat, le prove della truffa

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La stampa è tutta assolutoria, a destra come a sinistra. Libero, tanto per dire, titolava in prima pagina qualche giorno fa Fanno la fortuna di Fiat e la Consob li punisce. E già: ma come, abbiamo San Marchionne, l’unigenito di Montezemolo, inviato direttamente dal Padre-Avvocato, che stanno facendo miracoli, e i kattivissimi della Consob si permettono di fargli le pulci?
La truffa tuttavia è chiara, e voi ne conoscete i termini. La difesa dei manager Fiat davanti alla Consob è stata del tipo hey, che ne sapevamo noi di Exor ad aprile quando abbiamo comprato da Exor a settembre!, trascurando il fatto che Exor e Ifil sono sempre la stessa cosa, e cioè gli Agnelli.

Peccato che alla Consob dispongano di una prova, a quanto pare, piuttosto solida:

Nel corso delle indagini dell’autorità di vigilanza, cui si sono aggiunte le inchieste per manipolazione del mercato di due procure della Repubblica (Torino e Milano), è emerso un documento su carta intesta Merrill Lynch datato 15 luglio 2005 (forse un aggiornamento di uno scritto di data anteriore, sospetta la Consob) che contiene una dettagliata presentazione dell’operazione che avrebbe avuto il suo epilogo a settembre. Non è questa l’unica prova raccolta dalla Consob, ma certamente quella risolutiva. [LaVoce.info]


Pensate che sia sufficiente a incastrare i furbetti del Lingottino? Io dico di no, vedrete, ce la faranno anche questa volta. Per la felicità delle masse, che mai rinuncerebbero a quello che un mio amico, parlando di Fiat, definisce l’Impero di Latta. Poi se la prendono coi devoti di Padre Pio…

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  • Antonio, questa e’ la prova che tu hai torto marcio.
    La tesi che hai sostenuto su FIat e’ che si tratta di un’azienda in fallimento ma che sta bluffando per speculare su più piani: gli idioti che comprano azioni, lo stato che da aiuti, le banche che prestano i soldi ecc. ecc..
    Quanto invece e’ accaduto e’ la prova del contrario, i proprietari storici di Fiat (la famiglia Agnelli), prima ancora che ci fossero i sintomi di una ripresa, hanno fatto carte false (e da qui la multa Consob) per ricomprarsi la Fiat, segno evidente che credevano nel lavoro fatto e che erano disposti a investire su un’azienda da rilanciare.
    Non a speculare su un’azienda in fallimento.

  • Francesco Francesco… quando fai così mi fai, scusa, tenerezza. Tu parti dal presupposto che il “luccichio mediatico” (rubo l’espressione a un amico) che si va da diversi mesi spalmando su tutte le cose-Fiat (hai sentito qualcuno approfondire la notizia dei 2000 dipendenti messi in “mobilità lunga”, ovvero pagati da tutti noi vita natural durante fin da ora, giusto qualche giorno fa?) corrisponda a una reale ripresa. Gli Agnelli hanno fatto carte false (ricordi? Anche Tanzi & co. ne fecero tante, per venti anni, prima di essere scoperti) e ne stanno ancora facendo, per tenere in piedi finché si può un giocattolo che funziona così: ci si fa dare soldi dagli altri (contributi pubblici diretti, finanziamenti insostenibili dalle banche ecc.), li si usa per lucrare il lucrabile, e alla fine del giro si piange col piattino in mano. E via con un altro giro.
    Durerà ancora per molto? Che ne so. A volte (specie nelle giornate in cui ti rendono noto che il tuo Paese ha finalmente un “logo”, e che logo!) ti viene da pensare che l’unica salvezza possibile di questo Paese consista nella catastrofe. A me piacerebbe di no, a me piacerebbe che prima della catastrofe a pagare fossero quelli che devono, per esempio costoro.

