Il blog di Antonio Tombolini

Vissani e il futuro della cucina

V

Il video è spassoso, come ogni apparizione pubblica del grande Gianfranco Vissani. Ma limitarsi al video rischia di far percepire solo la vis comica (involontaria, e per questo irresistibile) del Grande Maestro della cucina italiana. Per questo ho ritenuto utile trascrivere un pezzettino da quella intervista, perché mi pare emblematico della crisi di identità che la ristorazione, e più in generale l’enogastronomia italiana, sta attraversando:

Le cucine strane non ci piacciono a nessuno, paghiamo un sacco di soldi, abbiamo aumentato i capitali, abbiamo aumentato i prezzi per i clienti, i clienti non vengono più al ristorante, si sentono in difficoltà, bottiglie da capogiro che girano sui ristoranti, facciamo i ristoranti belli, e poi dentro ai ristoranti non c’è nessuno: me lo spiega lei? E’ finita il momento, i momenti dei nababbi! DOBBIAMO TORNARE INDIETRO!

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  • Non mi è mai piaciuto Vissani (d’altra parte non si può avere tutti sempre lo stesso parere no?) ..perchè l’ho sempre trovato ostinatamente e forzatamente rustico, e inneggiqante una semplicità che ha però la pretesa di assurgere a “miglior metodo”.
    Come lui stesso dice, la cucina è di tutti…e non vedo perchè se ci sono persone che non hanno bisogno di fare 10 anni di gavetta debbano venire da lui discriminate….
    Mi sembra un pò il Valentino Rossi grande campione eccetera, che non riconosce la bravura dei suoi avversari che lo sorpassano e surclassano man mano che passa il tempo, adducendo sempre il pretesto delle gomme o di qualcosa d’altro e non riconoscendo tranquillamente che sono solo più bravi ed attuali di lui….
    Io però parlo da profana, non sono esperta di cucina anche se la seguo con piacere.
    ciao 🙂
    Bibi

  • Franco scusa ma le opinioni personali restano tali…i gusti sono gusti quindi non è detto che Vissani debba per forza piacere a tutti ed essere considerato da tutti una specie di dio onnipotente…….
    nelle opinioni non c’è esattezza o errore, c’è solo espressione del personale. Lo è la mia opinione, e resta tale anche la tua.
    🙂
    Bibi

  • Non ho mai avuto l’occasione di mangiare da Vissani, ma l’ho sempre apprezzato per la sincerità di giudizio in qualsiasi occasione gli si sia presentata, almeno per quelle che ho visto io, quindi quoto anche questa affermazione.

  • Quella di Vissanone mi pare la scoperta dell’acqua calda.
    Nel frattempo, anche – o soprattutto? – per ottenere punti stelle forchette cappelli zuppiere bicchieri ecc., molti ristoratori si sono indebitati fino al collo, fra mobilio e rinnovo locali e cantine piene di bottiglie carissime che nessuno comprerà e altre sciocchezzuole del genere.
    Tornare indietro? Sono d’accordo, ma… sbrigatevi, cucinieri d’Italia!

  • Beh, ora dico la mia: mi dispiace che a parlare così sia uno come Vissani. L’unico che in Italia può permettersi di usare in maniera sfrenata originalità e fantasia, proprio perché capace di condurle a risultati coerenti e serissimi.
    Il suo discorso è semmai valido per tutta la pletora degli pseudo-originali: che ci dimostrino cosa sanno fare con un pollo allo spiedo, e poi ne parliamo.
    Volete dei nomi, tanto per farvi un’idea? OK.
    Originali veri, che possono (e debbono) permetterselo, oltre a Vissani:
    Uliassi, Ciccio Sultano, Ernesto Iaccarino, Andrea Sarri (lo so, non sapete chi è, ma ne sentirete parlare. Del resto quando nominai, proprio qui sul blog, anni fa, Ciccio Sultano, anche lui era un signor nessuno).
    Pseudo-originali: Pierangelini, Cedroni, Scabin.
    Giusto qualche esempio 🙂

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