  • > Tu parti dal presupposto che il “luccichio mediatico” corrisponda a una reale ripresa
    No Antonio, assolutamente no, non parto affatto da questo presupposto.
    Io ho detto una cosa precisa che contraddice la tua tesi.
    Ti ho fatto notare che la proprietà Fiat, a settembre 2005 quando il ‘lucicchio mediatico’ NON si era ancora acceso e stava per perdere la maggioranza delle azioni (per effetto del convertendo), ha scelto di investire soldi propri (535 milioni in acquisto di azioni Fiat) per mantenere il controllo dell’azienda.
    Questo e’ un fatto che contraddice la tua lettura della storia Fiat degli ultimi anni.

  • Francesco, ma allora non mi leggi! Gli Agnelli non hanno mai temuto di “perdere” l’azienda, non stavano affatto per perdere nulla a settembre 2005, ma lo lasciavano credere a tutti. Loro avevano già comprato (come Exor, eludendo l’obbligo di informativa) il 10% di Fiat in aprile a quattro soldi, a settembre le hanno semplicemente trasferite da Exor (Agnelli) a Ifil (Agnelli), sempre a quattro soldi: 6,50 mentre sul mercato erano a 10,50… ma quali soldi investiti, ma de che stai apparlà, aho! Poi basta, non ti rispondo più 😛

  • Antonio se il titolo Fiat da Aprile a Settembre fosse diminuito di valore, gli Agnelli ci avrebbero rimesso (la minusvalenza dell’equityswap) ed inoltre per effetto del convertendo la maggioranza della Fiat sarebbe passata in mano delle banche, nonostante le azioni preaquistate da Exor.
    Di fatto gli Agnelli hanno scomesso sulla ripresa del titolo e contemporaneamente operato per mantenere il controllo dell’azienda.

  • …ma Tu non sei quello di Esperya? E vai a rompere i coglioni a uno come Marchionni? Cosa c’entra Marchionni con Agnelli.Dovresti raccontare i conti di esperya

  • “La finanza spiegata agli idioti”.
    Nel 2006 facendo trading stabilmente su Fiat ho guadagnato il 36,42%.
    Sono da considerare un idiota?

  • Beh, che dire, questi sono gli illuminati eroi della sinistra, ma che dico, sono archetipi culturali che il popolo digerisce . Hanno i giornali e gli opinionisti. Che strano mestiere l’opinionista, il giullare dicorte del terzo millenio , con alcune venature di menestrellismo, poichè il messaggio implicito è “non pensate” ,ecco che compare questa professione . Il popolo , come sempre , viene dominato da piccoli dettagli , l’orologio sul polsino, o la notte con i trans. Questi, sanno che gli opinionisti dissemineranno i resoconti cronistici di dettagli irrilevanti ,sanno che nei dettagli il popolo trova il conforto delle proprie abitudini mentali e che sorvolerà sulla sostanza. Un popolo che non ha stima di sè , che si abbruttisce giorno dopo giorno in esercizi emotivi come l’invidia, non ha che da subire per continuare pedissequamente ad invidiare. Altro che lotta di classe, l’oggetto del contendere è il modello da invidiare : Berlusconi o Agnelli? Orazi o Curiazzi. Solo che Agnelli eBerlusconi ,non si batteranno tra loro , i battuti sono sempre gli invidiosi.

  • Ok, ammettiamo anche che la storia dell’Equity swap non sia stata un modello di correttezza sul mercato. Ma poi? Che danno si è fatto al piccolo azionista che da allora ha visto lievitare il valore delle azioni da 7 euro (erano sette/ sette virgola cinque le quotazioni a settembre e non 10, 50: vedo che sulle cifre sei disinvolto come nelle tue opinioni)?. Che cosa c’entra con la Parmalat che è andata in default perché lì c’era un padrone che truccava le carte e i soldi dell’azienda li buttava in imprese scellerate? Quali soluzioni sarebbero state migliori? La Fiat alle banche Marchionne via e qualche manager di stato, che avrebbe fatto lo “spezzatino”, al suo posto con tanti saluti a una delle più belle “succes story” degli ultimi anni? La Fiat, per com’era messa nel 2004 poteva anche fallire. Oggi è in ripresa e fa utili e non lo dico io ma i “consensus” dei principali analisti nel mondo. E questo e merito anche di chi ci ha creduto. Certo le storie del piattino in mano, i “finanzialmente insostenibili delle banche” (ma che dici se le banche del convertendo si fossero tenute le azioni, e c’è chi, per sua fortuna l’ha fatto avrebbero fatto un affare colossale) sono suggestive. Al pari della leggenda metropolitana che ricicli di Montezemolo presunto figlio naturale dell’Avvocato. Appunto: leggende…

  • HAI OFFESO TANTA GENTE, DICENDO CHE SIAMO DEGLI IDIOTI SE COMPRIAMO AZIONI FIAT, E ANCORA DOPO I BRILLANTI RISULTATI DELL’AZIENDA E L’IMPENNATA DELLE AZIONI CONTINUI AD INSISTERE. LA TUA PRESUNZIONE E’ ASSURDA. UN PO’ DI MODESTIA TI FAREBBE BENE OGNI TANTO. TI CONSIGLIO, DA AMICO, DI AMMETTERE I TUOI ERRORI E DI CHIEDERE SCUSA A TUTTI COLORO CHE HAI OFFESO CON LA TUA PRESUNZIONE. PERALTRO, PER SEGUIRE I TUOI CONSIGLI, HO VENDUTO PRESTO PARECCHIE AZIONI FIAT. AMMETTO DI ESSERE STATO UN VERO IDIOTA. GRAZIE PER L’ENORME DANNO CHE MI HAI ARRECATO. PERMETTIMI DI ESSERE PARECCHIO INCAVOLATO!!!!!!!

  • CARO ANTONIO, NON PUOI COMPRENDERE LA MIA RABBIA PER AVER DECISO DI SEGUIRTI. PURTROPPO, SONO RIMASTO QUASI A SECCO, POICHE’ HO VENDUTO LE AZIONI CON NOTEVOLE PERDITA ECONOMICA, INVECE CHE IN GUADAGNO, IN QUANTO CON I TUOI DISCORSI ALLARMANTI MI HAI CONVINTO A VENDERE. ORA, LA MIA VITA SAREBBE CAMBIATA E INVECE SONO NELLO SCHIFO TOTALE. TI ASSICURO CHE AVEVO GRANDE STIMA DI TE, HO LETTO FINANCHE IL TUO BRILLANTE CURRICULUM, TI HO SEGUITO PER ANNI E PENSAVO, VISTA LA TUA CONTINUA INSISTENZA, CHE TU AVESSI RAGIONE. COMPRENDI ADESSO LA MIA COLLERA QUANDO TI VEDO FINANCHE REPLICARE! SCUSAMI MA E’ TROPPO!
    TI AUGURO UN FELICE COMPLEANNO E TI CHIEDO SCUSA SE SONO STATO UN PO’ BRUSCO IN QUESTI MIEI COMMENTI!

  • IL BLUFF FIAT
    La borsa è una partita a Poker, e il Bluff è la sua Linfa.
    Penso che il caso Fiat sia una delle massime espressioni di Bluff finanziario,
    Ma al banchetto del Bluff le volpi partecipano in prima fila , ma molto accorte!
    i polli non si sa mai quando finiscono!
    Quando quotava sui 5,5€ con minimo di 4,5€ tra il 2003 e il 2005 scrivevo sul Forum di Finanzaonline che truccavano alla rovescio i bilanci per deprezzare il titolo e comprare
    (peccato che i vecchi post non siano stati salvati dallo staff, Una delle cose che preferisco e
    leggere le analisi con qualche anno di distanza sono uno sballo!)
    infatti solo di marchi che possedeva Fiat valeva molto più dei 5€.
    Ovviamente la maggioranza, pompata dai media, vedeva tutto nero e Fiat stava per fallire.
    Quando poi Fiat arrivo a 15€ nel novembre 2006 scrivevo che ora stavamo nella situazione opposta, si pompava il titolo e tutto veniva visto in chiave positiva, per le strade circolavano solo Fiat, le Croma erano fitte come le mosche, io le contavo sulle dita! ecc.
    Inoltre scrivevo nel 01/02/07 :
    1) Nel Dic98 come nel 1999 aveva 367.399.890
    Fonte http://www.fiatgroup.com/comuni/php…9OKAWMN1MCJZBQ7
    Quotava intorno ai 40€
    Alias 14,68 Miliardi di €
    a 17€ 18,5 MLD € causa, forte aumento di capitale
    Senza Fiat Avio e Toro ed altre smenate
    2) http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/
    0,7246,243%255E90107,00.html
    Secondo quanto detto da ReportRai3
    La Fiat è coinvolta nei lavori sull’alta velocità, che guarda caso ci
    sono costati il triplo rispetto all’Europa.
    Leggendo l’inchiesta di Report su come sono andate le cose, mi viene
    il sospetto che hanno gonfiato i prezzi di proposito per aiutare a
    risanare i conti Fiat.
    Infatti non c’erano gare d’appalto:-))
    e NOI paghiamo.
    Immagino cosa succede al Titolo “The Day After” se l’inchiesta la fà
    la BCE
    Chiedo scusa, a pensar male si fa peccato, però ci si indovina spesso.
    Curioso che a causa del 2° post sul forum finanzaoline sono stato espulso.
    A suo tempo, Fiat a 5,5€ leggevo con piacere le analisi di Eugenio Benetazzo “ i tre cadaveri che camminano” e Antonio Tombolino “ con Google potete vederle tutte,
    dove Fiat veniva descritta come una cosa da evitare tipo la peste Bubbonica perché con bilanci contraffatti e ogni male immaginabile.
    Io condividevo quelle analisi ma NON IL FATTO DI NON COMPRARE, proprio perché vedevo il Bluff in piena azione, anzi ho fatto il pieno accumulando a 5,87€ e ho venduto a circa 15,80€, sono stato precipitoso nel vendere, ma visto mai venisse a galla la verità, stile Parmalat, e allora meglio portare in Berta il malloppo.
    Mi domando se realmente Benetazzo e Tombolini non hanno fatto il pieno anche loro, così il Bluff sarebbe allo stato dell’ARTE.
    Infatti sono troppo intelligenti per non aver fiutato l’affare
    Saluti

  • FIAT è un titolo OTTIMO per speculazioni a brevissimo termine, per chi ci si fare e per gente con stomaci forti. Come tutti i titoli-spazzatura, tendenzialmente privi di valore a lungo termine (e dunque di un qualsiasi legame coi fondamentali reali).
    Ah, rumors su Marchionne, if I’m not wrong… non luccica più 🙂

  • La tecnologia ibrida doppia frizione con motore elettrico nel mezzo è stata “mutuata” da un brevetto che la Fiat non ha mai voluto acquistare, ma soltanto spudoratamente copiare. Questa soluzione ibrida sarà un’architettura basica nel programma automobilistico elettrico e ibrido della Chrysler. Invito nel mio blog dove “vitalità” e disinvoltura dei progettisti Fiat appaiono in piena evidenza: htp://propulsoreibridosimbiotico.blogspot.com/. Se le industrie possono permettersi impunemente di copiare le idee, in quanto per difenderle occorrono cause costosissime, a cosa servono i brevetti? Come difendere i diritti degli inventori privati? Come possono i nostri giovani trovare coraggio intellettuale se i potentati economici schiacciano i diritti dei singoli? Se vi accingete a richiedere un brevetto oppure proporlo ad un’azienda, la mia esperienza con la Fiat può esservi utile per muovervi con migliore circospezione. (Non è spam! Per favore, non bloccate questo post) Grazie e buon tempo a tutti! Ulisse Di Bartolomei

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